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Vijay Iyer and Craig Taborn: The Transitory Poems

Luca Canini By

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Quattro mani, due pianisti. Vijay Iyer e Craig Taborn. Sullo stesso palco, quello della Franz List Academy di Budapest, nel marzo di un anno fa. Un incontro ravvicinato, non il primo (e nemmeno l'ultimo: in arrivo una lunga serie di date al di qua e al di là dell'Atlantico), al quale Manfred Eicher e l'ECM hanno pensato bene di dare forma e sostanza di disco, chiudendo il cerchio di un percorso di avvicinamento iniziato ai tempi in cui entrambi militavano nella Note Factory di Roscoe Mitchell. Da allora, primi anni Duemila (Song For My Sister e Far Side i titoli di riferimento), ne è passata di musica buona sotto i ponti di due delle menti più brillanti e riverite della generazione di mezzo (Taborn ha appena compiuto 49 anni, Iyer farà i 48 a settembre). Talmente tanta (in solo, in trio, in formazioni proprie e altrui) che The Transitory Poems si presenta con tutti i crismi dell'evento clamoroso.

Otto i brani in scaletta. Composizioni istantanee improvvisate con cipiglio accademico e assoluto rigore. Dall'iniziale "Life Line (Seven Tensions)," costruita per accumulo seguendo le linee frastagliate di un doppio crescendo, alla conclusiva mini-suite dedicata a Geri Allen (che si chiude con la toccante "When Kabuya Dances," uno dei momenti più alti dell'intero programma). Nel mezzo l'inevitabile omaggio al gigante Cecil Taylor, distillato lungo gli otto e passa minuti della spettrale "Luminous Brew" (a riecheggiare il titolo di un classico della Unit: il doppio It Is in the Brewing Luminous), il commosso inchino a Muhal Richard Abrams in "Clear Monolith," i saliscendi della nevrotica "Shake Down" (quasi un ritaglio di un disco di Taborn) e gli enigmatici contrappunti della spigolosa "S.H.A.R.D.S.."

Musica densa, densissima. A tratti claustrofobica, quasi ossessiva. Fatta di dialoghi serrati, cluster dissonanti (a pioggia nell'aliena "Kairòs," che si congeda con un'inattesa quanto salvifica apertura), reiterazioni sinistre e martellanti, scale sghembe, progressioni implacabili che disegnano percorsi labirintici. Il risultato è una serie di meditazioni severe e colte, gelide e taglienti. Impietose nel saturare gli spazi e nel concedere poco, pochissimo al non detto, all'implicito. Tanto che alla fine si resta senza fiato, soverchiati e travolti da un'utopia riuscita a metà.

Track Listing: Life Line (seven tensions); Sensorium; Kairos; S.H.A.R.D.S.; Shakedown; Clear Monolith; Luminous Brew; Meshwork_Libation (When Kabuka Dances).

Personnel: Vijay Iyer: piano; Craig Taborn: piano.

Title: The Transitory Poems | Year Released: 2019 | Record Label: ECM Records

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