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Giulia Cianca: quattro album in pochi mesi

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Proveniente dal pop e folgorata dall'improvvisazione dopo la quasi casuale esperienza a Siena Jazz, la giovane artista romana Giulia Cianca ha realizzato negli ultimi anni un cospicuo numero di album, di alcuni dei quali ci occuperemo in quest'articolo. La cantante, che ci racconta quest'esperienza nell'intervista appena pubblicata, vi sperimenta molteplici modalità espressive per improvvisare vocalmente, in formazioni diverse per ampiezza e strumentazione, a partire da Post Colonial Blues—A Thomas Sankara, uscito nel 2022, fino ai recenti 1984 Trasformazione Conforme e Undici Pianeti, in solo, il primo che prenderemo qui in esame.

Giulia Cianca
Undici Pianeti
NES
2024

Undici Pianeti presenta una sola lunga traccia (quasi venti minuti), cioè il brano omonimo scritto da Marco Colonna appositamente per la cantante, che —come lei stessa ci racconta nell'intervista —ha avuto bisogno di una lunga meditazione prima di arrivare alla sua prima esecuzione. Qui la Cianca è interamente libera di sperimentare ogni forma di espressività vocale, obbligata a dare varietà sia musicale, sia timbrica, sia interpretativa a una partitura che prevede l'attraversamento di undici situazioni diverse, ma che non contiene vere e proprie indicazioni in senso stretto musicali.

Sarebbe vano cercare di descrivere come la cantante riesca nell'impresa o di descrivere i molti artifici espressivi che vi usa. Merita invece sottolineare che lo scorrere del disco lascia all'ascoltatore l'impressione di un percorso e non quella di un "elenco" —rischio sempre incombente in lavori di questo genere. Un percorso nel quale l'ascoltatore incontra momenti in cui l'intenzione espressivo-comunicativa è più diretta e altri in cui invece si mescola con una più marcata sperimentazione tecnica, la preferenza tra i quali non può che essere soggettiva. Difficile, comunque, non riconoscere la particolarità e l'arditezza del lavoro.

Mat Maneri, Gordon Grdina, Marco Colonna, Giulia Cianca, Mario Cianca
Unshaped Words
Folderol
2023

Uscito nel luglio del 2023 sempre sotto le insegne della New Ethic Society, stavolta però in collaborazione con Folderol —presso il cui studio romano è stato registrato —questo disco documenta un'improvvisazione nata grazie ai contatti di Marco Colonna con il violista statunitense Mat Maneri e il chitarrista canadese Gordon Grdina, la cui contemporanea presenza in Italia ha permesso questa collaborazione. Il lavoro si articola su cinque brani, ma in realtà è privo di un'autentica soluzione di continuità e si sviluppa per i suoi quarantaquattro minuti come un mutevole percorso che esplora dialogicamente una molteplicità di situazioni sonore.

Il tessuto musicale che viene prodotto dal procedere itinerante è sostanzialmente corale: ciascuno dei singoli mette cioè i propri contributi a disposizione di quelli altrui, così che le trame si intrecciano con spontaneità, al punto che diviene spesso difficile capire chi sia la voce principale. Ciò accade persino quando è in scena la cantante, perché anche allora la viola e i clarinetti le aderiscono in modo tale da confondersi con lei.

Le atmosfere attraversate sono perlopiù di ambito contemporaneo, in ciò sospinte proprio dalle modalità di vocalizzazione della Cianca, ma certo anche dai clarinetti e dalla viola, mentre la chitarra e il contrabbasso intervengono in modo trasversale e un po' straniante. Particolarmente suggestiva "Heritage," ove l'oud di Grdina cambia significativamente i colori, portando tutti su un piano più onirico, mentre il conclusivo "Night" ha un'andamento maggiormente lirico, nel quale il canto evoca sonorità tra il rinascimentale e il barocco.

Un'improvvisazione riuscita, che si avvale della varietà timbrica dell'organico strumentale e della capacità di ascolto dei protagonisti.

