Ferdinando Faraò Artchipel Orchestra featuring Phil Miller: Never Odd or Even

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Ferdinando Faraò Artchipel Orchestra featuring Phil Miller: Never Odd or Even
Uno dei concerti jazz più belli ed emozionanti di quest'ultima estate milanese è stato quello dell'Artchipel Orchestra diretta dal batterista-compositore Ferdinando Faraò al giardino di Villa Scheibler (concerto di chiusura dell'edizione 2012 della rassegna "Il Ritmo delle Città"). Il poliedrico collettivo formato sia da giovani leve, sia da musicisti di lungo corso, come Massimo Giuntoli o Francesco Forges, ha presentato le musiche di questo Never Odd or Even. Musiche che finalmente rendono giustizia a compositori che non hanno mai goduto di una grande attenzione nel nostro Paese

Parliamo, seguendo l'ordine di apparizione della scaletta del CD, di Mike e Kate Westbrook, Alan Gowen, Fred Frith e di Dave Stewart (senza dimenticare il chitarrista Phil Miller che appare in Never Odd or Even come special guest in tre brani). Tutti autori britannici legati a movimenti che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, hanno incrociato le strade del jazz, della musica popolare e del rock: chi ibridando i diversi generi, chi rigenerandoli e chi creando addirittura nuove scuole musicali. Il CD si apre con tre composizioni cariche di vita e di energia firmate dai coniugi Westbrook e tratte dal quel magnifico affresco di jazz, teatro e cabaret che è Platterback.

Un trittico sapientemente architettato da Faraò che sfrutta al meglio l'interplay tra voci, recitativi, assoli e orchestra, svelando la ricca tavolozza timbrica del suo "arcipelago," mettendo in bella evidenza i fiati. Lo stesso accade con "Original Peter," geniale brano, composto in questo caso dal solo Mike alla fine degli anni Sessanta in onore di un acrobata di strada, dalle linee groovy particolarmente suggestive che evoca i profumi della Swinging London e a cui l'Artchipel Orchestra riesce a restituire un'istantanea freschezza. Il miracolo di equilibrio e di rispetto si ripete anche per le due composizioni di jazz canterburiano di Alan Gowen, compianto tastierista-compositore di Gilgamesh, National Health e Soft Heap, scomparso a soli 33 anni nel 1981, alla cui memoria è dedicato il CD.

Di particolare impatto è la versione di "Arriving Twice" sviluppata da Faraò su trascrizioni di questo capolavoro di Gowen fatte da Dave Stewart, suo vecchio compagno d'avventura nei primi National Health. Un brano pervaso da una speciale malinconia lirica impreziosito dal lavoro di cesello alla chitarra acustica di Phil Miller, altro mitico rappresentante della scuola di Canterbury, e dal tocco pianistico di Massimo Giuntoli, profondo conoscitore del repertorio del tastierista dei Gilgamesh. L'operazione di "recupero" riesce anche con "Tenemos Road" di Dave Stewart: un brano di avant rock ante litteram, ipersfaccettato e molto difficile da rendere in chiave orchestrale.

Ma, grazie a uno svolgimento di stampo bandistico, quasi da marching band, Faraò e i suoi danno prova di essere sempre sul pezzo e di sapere destreggiarsi alla meglio tra cambi di ritmo e i zig zag di uno scrittura che gioca a spiazzare esecutore ed ascoltatore. Si chiude in bellezza con "Big Orange," unica composizione di Faraò presente nell'album, struggente ballad dedicata a un altro absent friend, il batterista Pip Pyle, amico fraterno di Miller. Ciliegina sulla torta di questo agrodolce manifesto di un mondo musicale, oggi a rischio estinzione, è uno scritto di Jonathan Coe, appassionato cultore di Canterbury e dintorni, che ricorda gli assenti e omaggia il lavoro degli orchestrali di Faraò. Merita, infine, una citazione il delizioso artwork di Paola Bertozzi con una copertina che ricorda molto da vicino un disco di culto del 1970, Love Songs della Mike Westbrook Concert Band. Come dire, alla fine tutto torna.

Track Listing

1. Riding Down to Plattterback - (Mike e Kate Westbrook) - 7:37; 2. Strafe Me With Friendly Fire - (Mike e Kate Westbrook) - 8:45; 3. Love Letter From Stiltsville - (Mike e Kate Westbrook) - 6:51; 4. Shining Water - (Alan Gowen) - 17:23; 5. Arriving Twice - (Alan Gowen) - 4:40; 6. Moeris Dancing - (Fred Frith) - 3:52; 7. The Tenemos Road Variation - (Dave Stewart) - 7:51; 8. Original Peter - (Mike Westbrook) - 5:55; 9. Big Orange (To Pip Pyle) - (Ferdinando Faraò) - 5:30.

Personnel

Ferdinando Faraò (direzione), Marco Fior, Diego Ruvidotti, Giovanni Sansone (tromba, flicorno), Francesca Petrolo (trombone), Felice Clemente (clarinetto, sax soprano), Paolo Profeti (sax alto), Filippo Cozzi, Germano Zenga (sax tenore), Rudi Manzoli (sax tenore, sax baritono), Simone Mauri (clarinetto basso), Carlo Nicita (flauti), Francesco Forges (voce, flauto), Paolo Botti (viola), Carmelo Patti (violino), Beppe Barbera (piano), Massimo Giuntoli (piano, sintetizzatore), Giampiero Spina (chitarra elettrica), Gianluca Alberti (contrabbasso), Stefano Lecchi (batteria), Lorenzo Gasperoni (percussioni), Naima Faraò, Giusy Lupis, Serena Ferrara, Filippo Pascuzzi (voce), Phil Miller (chitarra elettrica e acustica in "Shining Water", "Arriving Twice" e "The Tenemos Road Variations").

Album information

Title: Never Odd or Even | Year Released: 2012 | Record Label: KCJO

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