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Neil Rolnick: Ex Machina

Alberto Bazzurro By

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Alla soglia dei settant'anni (li compirà il prossimo 22 ottobre), il compositore texano Neil Rolnick dà alle stampe questo importante lavoro, che dispone lungo oltre cento minuti cinque sue ampie pagine (dai nove minuti alla mezz'ora) partorite fra il 2013 e il 2015. In tutte tranne una, dove c'è comunque chi lo rimpiazza nel ruolo, Rolnick si affianca a intermittenza al solista di turno, dando di piglio al proprio personal computer, in un paio di casi (peraltro decisamente più brevi degli altri) senza comprimari di sorta.

Si parte subito col botto grazie a un primo brano che ha per protagonista il sax alto di Ted Nash, generosamente sovrainciso (pratica che torna anche in seguito) fino a creare l'effetto di un rigoglioso ensemble tutto sassofonistico, in un mulinare di idee e soluzioni sempre pertinenti, brillanti, tra felicità strutturale e ottima disposizione degli spazi, con momenti più squillanti e altri più compassati.

Segue il primo dei due episodi in cui Rolnick è solo col suo PC, e si sente, perché lo scarto qualitativo è netto, fra similschitarrate e similvocalizzi, rumorismi e borbottamenti vari. Meno male che subito dopo arriva un altro brano eccellente, protagonista, qui, il violoncello (sempre largamente sovrainciso) di Ashley Bathgate, che fa tutto da sola, elaborazioni computerizzate comprese. Un possente, impetuoso archettato dà la stura al brano (ventotto minuti), che evolve poi nel convivere fra elemento acustico ed elettronico, nonché fra archettato, appunto (che rimane l'asse portante del brano), e pizzicato, anche sovrapposti, con effetti che verso centro brano si fanno quasi elegiaci, lirici e cantabili. Sontuoso.

Apre il secondo CD l'altro episodio col solo Rolnick all'opera, un po' meglio del precedente, visto che dopo una prima parte un po' confusa ne arriva una seconda più viva (multivocale), cui segue l'ultimo episodio dell'opera, mezz'ora di pianoforte in parte solitario, in parte a contatto col deambulare computerizzato dell'autore. L'impianto appare assai prossimo a una sensibilità contemporaneo-colta (come del resto in un po' tutto il lavoro), con sequenze più vivaci, appuntite, incalzanti, e altre invece maggiormente ripiegate su se stesse, qua e là indugiantl (e indulgenti) verso il minimalismo.

E così sia.

Track Listing:
CD 1:
Silicon Breath; WakeUp; Cello Ex Machina.
CD 2:
O Brother!; Dynamic RAM & Concert Grand.

Personnel: Ted Nash: sax (alto) in “Silicon Breath”; Ashley Bathgate: violoncello e computer in “Cello Ex Machina”; Kathleen Supove: pianoforte in “Dynamic RAM & Concert Grand”; Neil Rolnick: computer in tutti i brani tranne “Cello Ex Machina”.

Title: Ex Machina | Year Released: 2017 | Record Label: Innova Recordings


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