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Il documentario "Zappa"

Mario Calvitti By

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Alex Winter
Zappa
Magnolia Pictures
2020

Fortemente voluto dal suo autore, l'attore e regista Alex Winter, dopo una lavorazione che lo ha impegnato per alcuni anni, arriva finalmente sugli schermi (almeno quelli virtuali, dato che la situazione pandemica mondiale ha portato alla cancellazione della quasi totalità delle presentazioni a vari festival già programmate da tempo) il tanto atteso film documentario sulla figura di Frank Zappa. Dal 27 Novembre il documentario è disponibile come Video On Demand a pagamento su alcune piattaforme streaming (iTunes, Youtube, Amazon Prime, Google Play le principali) anche se non in tutti i paesi, mentre la pubblicazione su DVD/Blu Ray è prevista per Marzo 2021.

Questo documentario non è il primo in assoluto dedicato a Zappa; ricordiamo almeno tre dei titoli prodotti dalla Sexy Intellectual che affrontavano l'analisi di alcuni momenti specifici della biografia del musicista (il periodo iniziale con i Mothers of Invention, l'attività di produttore per la sua label Straight/Bizarre, gli anni dal 1969 al 1973), ma erano appunto rivolti esclusivamente a determinati periodi della sua vita professionale, e soprattutto non avevano ottenuto l'autorizzazione della famiglia Zappa, limitando fortemente l'accesso ai materiali documentativi. Il progetto di Alex Winter ha invece ottenuto da subito il beneplacito da parte di Gail Zappa, che fino alla sua scomparsa nel 2015 ha tenuto saldamente in mano la gestione dell'enorme eredità zappiana attraverso il Family Trust. Il progetto è stato realizzato in due fasi: la prima, finanziata da una raccolta fondi su Kickstarter, è consistita nella digitalizzazione dell'archivio di filmati zappiani per preservarli salvandoli dall'inevitabile decadimento dei supporti fisici, mentre la seconda è stata la realizzazione del documentario vero e proprio, attingendo in gran parte ai materiali di archivio preservati.

Il ritratto di Zappa che emerge dal film è solo uno dei tanti possibili per un artista e personaggio così ricco e sfaccettato, spesso contraddittorio. Questo non è, e non vuole essere, il documentario definitivo su Zappa, probabilmente irrealizzabile essendo naturalmente impossibile concentrare in poco più di due ore in modo esaustivo una vita così estremamente densa di attività e realizzazioni, ma è un'appassionata raffigurazione di una delle personalità più originali e interessanti del ventesimo secolo (a cui molti rivolgono, non a torto, l'appellativo di genio), visto sia dal punto di vista umano che da quello artistico. Qualcosa è stato forzatamente sacrificato, e anche la sua musica compare in modo spesso troppo frammentario, per lasciare più spazio alle interviste; lo stesso regista ha avuto modo di dichiarare che per far entrare tutto avrebbe dovuto realizzare una serie invece che un singolo film.

Il documentario inizia con le immagini della visita di Zappa a Praga nel 1991 come ambasciatore culturale, accolto da una folla osannante per quella che sarebbe stata la sua ultima esibizione in pubblico come chitarrista. Si passa poi alla narrazione biografica cronologica, ripercorrendo i suoi anni giovanili (arricchiti da numerosi filmati familiari, che corredano tutto il film) e la decisione di diventare compositore dopo la scoperta della musica di Edgar Varèse. Quasi tutta la prima metà del film è dedicata agli anni con i Mothers of Invention (anche qui non mancano alcune chicche come i filmati degli show al Garrick Theater e al Whisky-a-Gogo). La narrazione e' affidata allo stesso musicista, attraverso alcune delle numerosissime interviste da lui rilasciate, e ai ricordi di chi lo ha conosciuto e gli è stato vicino, in primis gli stessi membri dei suoi tanti gruppi (tra gli intervistati ci sono Ruth e Ian Underwood, Bunk Gardner, Steve Vai, Ike Willis, Ray White, Scott Thunes, Mike Keneally), ma anche la moglie Gail e l'attuale curatore dei nuovi progetti musicali, il "Vaultmeister" Joe Travers. La seconda parte del film si focalizza principalmente sui tentativi di Zappa di trovare uno sbocco per la sua musica "seria": i progetti orchestrali, la composizione al Synclavier, fino all'incontro con l'Ensemble Modern che porterà alla realizzazione dei concerti di "The Yellow Shark," sulle cui immagini trionfali si chiude il film. Non senza prima aver ricordato anche le sue audizioni al Congresso degli Stati Uniti per deporre in difesa della libertà di espressione nel dibattito sulla censura ai testi delle canzoni, una battaglia di cui ha voluto farsi carico, pur non essendo direttamente coinvolto, per difendere un principio in cui credeva totalmente.

Il film merita sicuramente di essere visto da tutti: i fan più accaniti di lunga data non vi troveranno forse particolari rivelazioni o novità nella rappresentazione umana e professionale del personaggio, magari lamentandosi per aver tralasciato questo o quell'episodio per loro importante della sua vita artistica, ma potranno apprezzare le numerose immagini inedite soprattutto riguardanti la sua sfera privata, mentre chi Zappa lo conosce poco o per nulla potrà ricevere nuovi stimoli per approfondire la sua dimensione artistica che gli permette di occupare un posto di rilievo tra i grandi musicisti del secolo scorso.

Nell'attesa dell'annunciata pubblicazione del film su supporto fisico (che ci auguriamo venga corredata da una ricca sezione di extra con versioni estese delle interviste e dei filmati dal vivo) sarà presto resa disponibile la colonna sonora su 3 CD, 5 LP o digital download, contenenti tutti i brani musicali presenti nel film (compresi quelli originali composti da John Frizzell—per la verità abbastanza superflui avendo a disposizione il materiale originale zappiano) inclusi 12 completamente inediti. Nonostante non sia più tra noi da 27 anni, Zappa non ha ancora finito di sorprenderci e deliziarci con la sua opera.

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