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Talkin' with Schema Records

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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In occasione di alcune nuove uscite pubblicate dalla Schema Records abbiamo incontrato il fondatore e ispiratore dell'etichetta Luciano Cantone...

All About Jazz: Qual'è secondo lei il filo conduttore che ha legato le produzioni SCHEMA, dai suoi esordi fino ad oggi?

Luciano Cantone: - L'amore per la musica jazz e tutti i suoi derivati. Sin dalle origini della nostra avventura comunque, abbiamo prediletto una produzione musicale che rispecchiasse la nostra personale inclinazione verso quel tipo di Jazz dalla forte componente ritmica. Un sound improntato al "Groove", di conseguenza naturalmente rivolto più al Club e al ballo, piuttosto che ad escursioni mentali imposte da chi ascolta una musica troppo cerebrale e poco immediata. Perciò abbiamo da sempre trovato maggior riscontro in un tipo di jazz di matrice afro-americana, dove appunto l'aspetto ritmico è spiccatamente presente. Di pari passo, abbiamo esplorato la tradizione ritmica brasiliana, i cui elementi africani sono sostanziali e derivano direttamente da luoghi come Angola e Mozambico. Questa nostra scelta si è riflessa nelle produzione di Bossa e Samba e continuiamo a dare spazio al jazz modale e al Latin Jazz.

AAJ: Schema Records è sinonimo, fra gli appassionati, anche di creazione e diffusione della nu-bossa, Nicola Conte, Rosalia De Souza e tutti i suoi derivati. Cosa rappresenta per l'etichetta quell'esperienza e quel particolare movimento musicale, di cui l'Italia è stata una attrice protagonista.

L.C. - Sì in questo senso la Schema Records ha proseguito una tradizione culturale emersa negli anni 60', senza pretese di inventare nulla di nuovo. In particolare alcuni artisti della label, hanno trovato ispirazione in autori e compositori come Piero Umiliani, Armando Trovajoli, senza dimenticare il grande Ennio Morricone, che divennero simbolici di un sound italiano, che trovò pieno compimento nella creazione di celebri colonne sonore cinematografiche, tanto da diventare un marchio d'esportazione che identificava lo stesso stile italiano. Siamo stati felici di avere dato nuova linfa allo stile reso famoso dal "Jet Set" di quegli anni e quindi rivisitarlo in chiave moderna, ovviamente aggiungendo del nostro e naturalmente all'interno di determinati capisaldi imprescindibili di qualità stilistica e musicale.

AAJ: Qual'è l'artista SCHEMA a cui siete più affezionati, quello che considerate un po' il vostro "figlio artistico"?

L.C.: Questa è una domanda a cui è difficile rispondere. Siamo affezionati a tutti gli artisti che fanno parte del nostro "roster". Non può esserci una preferenza, ognuno di loro si esprime in modo singolare e la nostra difficoltà sta nel cogliere queste differenze, valutandone gli aspetti creativi.

AAJ: Due parole di presentazione, da parte sua, su The Invisible Session

L.C.: Per la Schema The Invisible Session rappresenta un percorso musicale non esplorato prima d'ora. Siamo stati attenti con sincera furbizia a mantenere nella produzione quel sound, che ci rappresenta. Considerando che il Jazz è una matrice in costante evoluzione, in questo album si evidenzia una fusione di generi musicali che dando vita ad una unica forza basata sul "groove" e sul jazz contaminato Lo definirei un album visionario dal sound "deep-gospel-jazz" che non segue nessuna moda, bensì a sprazzi ci dà immagine di luoghi diversi, come in un quadro o in una scena d'un film. Per me (essendo coinvolto in prima persona) naturalmente rappresenta anche lo scambio musicale e di esperienze condivise con i miei compagni di cammino, Paolo Fedreghini e Marco Bianchi (che hanno già all'attivo su Schema Records un album ed il suo derivato di remixes)..C'è la passione per la musica; un ascolto attento agli autori e musicisti ricercatori come J. Coltrane, Y. Lateef, Paul Horn, tutti i musicisti della scena jazz di Chicago degli anni '70; il gospel; il blues; il funk e tutto il mio bagaglio conoscitivo. C'è l'esperienza di un lungo viaggio fatto in India nell' 85. C'è la volontà, nelle liriche di comunicare all'esterno le riflessioni legate alle proprie esperienze personali. The Invisibile Session vanta la collaborazione vocale della bravissima Jenny B, finalmente libera qui riesce a percorrere il cammino indicatole, esprimendo se stessa con naturalezza. La collaborazione di un'altra bravissima cantante Mika. Ai fiati ci sono tre capisaldi del jazz italiano: Gianluca Petrella; Fabrizio Bosso e Renato D'Aiello. Alla sezione ritmica oltre a me ci sono Maxx Furian, Sandro De Bellis ed Enzo Frassi. Naturalmente al piano Marco e alle tastiere Paolo.

