Home » Articoli » Album Review » Veronica Swift: This Bitter Earth

Veronica Swift: This Bitter Earth

By

View read count
Ad appena 26 anni Veronica Swift firma il suo album più avvincente e maturo, imponendosi come la vocalist stilisticamente più completa emersa nel nuovo millennio. Dotata di un talento prodigioso, s'è imposta nell'affollato panorama odierno delle cantanti per inventiva e virtuosismo, rinnovando l'eredità di grandi interpreti degli anni cinquanta come Anita O'Day e Dinah Washington.

Veronica Swift s'esprime con esuberante entusiasmo e profondità interpretativa, sorretta da una naturale capacità di "comunicare" col pubblico, ben oltre il semplice intrattenimento. Dopo alcune prove giovanili e il già personale Confessions (Mack Avenue 2019), Veronica non si limita a mostrare la smagliante evoluzione della sue doti vocali ma costruisce un percorso significativo con i temi della giustizia sociale al centro della sua indagine. Un'operazione che si sviluppa in un'accurata scelta di brani poco noti o controversi, che la cantante interpreta con profondità, senza trascurare la relazione col songbook d'autore statunitense. Anche Billie Holiday, quando iniziò a cantare "Strange Fruit" non tolse dal suo repertorio le grandi canzoni d'amore.

This Bitter Earth presenta varie chiavi di lettura. Una—più immediata—si alimenta della fresca tensione virtuosistica della Swift, oggi calibrata nella sensuale vicinanza con cantanti come June Christy e Julie London. Un'altra va a considerare il progetto complessivo, frutto di una scelta accurata e una riflessione esistenziale, anche amara, che coinvolge la violenza sulle donne e il razzismo. In questo caso l'alta pertinenza jazzistica di Veronica Swift si lega a momenti di ricca profondità espressiva.

L'album si apre con una toccante versione di "This Bitter Earth" un lontano successo di Dinah Washington, che viene rinnovato con forte intensità, in un arrangiamento minimale con fondali di archi e il luminoso pianoforte di Emmet Cohen. Il percorso prosegue con estroverse interpretazioni di due brani solo apparentemente disinvolti, tratti dai musical Bye Bye Birdie e South Pacific: "How Lovely to Be a Woman" parla con ironia di sessismo mentre "You've Got to Be Carefully Taught" viene dal coraggioso musical antirazzista di Rodgers e Hammerstein del 1949.
Il brano successivo "Getting To Know You" (come più avanti "As Long As He Needs Me" e "Prisoner of Love") dimostra i progressi della cantante sul versante dell'interpretazione lirica tradizionale con una versione che accosta l'eleganza della prima parte con le swinganti soluzioni della seconda. Dopo l'omaggio a Gershwin con "The Man I Love" che lascia spazio all'ottimo bassista Yasushi Nakamura, la cantante svetta con uno dei temi clou del disco, il dinamico "You're the Dangerous Type." È la Veronica Swift che più amiamo: l'enunciazione squillante, il fantasioso canto scat boppistico, la viva tensione ritmica e l'azzeccato arrangiamento rendono il brano irresistibile.

La seconda parte dell'album prosegue all'insegna dell'eclettismo, con una punta drammatica nella rievocazione del controverso "He Hit Me." Scritto dalla grande coppia di autori Carole King e Gerry Goffin, il brano tratta della violenza domestica sulle donne visto dalla parte di una vittima. Nell'originale interpretazione delle Crystals il testo fu accolto dal pubblico come una giustificazione, senza comprendere il meccanismo psicologico dell'identificazione con l'aggressore. L'interpretazione della Swift—nel duo con la chitarra acustica di Armand Hirsch—è toccante. Il disco termina con il luminoso "Sing" con un bel coro e l'inatteso (quanto efficace) assolo rock di Hirsch. Un inno intriso di speranza.

Album della settimana.

Track Listing

This Bitter Earth; How Lovely to Be a Woman; You’ve Got to Be Carefully Taught; Getting to Know You; The Man I Love; You’re the Dangerous Type; Trust in Me; He Hit Me (And It Felt Like a Kiss); As Long as He Needs Me; Everybody Has the Right to Be Wrong; Prisoner of Love; The Sports Page; Sing.

Personnel

Additional Instrumentation

Lavinia Pavlish: violin; Meitar Forkosh: violin; Andrew Griffin: viola; Susan D. Mandel: cello: Steven Feifke: background vocals; Ryan Paternite: background vocals; Will Wakefield: background vocals; Stone Robinson Elementary School Choir: background vocals; Walton Middle School Girls Choir: background vocals.

Album information

Title: This Bitter Earth | Year Released: 2021 | Record Label: Mack Avenue Records


About Veronica Swift

Tags


PREVIOUS / NEXT



Veronica Swift Concerts


Become a Sustaining Member

Get the Jazz Near You newsletter

Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.

Help Build the Future of All About Jazz

Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.

Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.

Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.

More

Kevin Sun, I.
Kevin Sun
Solitary Moon
Tommy Muellner
Guinnevere
Peter Sprague
Soho Elegy
Rachael Calladine Quintet

Popular

Desolation Row
David Maranha / Rodrigo Amado
2014 NYC
King Crimson
Beneath Lifted Skies
Linda May Han Oh & Melissa Aldana
Talamanti
Patricia Brennan and Sylvie Courvoisier

Get more of a good thing!

Our weekly newsletters highlight our top stories, top album reviews, website news, free songs, radio & podcast shows, news, and upcoming jazz events near you.