Home » Articoli » Live Review » Anokhi3 al Pinocchio di Firenze
Anokhi3 al Pinocchio di Firenze
Courtesy Neri Pollastri
Firenze
Pinocchio Live Jazz
4.12.21
Giunta al Pinocchio di Firenze il giorno successivo al suo esordio assoluto, avvenuto a Monfalcone, Anokhi3piano trio che Cristiano Calcagnile ha messo in piedi assieme a Giorgio Pacorig e Gabriele Evangelistaè una formazione pensata da tempo e il cui materiale ha richiesto una lunga elaborazione. Era infatti da anni che il batterista, sollecitato dall'ascolto della musica di Hasaan Ibn Ali propostagli dal pianista, aveva deciso di dedicarsi al piano trio, iniziando pian piano a comporre musica per un tale organico; da qualche tempo erano cominciate le verifiche tra i musicisti e adesso, finalmente, è arrivata anche l'opportunità di mettersi alla prova di fronte al pubblico, con alcune date che serviranno anche a prepararsi per una registrazione. La musica che i tre hanno proposto a Firenzetutta di Calcagnile e fittamente scritta, sebbene ampliata e arricchita dall'improvvisazioneera complessa e varia, ma anche prevalentemente spigolosa, costruita su riff ritmici esposti dal piano o dal contrabbasso, spesso reiterati in modo ossessivo e sottolineati dagli interventi della batteria. A questi caratteri si alternavano tuttavia aperture e rarefazioni, entro le quali si inserivano ora il piano, ora il contrabbasso, con interventi dissonanti o assoli liberamente cangianti. Una musica straordinariamente paritetica, tanto da far sì che con una certa frequenza uno dei musicisti si fermasse, per lasciar spazio al duetto degli altri due, o prendesse l'assolo senza ordine gerarchico o strutturale.
Musica, inoltre, che ha ripercorso e intrecciato molte strade storiche del piano trio: quelle ricche di pause delle formazioni di Paul Bley, quelle costellate di contrasti e rarefazioni dei Tethered Moon, i blues impetuosi di Jarrett, gli strappi di Corea. Tutto però fuso in una cifra originale, grazie anche ai molti apporti personali di ciascuno dei protagonisti, tutti splendidi: Pacorig quasi sempre in primo piano e pronto ad arricchire le trame con strepitosi artifici tanto sulla tastiera, quanto sulle corde, o con cambi di tempo spaesanti; Evangelista maestoso negli assoli, in pizzicato o all'architetto, assai frequenti e che perciò gli consentivano di esprimere tutte le sue qualità meglio che in molti altri bei contesti in cui si trova a suonare; Calcagnile, infine, poliedricamente capace di passaggi duri e fragorosi, così come di momenti delicatissimi, fatti di stridori sui piatti, spazzole sulle corde o lievi gong.
Una formazione quindi molto, molto interessante, lontana da quelle oggi più "alla moda" ma tutt'altro che ferma a modelli consolidati. Auspicando che non le manchino le date per farsi ascoltare, aspettiamo con interesse la documentazione registrata.
About Cristiano Calcagnile
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.