AAJ: Cosa deve avere un prodotto musicale per poter essere SCHEMA oggi ?

L.C.: Istintivamente è quel lampo che arriva quando senti qualcosa di interessante c che ti rappresenta. Razionalmente deve rappresentare il sound che stiamo cavalcando. Per cui una certa cura dei suoni, che da un lato devono essere rigorosamente acustici, e dall'altro devono avere un trattamento o una contaminazione delicata e discreta della componente dall'elettronica ad esempio

AAJ: In che modo lei pensa che realtà come la SCHEMA possano confrontarsi con le MAJORS e con la crisi del mercato discografico?

L.C.: Non pensiamo affatto di confrontarci con le major, sarebbe un errore! Noi andiamo per la nostra strada, con tutti i nostri mezzi, coscienti delle nostre capacità ma soprattutto dei nostri limiti. Continuiamo a produrre quello che più ci rappresenta artisticamente, guardandoci bene dal non perdere la nostra identità musicale, confezionando prodotti che ci rappresentano anche nella scelta grafica delle copertine e del packaging. Naturalmente non possiamo escludere tutte le problematiche sostanziali legate alla crisi del settore discografico, ma va evidenziato come alcune scelte sbagliate o "antimusicali", abbiano in parte contribuito alla crisi del settore. Purtroppo le nuove tecnologie non sono state di grande aiuto, in questo processo evolutivo, abbiamo avuto un mercato pieno di prodotti "home-laptop-made" che hanno letteralmente invaso scaffali di negozi depistato i loro buyers e dunque gli acquirenti finali. Penso che realtà come la nostra, debbano più di ieri concentrarsi nella sostanza dei contenuti, producendo prodotti originali e sinceri.

AAJ: Progetti per il futuro?

L.C.: C'è in programma il nuovo album dei Soulstance Lead the Way e l'album jazz del Quintetto Lo Greco intitolato Snap Count inoltre uscirà l'atteso CD Versioni Particolari Vol. 2 dei The Dining Rooms con remix di Boozoo Bajou, Pavor Stellar e altri Abbiamo inoltre in programma il capitolo ottavo della fortunata serie "Break n' Bossa". E diversi album di remix derivati come S-Tone Inc. e Rosalia De Souza. In settembre ci sarà l'uscita dell'album dei remix che Frisina ha fatto per altre etichette e anche l'album di Toco autore di alcuni brani dell'album di Rosalia, anch'esso registrato a Rio. Proporremo inoltre l'album di un nuovo artista, Mario Biondi (noto ai fans Schema per avere pubblicato un singolo a nome di Was-A-Bee) che ha in questi giorni registrato un album Jazz con gli High-Five. Sul Fronte Easy Serie Gerardo Frisina presenterà il terzo volume della raccolta "Metti Una Bossa A Cena".

Uno sguardo su:

The Invisible Session: Luciano Cantone, Paolo Fedreghini e Marco Bianchi creano un disco "deep-gospel-jazz" dopo mesi passati insieme a fare musica e condividere esperienze. Una miscela accattivante di gospel, hard-bop, rhythm&blues, leggermente urban, grazie anche agli interventi di musicisti d'eccezione e collaboratori preziosi come come Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella e voci grintose come quella di Jenny B..

Quintetto Lo Greco - Snap Count: Se fossimo negli anni 60/70 e a New York, questo disco si collocherebbe perfettamente fra Horace Silver, Joe Henderson, Kenny Dorham, Herbie Hancock, Blue Mitchell, ovvero tutto quella serie di artisti (tutti scuderia Blue Note) che formarono una scena ancora imitata e seguita. Con una predilezione per il gusto della melodia e per gli hook ritmici, i fratelli Lo Greco fanno centro collocandosi a metà strada fra Hard Bop e Soul Jazz. Un disco per gli amanti del genere ed anche per chi vuole avvicinarsi ad un tipo di swing che non si rifugia nei virtuosismi o nella cerebralità, ma che mantiene sempre accesa la propria vena black ed il groove.

Gerardo Frisina - The Latin Kick: Con il tocco del maestro, Gerardo Frisina produce l'ennesimo album impregnato di bossa, claves e ritmo, con in più un piacevole ammiccamento alla house. Significativo il titolo dell'album The Latin Kick, con un forte richiamo alla cassa (bass drum o kick, appunto), fondamentale propellente ritmico e scatenante del ballo. Il sound nu-bossa, break'n'bossa o qualsivoglia e tutto qui !

Foto di Roberto Cifarelli


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