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"Hotel Paradiso" - compagnia Familie Flöz
La Familie Flöz è una strepitosa compagnia internazionale di teatro di figura. Non a caso la tappa bolognese del breve tour italiano del loro "Hotel Paradiso" (le altre date hanno toccato Firenze e Genova) è approdata all'ITC Teatro di San Lazzaro di Savena, che anno dopo anno sta diventando uno dei poli teatrali più qualificati del capoluogo emiliano e del suo hinterland, dimostrandosi capace di formare e calamitare un pubblico giovane e curioso. La programmazione di prosa dell'ITC, che fra l'altro nelle passate edizioni ha ospitato le precedenti produzioni dei Flöz, "Ristorante Immortale" e "Teatro Delusio", è affidata al Teatro dell'Argine. Nel 2006 l'intraprendente compagnia ha ricevuto il prestigioso Premio Hystrio da parte dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro per la gestione complessiva della sede (produzioni, ospitalità, collaborazioni, laboratori...).
Ma perché parlare di teatro su una rivista on line di jazz? Ovviamente la qualità dello spettacolo e la disponibilità della direzione di All About Jazz Italia non sarebbero di per sé ragioni sufficienti. Il fatto è che il teatro dei Flöz, escludendo del tutto il testo e la recitazione verbale, si regge sul ritmo dell'azione, come capita nella musica, scritta o improvvisata, che persegue una perfetta organizzazione, preordinata o estemporanea, delle entrate, delle dinamiche, degli effetti. Inoltre questo tipo di teatro punta sull'esasperazione della mimica, degli aspetti visivi e acustici, proprio come avviene nell'improvvisazione radicale, che si può gustare pienamente solo dal vivo, cogliendo il nesso univoco fra la gestualità dell'interplay ed il percorso sonoro che viene generato. Insomma, perché le cose funzionino bisogna che fra gli attori di Flöz esista un'intesa perfetta, esattamente come fra i musicisti di un ensemble.
Ci sono quindi dei processi ritmici, timbrici, visivi che accomunano le due espressioni artistiche, senza dimenticare che la musica è sempre presente, anzi indispensabile, negli spettacoli della compagnia, come commento delle varie fasi narrative, come griglia parallela e consonante, che sostiene l'azione e a volte l'indirizza. Musica di ogni genere (classica, contemporanea, folk, jazz...) e istigatrice di varie atmosfere (tenebrosa, incalzante, cullante, evocativa, romantica, inquietante...). Ovviamente vi compare anche il jazz, prevalentemente quello esuberante e motorio della Swing Era, che diviene la stimolante colonna sonora di ritmati momenti collettivi, di balletti sgangherati, che sembrano quasi la parodia del musical.
Entrando nel merito di "Hotel Paradiso", va subito detto che non è all'altezza dei precedenti "Ristorante Immortale" e "Teatro Delusio", spettacoli ammalianti e paradigmatici, in quanto la perfetta coerenza fra un'inventiva luciferina e l'efficace essenzialità delle soluzioni formali adottate innescava una comunicativa travolgente, un'adesione incondizionata da parte del pubblico. Nella messa in scena attuale invece la caratterizzazione dei personaggi e delle situazioni non è altrettanto netta, pur trattandosi di un lavoro gradevole e originale, che possiede l'indelebile marchio di fabbrica dei Flöz.
In una sorta di Tirolo immaginario, "al confine tra avventure di sogno e sogni di avventure", l'Hotel Paradiso si presenta come un rifugio d'alta quota, avvolto dai ghiacciai e dal sibilo dei venti, più che essere un hotel cinque stelle (tre delle quali, emblematicamente cadute a terra, vengono alla meglio riappese allo stemma). Nella sua hall, un po' stantia e d'altri tempi, si affacciano varie porte dalle quali irrompono i diversi personaggi: lo staff dell'albergo e clienti di ogni tipo, tutti interpretati solo da quattro attori che indossano le straordinarie maschere realizzate da Hajo Schüler. Personaggi archetipici, di volta in volta ansiosi, radiosi, infingardi, equivoci, iperattivi, perfino misteriosi ed inquietanti.
Più che una vera e propria trama thriller, si susseguono situazioni e gags in cui la realtà sconfina sempre nell'onirico e una materialità un po' greve si alterna alla più sublime poesia; cambi di registro, sfumati o repentini, che sono una peculiarità costante dello stile dei Flöz. Tanto che all'Hotel Paradiso, fra il gelo dei ghiacciai, fra sensi di colpa, protagonismi esasperati, rivalità ed omicidi, reali o presunti, può perfino sbocciare inaspettatamente il fiore dell'amore.
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