Giulia Cianca, Marco Colonna, Lorenzo D'Erasmo
Nuda Pelle
NES
2023

Nuda Pelle è il primo progetto pensato dalla cantante romana, anche se assieme a Marco Colonna; uscito nel febbraio del 2023, già ne rappresenta bene la poetica. Degli otto brani solo il conclusivo omaggio a Violeta Parra non è originale, ma la sua rilettura è emblematica: la prima metà è una lunga introduzione nella quale suoni isolati del tamburo a cornice di Lorenzo D'Erasmo si intrecciano ai vocalizzi della Cianca; la seconda interpreta il testo originale sullo sfondo rarefatto ancora dei soli tamburi, arricchendo il testo di variazioni timbriche più che della melodia originale. Quasi un distillato di ciò che avviene nelle tracce precedenti, che —sia l'una dopo l'altra, sia all'interno di ciascuna —alternano scenari diversi: lirismo da canzone, duetti ritmici con il clarinetto basso di Colonna o con i tamburi, canto da musica contemporanea, vocalizzazioni, sperimentazione.

Pur nella cifra stilistica comune, ogni brano ha una sua propria identità. Per esemplificare: il lungo "Custodirsi" si avvia con un evocativo duetto di voce e clarinetto, tutto giocato sui timbri, prosegue con una narrazione cantata dal gusto tra il contemporaneo e il rinascimentale, fa una pausa con un breve recitativo e si conclude di nuovo evocativamente, ma stavolta sul potente battito fisso del tamburo; il successivo "Nina" ha un andamento fortemente ritmato, quasi fosse una danza, sospinto dai tamburi sui quale il clarinetto basso improvvisa con vivida espressività prima da solo, poi in duetto con la voce che vocalizza, in parte all'unisono, in parte con libertà, lasciando la conclusione ai tamburi; subito dopo "Se non credessi," anch'esso oltre gli otto minuti, è aperto dal canto, ancora su scenari antichi, prima in solitudine e poi con l'accompagnamento dei due strumenti; di seguito clarinetto e voce si esprimono su suoni "sporchi" e gutturali —soffi, colpi d'ancia, sospiri e singulti —per lasciare poi spazio a un'intensa improvvisazione del clarinetto, che prelude a una frase lirica ripresa in duetto dalla voce, fino alla conclusione in recitativo.

Un lavoro che è un collage di timbri e di forme, da ricostruire con un ascolto attento.

Marco Colonna, Giulia Cianca, Anais Drago
Blades of Grass
NES
2023


Progetto di Marco Colonna, questo lavoro è uscito solo un mese dopo Nuda Pelle e vede la presenza di Anais Drago, eccellente violinista autrice negli ultimi anni di numerosi lavori estremamente interessanti, che qui si integra perfettamente con il clarinettista e la cantante. I due strumentisti si alternano nel disegnare splendide linee liriche sull'accompagnamento dell'altro, valorizzando la complementarità timbrica di clarone e violino, aprendo in tal modo spazi d'interpretazione alla cantante.

La cifra generale non è molto diversa da Nuda Pelle, anche se aumenta la densità lirica grazie alla presenza del violino e della fantasia improvvisativa della Drago, sebbene non manchino i brani fortemente ritmici come "Mzungo" o "Mekuria." I tre protagonisti si ritagliano un breve brano in solitudine ciascuno e la Cianca varia come nell'altro lavoro le forme espressive, lavorando molto sui timbri, ma mettendosi maggiormente al servizio della tessitura complessiva e perciò, a parte il brano in solitudine, sperimentando meno su fonemi e vocalizzi. Il risultato è un lavoro più lirico e immediato, anche se leggermente più tradizionale.

Liste dei brani e musicisti


Undici Pianeti

Brani: Undici Pianeti per voce sola.

Musicisti: Giulia Cianca: voce

Unshaped Words

Brani: Sigh; Silence; Thin Border; Heritage; Night.

Muscisti: Mat Maneri: viola; Gordon Grdina: chitarra, oud; Marco Colonna: clarinetti; Giulia Cianca: voce; Mario Cianca: contrabbasso.

Nuda Pelle

Brani: Ballata del silenzio; Imparare a tremare; Custodirsi; Nina; Se non credessi; Notte fonda; Ali; Grazie alla vita.

Musicisti: Giulia Cianca: voce; Marco Colonna: clarinetto basso; Lorenzo D'Erasmo: percussioni.

Blades of Grass

Brani: Blades of Grass; Per Voce e Violino; Traveler; Clarone; Mekuria; per violino; Fixer: per voce; Gardenias; Mzungo.

Musicisti: Marco Colonna: clarinetto basso: Giulia Cianca: voce; Anais Drago: violino.

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