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Marisa Monte: Universo Ao Meu Redor / Infinito Particular

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Marisa Monte: Universo Ao Meu Redor / Infinito Particular
Chissà cos’è passato per la mente di Marisa Monte quando ha deciso di far uscire contemporaneamente due album, tenendoli però ben distinti. Anche se evidentemente sono come le due facce della stessa medaglia. Forse ha pensato ai ragazzi delle favelas che possono diluirne meglio l’acquisto. O forse semplicemente all’esigenza di tenere separate le sue due anime: quella più malinconica, profumata dai sapori della tradizione e quella più moderna che cavalca il successo con grande umiltà e saggezza. Compito impossibile da realizzare, visto che le sue due anime sono in realtà una sola entità sfaccettata, ma allo stesso tempo unica e indivisibile. E non sorprendetevi se, all'ascolto dei due album, la malinconia emerge in realtà più dall'approccio moderno e la saggezza spunta fuori dal samba.

Dopo il grande successo di Tribalistas e la nascita del suo primo figlio, Marisa ha deciso di investigare la grande tradizione del samba brasiliano e allo stesso tempo di portare avanti la sua avventura nel mondo del moderno pop d’autore. Dal primo filone ha ricavato le 14 canzoni che compongono l’album Universo Ao Meu Redor, mentre dall’altro arrivano i 13 brani che compongono Infinito Particular.

A guardar bene questi due album sono il risultato di un percorso di ricerca e di recupero di materiali rimasti incompiuti o dimenticati nel tempo. Nel caso dell’album ispirato dal samba, Marisa va a ripescare brani della tradizione sudamericana che non avevano avuto occasione di essere registrati, ma rimanevano semplicemente vivi nella tradizione orale, non si sa ancora per quanto tempo. Accanto a queste bellissime canzoni, ripulite dalle scorie del tempo e riarrangiate per farle diventare ancora più sfavillanti, non mancano nuovi brani scritti da Marisa, spesso con l’aiuto di Carlinhos Brown e Arnaldo Antunes (ma anche di David Byrne, Adriana Calcanhotto e Cezar Mendes), che esplorano lo stesso contesto. L’album è eccellente, ma questa non è una sorpresa, visto che la ragazza non sbaglia un colpo sin dal primissimo album del 1989, registrato poco dopo il suo ritorno in Brasile a seguito di un lungo soggiorno in Italia per imparare il bel canto.

Nel caso di Infinito Particular la ricerca di Marisa è avvenuta invece andando a riascoltare i suoi molti nastri immagazzinati in cassetti polverosi. Nastri pieni di idee e tentativi non finalizzati, canzoni incompiute che aveva accumulato negli oltre quindici anni di carriera. E molte cose, non portate a termine allora, si sono rivelate piccole scaglie preziose che necessitavano solo di un lavoro di fine cesellatura per mostrare tutto il loro splendore. Qui la collaborazione con Carlinhos Brown e Arnaldo Antunes (gli altri due terzi dei Tribalistas) si fa ancora più accentuata e l’album potrebbe essere inteso come una prosecuzione molto più intimista di quell’avventura fortunatissima e solare.

La strumentazione di questi due album è raffinata e variegata, la stessa Marisa Monte si esibisce alla chitarra, al basso, all’autoarpa, all’ukulele, alla viola, allo xylofono, alla melodica e con mille altri strumenti e strumentini che abbondano nella tradizione percussiva del suo meraviglioso paese. Al suo fianco troviamo, oltre ai musicisti già citati, anche Philip Glass, Jaques Morelenbaum, Eumir Deodato, Joao Donato e altri bravissimi musicisti di Rio de Janeiro e dintorni. Gli arrangiamenti sono spesso minimali, ricchi di piccole sfumature che emergono con l’ascolto ripetuto. Ma soprattutto quello che lascia un segno indelebile è la voce di Marisa Monte, un prodigio di espressività intimista, un segno netto che torna continuamente a galla, una dolce brezza che ci accarezza la materia grigia.

A giudicare dalle copertine e dalla grafica i due album sembrano diversissimi: l’uno coloratissimo, quasi psichedelico, l’altro sobrio e raffinato, con la piccola scritta argento su fondo nero. Non fatevi ingannare. Sono due gemellini che si complementano e si sostengono vicendevolmente. Gioiellini senza tempo, da accarezzare e riascoltare quando la memoria sembra svanire. Non chiedetemi di scegliere.

Track Listing

Universo Ao Meu Redor - 01. Universo ao Meu Redor (Antunes, Brown, Monte) - 3:11; 02. O Bonde Do Dom (Antunes, Brown, Monte) - 4:03; 03. Meu Canário (Silva) - 3:13; 04. Três Letrinhas (Galvão, Moreira) - 4:10; 05. Quatro Paredes (Antunes, Mendes, Monte) - 3:14; 06. Perdoa, Meu Amor (Vieira) - 3:05; 07. Cantinho Escondido (Antunes, Brown, Mendes, Monte) - 3:50; 08. Statue of Liberty (Byrne, Fernandinho Beat Box) - 1:13; 09. Al Alma E A Matéria (Antunes, Brown, Monte) - 3:29; 10. Làgrimas E Tormentos (Patroc?-nio) - 4:31; 11. Satisfeito (Antunes, Brown, Monte) - 3:09; 12. Para Mais Ninguém (Da Viola) - 3:16; 13. Vai Saber? (Calcanhotto) - 4:00; 14. Pétalas Esquecidas (Batista, Lara) - 2:33 Infinito Particular - 01. Infinito Particular (Antunes, Brown, Monte) - 4:12; 02. Vilarejo (Antunes, Baby, Brown, Monte) - 3:29; 03. Pra Ser Sincero (Brown, Monte) - 2:54; 04. Levante (Antunes, Brown, Jorge, Monte) - 2:31; 05. Aquela (Monte, Reis) - 2:51; 06. A Primeira Pedra (Antunes, Brown, Monte) - 2:54; 07. O Rio (Antunes, Brown, Jorge, Monte) - 2:39; 08. Gerânio (Gomes, Monte, Reis) - 2:52; 09. Quem Foi (Monte, Yuka) - 2:40; 10. Pernambucobucolismo (Campello, Monte) - 2:54; 11. Aconteceu (Antunes, Monte) - 3:06; 12. Até Parece (Antunes, Brown, Dadi, Monte) - 2:25; 13. Pelo Tempo Que Durar (Calcanhotto, Monte) - 3:27

Personnel

Marisa Monte (voce, vari strumenti) accompagnata da vari musicisti

Album information

Title: Universo Ao Meu Redor / Infinito Particular | Year Released: 2007 | Record Label: EMI Music

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