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Ran Blake: Chabrol Noir

Alberto Bazzurro By

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Notoriamente appassionato di cinema, Ran Blake ci regala una delle sue opere più significative e appassionate esplorando l'universo di uno dei suoi grandi amori, Claude Chabrol, di cui fin dalla copertina, scopertamente hitchcockiana, il disco rievoca abilmente l'universo espressivo.

L'album ha come persino scontato filo conduttore il pianoforte di Blake, senza accompagnamento alcuno (se non qualche effetto generato da lui stesso) in dieci dei diciassette brani totali (e in sette dei primi otto, e otto dei primi dieci, a dare da subito un chiaro imprinting all'opera, una dichiarazione d'intenti ancor più netta) e per il resto abbinato a un unico interlocutore, che è quasi sempre il sax tenore di Ricky Ford, il quale ha il privilegio di cavalcare in solitudine il penultimo episodio del disco, "Nada." Anche sul versante compositivo, Blake fa la parte del leone: undici temi recano la sua firma, abbinati a pagine di Johannes Brahms, Max Roach, Abbey Lincoln, Michel Legrand e altri.

Fin dalla prime note, si respira un clima elegante e partecipe, senza enfasi ma con la giusta concentrazione. Ogni episodio (la stragrande maggioranza non supera i due minuti e mezzo) si avverte come parte di un tutto, prezioso in sé ma altrettanto come veicolo verso ciò che avverrà subito dopo. Il gorgogliante tenore di Ford, che si affianca per la prima volta a Blake nel quarto brano, il brahmsiano "Vier Ernste Gesange," all'inizio dà quasi la sensazione di stridere, poi gli equilibri si aggiustano, e i periodici duetti piano/tenore appaiono come delle tappe intermedie, dei rendez-vous, che il pianista si concede per uscire dal proprio guscio.

Un po' impettito risulta per contro l'unico episodio con la presenza della voce, di chiara impostazione lirica, appena prima del citato monologo tenoristico, dove Ford può finalmente dare di piglio (brevemente, peraltro) ai propri bollori (mai strabordanti, peraltro), prima di un nuovo e più ampio piano solo sulle note di un celebre tema di Legrand.

Disco fra i migliori di questa prima parte di 2016, non c'è dubbio.

Track Listing: Cemetery; Midnight Snow; The Secret of Madame Louise; Vier Ernste Gesange (Fatality); Bells Of Doom; Wedding Singer; Helene's Walk Home; Cause for Alarm (Fieldtrip); Garvey's Ghost; The Nights of Tremolat; Love Lament; Emergency Code; Balloon Ecstasy; Les grognards; I'm Going to See My Son; Nada; Watch What Happens (From The Umbrellas of Cherbourg).

Personnel: Ran Blake: pianoforte, effetti; Ricky Ford: sax tenore; Dominique Eade: voce in "I'm Going to See My Son".

Title: Chabrol Noir | Year Released: 2016 | Record Label: Impulse!

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