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Fred Frith: Clearing Customs

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Questo progetto di Fred Frith, che vede coinvolti musicisti di diversa nazionalità e formazione, approda alla documentazione ufficiale su CD, a distanza di circa quattro anni dalle esibizioni dal vivo e registrazioni di studio effettuate in Germania sotto l'egida della Südwestrundfunk, in occasione della rassegna New Jazz Meeting.

Aiutato con buona probabilità dal lavoro di editing, il sistema di improvvisazione controllata escogitato dal chitarrista britannico guida, non senza qualche difficoltà, lo sviluppo del discorso musicale.

Le iniziali sonorità liquide e stratificate si aggrumano in repentine concrezioni e deformazioni elettroniche, con un improvviso scarto dinamico ad introdurre un clima totalmente diverso, agitato da cellule motiviche iterate quasi meccanicamente.

Forti elementi di discontinuità, come quello appena descritto, rendono chiaramente identificabili i singoli episodi, a loro volta scomposti in frammenti o condotti frettolosamente al parossismo, finendo per lasciare irrisolti i potenziali sviluppi.

Così avviene al melodioso canto femminile, affiancato dal guzheng cinese e, poco dopo, dalla stidente parodia vocale del chitarrista.

Una sorte non diversa tocca alle percussioni di Anantha Krishnan, cui sono giustapposte rarefatti disturbi elettronici.

Il ruolo dominante è assunto da Frith sia sul piano della conduzione degli eventi sonori, sia in qualità di solista, al quale cui gli altri musicisti offrono, per lo più, ossessive basi ritmiche.

Per quanto sia apprezzabile la volontà di non eccedere in gratuiti esotismi e in protagonismi fini a se stessi, la strutturazione del lavoro "a blocchi" (non sempre sfruttati a dovere, come si è detto) non lascia emergere più di tanto la voce e la personalità degli altri elementi del gruppo, sacrificando soprattutto gli strumenti orientali.

Il trombettista Tilman Mueller si dibatte, sollecitato dalla chitarra e dalle percussioni occidentali, condite di piccanti spezie elettroniche, dapprima tra gli stilemi del free jazz, per distendersi in un languido assolo di marca davisiana, che inesorabilmente si disperde tra campionamenti e detriti sonori.

La pregnanza del fraseggio chitarristico di Frith si fa notare per (troppo) breve tempo, come brevi sono gli attimi in cui il canto può interagire con lo guzheng, prima che lo straniamento (ormai diventata consuetudine) prodotto dall'elettronica dissolva il dialogo nell'incompiutezza.

L'impressione che ne resta è quella di un discorso che arranca e spesso resta sospeso nel vuoto creato dagli immancabili gorgoglii elettronici e a mala pena nascosto da qualche rara suggestione timbrica dello guzheng e delle tablas, pur manifestando coesione e solidità attraverso i passaggi ritmici ben stagliati da Marque Gilmore con il destabilizzante supporto di Patrice Scanlon e Daniela Cattivelli. Peccato, di nuovo, che quest'ultimo sia utilizzato al di sotto delle proprie potenzialità.

Track Listing

Clearing Customs.

Personnel

Fred Frith
guitar and vocals

Fred Frith: guitar, homemade instruments; Tillman Muller: trumpet; Wu Fei: guzheng; Anantha Krishnan: mridangam, tablas; Marque Gilmore: drums, electronics; Patrice Scanlon: electronics; Daniela Cattivelli; electronics.

Album information

Title: Clearing Customs | Year Released: 2011 | Record Label: Intakt Records


About Fred Frith

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