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Fonterossa Open Orchestra per Fabbrica Europa
Courtesy Monia Pavoni
Firenze
Fabbrica Europa
Giardino Istituto Agrario
6.9.2021
Tra i primi appuntamenti dell'edizione 2021, il festival fiorentino Fabbrica Europa aveva in programma, per la sua sezione musicale, la Fonterossa Open Orchestra di Silvia Bolognesi con un nuovo programma dedicato a Charles Mingus, in particolare alle musiche dell'album Mingus Mingus Mingus Mingus Mingus, del 1964. La contrabbassista senese ha ricordato come la sua carriera debba molto a Mingus, essendosi avvicinata al suo strumento proprio dopo l'ascolto del suono di quello del Maestro statunitense, e che pertanto lavorare su quel materiale, anche se da direttrice e non da contrabbassista, sia stato per lei particolarmente toccante.
Nell'occasione il concerto si è avvalso di una location tanto suggestiva, quanto adatta a un organico di così ampie dimensioni, colorato, festoso e a momenti strabordante com'è la Fonterossa Orchestra: gli orti della ex facoltà di agraria, al Parco delle Cascine, il polmone verde del capoluogo toscano. Chi conosce l'orchestra sa inoltre che la sua musica è creativa, esposta all'alea, ricombinata sul momento grazie all'estro di chi la dirigeindicando riferimenti, dettando tempi, chiedendo interventi individuali, regolando le dinamiche, tutto sulla base di accordi stabiliti nelle prove, ma anche sempre rigorosamente all'improntae di chi suonarestando comunque elevata la libertà concessa ai singoli. Nel caso di questo repertorio, ciò ha significato l'impiego del materiale mingusiano quasi esclusivamente come pretesto per dar vita a situazioni molto diverse e talvolta assai lontane dall'originale.
Le composizioni di Mingus, in altre parole, facevano capolino per poi sparire nel prorompere degli ostinati, o nel festoso giocare delle voci, o nell'espressività tutta personale degli assoli. Diversi per intensità, visto che l'orchestra affianca musicisti di primissimo pianotra gli altri Emanuele Parrini, Tony Cattano, Michela Lombardi, "Pee Wee" Paolo Durantead altri professionisti meno affermati ma altrettanto bravi e anche ad alcuni non professionisti, ma che proprio in virtù della loro varietà espressiva riuscivano a comporre un affresco di grande e imprevedibile ricchezza.
Il concerto ha mostrato un ulteriore passo avanti di un'orchestra chepur con le comprensibili difficoltà di mettere assieme oltre trenta elementi provenienti da molte zone diverse del Paeselavora con una certa continuità ormai da anni per portare avanti una musica singolare, assai poco di moda nei festival ma che, come ha dimostrato il successo della serata, non per questo fatica a trovare il riscontro del pubblico.
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