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Edison Woods
Teatro Out Off - Milano - 15.09.2007
Primo concerto italiano per gli Edison Woods, gruppo emergente della scena newyorkese underground. La band è guidata dalla vocalist e tastierista Julia Frodhal, e vanta collaborazioni di alto livello sia in ambito strettamente musicale (Elysian Fields e Cocteau Twins tra gli altri), sia in altri ambiti. Gli Edison Woods hanno infatti scritto numerose colonne sonore (tra cui quella per il film Quijote di Mimmo Paladino) e realizzato performance di natura quasi-teatrale (ad esempio un concerto realizzato in un ex-obitorio).
La loro è una musica di difficile definizione. E' una musica suggestiva, evocativa, che accenna più che esplicitare completamente. Prevalentemente acustica (in organico ci sono anche un violino ed un violoncello), fatto non comune nelle musiche sperimentali/underground. Visuale, nel senso che suggerisce all'ascoltatore delle visioni, delle immagini.
“La musica contiene al proprio interno tutte le emozioni possibili ... L'unico linguaggio comune che possediamo è quello dell'immaginazione ... Attraverso l'immaginazione cerchiamo di mettere, nella nostra musica, quanta più emozione possibile”.
Come ha potuto verificare chi ha assistito al concerto milanese, la band raggiunge molto bene questo obiettivo. Uno dei tratti salienti della loro musica è infatti la perenne sensazione di spaesamento. Sotto un'apparente patina di calma, serenità, e tranquillità, si percepisce infatti sempre una certa inquietudine, una tristezza di fondo. Inquietudine non fine a se stessa, quanto piuttosto funzionale ad uno sviluppo positivo. “Mi interessa mostrare un percorso, una via d'uscita ... Anche dalle situazioni più tristi e drammatiche, si può sempre ricavare qualcosa di positivo”.
Musica per certi aspetti letteraria, figlia della passione di Julia Frodhal per i libri (“Da bambina vivevo in periferia ... Non c'erano molti stimoli alla mia immaginazione ... Nei libri trovavo una via di fuga dalla monotonia”), nella quale si percepisce un forte senso della struttura e del racconto. Forse eccessivamente appoggiata sui mezzi tempi (mai una scansione veloce oppure una dilatazione estrema), ma tuttavia assai variegata dal punto di vista ritmico (ampio l'uso dei tre quarti e sei ottavi).
Insomma, gli ingredienti per stimolare un pubblico attento a proposte inusuali ci sono tutti. La loro avventura italiana inizia qui. Vedremo se riusciranno a trovare un pubblico ed una distribuzione adeguati.
Piccola nota a margine, che interesserà sicuramente i jazzofili milanese. Il giorno precedente il concerto, gli Edison Woods hanno dato vita ad uno showcase, moderato dal vostro cronista, nei locali della libreria Fnac di via Torino (i virgolettati sono tratti da questo incontro, NdR). In quell'occasione abbiamo incontrato l'assessore allo sport e tempo libero di Milano, Giovanni Terzi, che ci ha manifestato la volontà dell'amministrazione comunale di promuovere il jazz e di creare le condizioni affinchè anche i privati (ad esempio i club) possano proporre la musica che amiamo. Registriamo con piacere queste buone intenzioni, riservandoci naturalmente di verificare sul campo i risultati.
Foto di Andrea Sacchi
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