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Daniele di Bonaventura Band'Union al Teatro dell'Opera Hannover

Mario Calvitti By

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Daniele di Bonaventura
Staatsoper
Hannover
29.09.2019

I Giorni della Musica della Bassa Sassonia (Niedersächsische Musiktage) è un'importante rassegna musicale che si svolge tutti gli anni durante il mese di Settembre in varie città della Bassa Sassonia nel Nord della Germania. Il ricco programma di concerti è generalmente appannaggio della musica classica e contemporanea, ma di solito non mancano aperture verso altri generi musicali come il jazz. nel programma della 33sima edizione, svoltasi quest'anno dal 31 Agosto al 29 Settembre, il jazz era rappresentato dal Trio di Marcin Wasilewski, che ha tenuto due concerti in altrettante città, e dal quartetto Band'Union del bandoneonista marchigiano Daniele di Bonaventura, cui era affidato l'ultimo concerto in chiusura della manifestazione, tenutosi sul prestigioso palcoscenico del Teatro dell'Opera di Hannover.

La serata finale (in realtà il tutto si è svolto di pomeriggio, dalle 17:00 alle 21:00) aveva in programma tre concerti distinti. Il primo è stato una selezione da "Noises, Sounds & Sweet Airs" di Michael Nyman, lavoro composto per il film "Prospero's Books" del regista inglese Peter Greenaway ispirato all'opera teatrale "La tempesta" di William Shakespeare, ed eseguito da tre voci (soprano, mezzosoprano e tenore) con archi e legni dell'orchestra di stato di Hannover. A seguire, il sestetto contemporaneo americano Bang on a Can All-Stars ha eseguito con il Coro della NDR "Anthracite Fields," un oratorio della compositrice Julia Wolfe (tra i fondatori originali dei Bang on a Can) scritto per commemorare la storia dei lavoratori nelle miniere di carbone della Pennsylvania a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento. L'opera ha vinto il premio Pulitzer per la musica nel 2015.

Infine, sul palco si è presentato Daniele di Bonaventura col suo quartetto Band'Union per presentare il suo ultimo progetto "Garofani Rossi" (questo è anche il titolo del suo più recente CD inizialmente autoprodotto e ora ripubblicato dalla Tuk), dedicato a una raccolta di canzoni popolari sulla resistenza e la rivoluzione provenienti da varie parti del mondo. Proprio da queste parti, in Bassa Sassonia, nel corso di un festival letterario cui aveva partecipato circa un anno fa gli era giunta la richiesta di suonare qualche canzone della resistenza come "Bella Ciao." Questo gli ha fornito lo stimolo per un lavoro di ricerca che in poco tempo gli ha consentito di raccogliere materiale sufficiente per un disco, appunto Garofani Rossi, che il musicista ha proposto quasi integralmente nel corso del concerto di Hannover seguendo la stessa scaletta del CD. Iniziando con "Hasta Siempre Comandante" (che per molto tempo in ambito jazzistico è stato uno dei cavalli di battaglia di Jan Garbarek nei suoi concerti) e proseguendo poi con "Bella Ciao," "Fischia il vento," "L'Internazionale," "El pueblo unido jamas sera vencido," per finire con "Hasta la victoria" e "El quinto regimiento" (anche questo brano ben noto agli appassionati di jazz per la rilettura fattane da Charlie Haden con la Liberation Music Orchestra), il concerto è stato un viaggio attraverso il sentimento di rivoluzione popolare in tutto il mondo.

Senza necessità di proclami politici la musica, rielaborata in chiave jazzistica ma senza mai dimenticare la sua matrice popolare resa efficacemente dal bandoneon, è un chiaro appello a ritrovare dentro ciascuno di noi quel sentimento, lasciato assopirsi per troppo tempo e tornato d'attualità con la situazione mondiale (e forse non è un caso se anche un musicista impegnato come Marc Ribot abbia sentito recentemente il bisogno di proporre un progetto abbastanza simile, anche se nel suo caso più legato ai testi). Di Bonaventura e il suo gruppo hanno interpretato questo sentimento con grande intensità e partecipazione, trasmettendolo al pubblico che si è progressivamente sempre più scaldato e appassionato.

Ottima la coesione tra i musicisti, che suonano insieme da più di dieci anni; prezioso il lavoro del chitarrista Marcello Peghin, che col suo strumento a 10 corde sostiene l'impianto armonico senza rinunciare a qualche assolo, e l'accompagnamento del percussionista Alfredo Laviano, capace di trascinare il compassato pubblico del Teatro dell'Opera a un caloroso applauso fuori programma nel corso del suo assolo durante "El pueblo unido." Il bis, richiesto a gran voce, è stato un brano composto dal contrabbassista Felice Del Gaudio dal titolo "Belle di notte," che ha visto il coinvolgimento del pubblico nel cantare in coro la melodia, prima di terminare la serata con una meritata (e forse inaspettata in questo particolare contesto) standing ovation.

Il successo riportato presso un tipo di pubblico sicuramente più avvezzo ad altri generi musicali dimostra l'universalità del tema del progetto presentato dal musicista marchigiano, ancora in grado di suscitare forti emozioni, ma anche la bontà e la qualità musicale della sua proposta, sempre saldamente legata alle sue radici popolari anche attraverso un'elaborazione jazzistica sofisticata.
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