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Miles Mosley, contrabbassista per ogni stagione

Miles Mosley, contrabbassista per ogni stagione
Andrea Murgia By

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Bassista, cantante, compositore di colonne sonore: Miles Mosley è tutto questo e molto ancora. Dopo aver studiato con titani del contrabbasso come John Clayton e Ray Brown, Mosley ha cominciato a supportare in tour musicisti del calibro di Lauryn Hill, Jeff Beck, Gnarls Barkley e Mos Def e registrare sui dischi di Jonathan Davis dei Korn e Avenged Sevenfold, dimostrando versatilità e grande passione per la musica a 360°. Colonna portante del collettivo West Coast Get Down di cui è membro fondatore e di cui fanno parte gli amici di infanzia Kamasi Washington e Ryan Porter, il contrabbassista losangelino ha suonato su alcuni dei dischi più importanti degli ultimi anni, due tutti: The Epic del già citato Kamasi Washington e To Pimp a Butterfly di Kendrick Lamar.

Fresco della pubblicazione del suo primo album solista Uprising, Miles Mosley ci ha raccontato in questa intervista un po' di tutto: dai suoi ascolti adolescenziali (tante sorprese!) ai suoi progetti futuri passando per il tour che è partito ad aprile in Ighilterra e che si concluderà a settembre in Canada.

All About Jazz: Partiamo subito dalla tua ultima fatica: Uprising. Il disco è bello, a tratti dirompente e mette in evidenza una formazione (la West Coast Get Down N.d.R.) più affiatata che mai, con i tuoi amici Kamasi Washington e Tony Austin in stato di grazia. Qual è l'idea alla base di questo progetto discografico?

Miles Mosley: Volevo fare un disco che parlasse delle emozioni umane. Sai, è difficile essere a contatto con le proprie emozioni in un mondo come quello in cui viviamo, per non parlare dei quotidiani alti e bassi che ognuno di noi attraversa, le cose belle e quelle meno... e credo che la musica possa essere una via per trovare un po' di pace e per dar un nuovo senso alla vita. Così ho cominciato a scrivere queste canzoni che mi hanno fatto stare bene e che hanno avuto per me una sorta di supporto morale e alla fine della fiera ho capito che queste tracce erano tra loro indissolubilmente connesse.

AAJ: ll tuo percorso musicale è variegato: hai studiato Jazz con Ray Brown e John Clayton, fai parte dei collettivi West Coast Get Down e The Next Step, collabori con Lauryn Hill, Kendrick Lamar e Common, hai registrato con Kenny Loggins (ospite su Drunk di Thundercat) ma allo stesso tempo hai suonato con Jonathan Davis (è nella formazione del suo esordio discografico) e con Chris Cornell. Qual è il segreto della tua versatilità e capacità nel cambiare registro e genere?

MM: Sono stato abbastanza fortunato da poter collaborare e lavorare con una grande varietà di artisti provenienti da generi diversi e questo è capitato perché ho un grandissimo rispetto per qualsiasi tipo di musica. Non ho i paraocchi e non credo che esista una musica migliore di un'altra: ogni genere è importante, ha i suoi grandissimi interpreti, e se ti metti sotto a studiarli puoi sviluppare uno stile, uno stile universale e fare dell'ottima musica. Sono stato fortunato e ho avuto occasione di suonare con grandissimi musicisti con background diversissimi, così il mio stile è diventato versatile per forza di cose: può essere molto naturale, classico o può diventare aggressivo, alla Jimi Hendrix, ed è capitato con Jonathan Davis e per quel genere è risultato perfetto, con quelle chitarre accordate bassissime. È stato naturale per me suonare con lui in quella maniera e grazie all'archetto sono riuscito a tirare fuori dal mio contrabbasso suoni simili a quelli del Moog che si sono sposati perfettamente con quelle sonorità. Ho veramente apprezzato collaborare con Jonathan e lo stesso con Chris Cornell. Sotto questo punto di vista, mi ritengo veramente fortunato.

AAJ: Parlaci un po' del collettivo West Coast Get Down. Come è nata l'idea di mettere su questo gruppo?

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