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Nicholas Urie: My Garden

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Nicholas Urie: My Garden
Il ventiseienne losangelino Nicholas Urie è senz'altro un tipo da tener d'occhio.

Intanto è un compositore puro, specie tutto sommato rara in ambito jazzistico (pur nell'ampia accezione che la sua musica richiede; ma che al centro ci sia il jazz è indiscutibile). Ha studiato con Bob Brookmeyer (come una certa Maria Schneider...) e poi ha iniziato a dar concerti in giro per il mondo (ma non in italia). Naturalmente, se è da tener d'occhio, non possono essere tutti qui i motivi: è il valore della sua musica a imporcelo, e questo notevole album (uscito dopo l'altrettanto originale, ma ancora in parte acerbo, Excerpts from an Online Dating Service ), poggiante per i testi su versi di Charles Bukowski, ce lo rivela con chiarezza.

Partiamo dalla cantante, Christine Correa, cui certo si deve non poco del fascino (e della riuscita) dell'operazione: la sua è una voce molto "drammaturgica," che fa venire in mente la comunicativa solenne di un'Irene Aebi, nonché - meno, ma comunque presenti - certe vocalist dell'epoca aurea del jazz britannico mischiato al progressive (quelle, per intenderci, che bazzicavano le orchestre - guarda caso - dei vari Tippett, Westbrook, ecc.) e pure certe interpreti brecht-weilliane.

Il corpo strumentale, per parte sua, risulta sempre perfettamente oleato, rotondo, plastico, in possesso di una sua indiscussa specificità (che parte dalla scrittura uriana, è evidente). E qui si torna in qualche modo con la memoria ai gloriosi anni della JCOA e zone limitrofe (con maggiore solidità strutturale e minori libertà linguistiche). La ricchezza e l'articolazione - così come, appunto, una cifra stilistica ben definita - di brani quali l'opulento "Round and Round," "My Garden," in cui si apprezza soprattutto la morbidezza con cui la massa orchestrale si muove sotto la voce, "For Crying Out Loud," di una coralità assolutamente ammirevole, "Slaughterhouse," forse l'episodio più felicemente composito del lotto, specie negli incastri timbrico/ritmici, e "Finality," quieto quanto vitale, evidenziano eloquentemente il peso specifico della proposta che ci arriva dal giovane californiano. I cui futuri passi, come si diceva all'inizio, andranno seguiti con attenzione.

Track Listing

01. Winter: My 44th Year; 02. Round and Round; 03. My Garden; 04. For Crying Out Loud; 05. Lioness; 06. Slaughterhouse; 07. Lean; 08. Finality.

Personnel

Christine Correa (voce); Albert Leusink, Ben Holmes, John Carlson (tromba); Alan Ferber (trombone); Max Seigel (trombone basso); Jeremy Udden (sax soprano); Douglas Yates (sax alto, clarinetto); Kenny Pexton (sax tenore); Brian Landrus (clarinetto basso); Frank Carlberg (piano, piano elettrico); John Herbert (contrabbasso); Michael Sarin (batteria); Nicholas Urie (direzione).

Album information

Title: My Garden | Year Released: 2011 | Record Label: What Records

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