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Billy Bang & The Aftermath Band
Teatro Manzoni - Milano - 02.12.2007
Strano concerto, questo di Billy Bang. Da un personaggio come lui, frequentatore abituale di una certa avanguardia, ti aspetteresti qualcosa di speciale. Trattandosi poi di un progetto incentrato sul Vietnam, ovvero una delle grandi ferite, mai rimarginate, della società americana, ecco che le aspettative si alzano ulteriormente.
E invece il concerto si è mosso placido e rassicurante, su orizzonti di godibilità più consoni ad un jazz club che ad un teatro. Certo, le melodie sono interessanti, ricche di echi di quel Vietnam attorno a cui ruota il progetto. Ma le parti solistiche non sono consequenziali. Sono, piuttosto, figlie del jazz degli anni '60, in particolare di matrice coltraniana. Andrew Bemkey suona come il McCoy Tyner dei bei tempi andati, e muovendosi sulla pentatonica sviluppa accordi granitici.
Gli fanno sponda Todd Nichlson al contrabbasso, e Newman Taylor Baker alla batteria, creatori di solidi pedali in costante progressione. Insomma, una pacchia per solisti in vena di abbandoni pirotecnici, ed infatti i tre front-men (oltre al leader al violino, Ted Daniel alla tromba e James Spaulding a flauto e sax) non si sono risparmiati.
I loro interventi, briosi e spumeggianti, hanno riscosso calorosi applausi da un pubblico generoso e benevolente, ma hanno anche sconfinato più volte nell'eccesso e nella prolissità.
Musica da jazz club, appunto. In teatro, però, ci piacerebbe ascoltare proposte di ben altra consistenza.
Foto di Roberto Cifarelli
Altre foto di questo concerto sono disponibili nella galleria immagini.
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