Home » Articoli » Album Review » Vanessa Tagliabue Yorke: Contradanza
Vanessa Tagliabue Yorke: Contradanza
Tutto nasce da due idee diverse ma convergenti: la prima è quella di ricordare e mettere in scena la storia di Bas Jan Ader, artista concettuale scomparso nell'oceano nel 1975 dopo essere salpato su una barca durante una performance intitolata "In cerca del miracolo"; la seconda è il recupero della "contradanza," forma musicale cubana dell'Ottocento in genere per pianoforte o piano e voce, che ebbe in Manuel Saumell ed Ernesto Lecouna due grandi autori ma che è poi stata quasi dimenticata. Il progetto della Yorke prevede quindi testi ispirati alla vicenda di Ader su arrangiamenti di autori cubani o di brani da lei ritenuti adatti al tema.
Proprio a cagione della varietà delle fonti, Contradanza finisce tuttavia per essere un disco surreale, in modo per certi aspetti simile agli ultimi lavori dei Sousaphonix, ma ancor più accentuato dall'oniricità della vicenda di Ader: le prime tre tracce, tutte su musica cubana, narrano la scomparsa di Adler, ma ne amplificano l'aspetto mitologico da un lato introducendo sirene che lo richiamano all'impresa e tempeste che la funestano, dall'altro inserendo nella musica ottocentesca i suoni del theremin di Vincenzo Vasi e dell'HG System di Dario Buccino -in pratica delle lamiere che producono i loro caratteristici toni. Il contrasto, apparentemente bislacco, in realtà suona assai suggestivo.
I brani successivi prendono spunto da autori diversi -dallo statunitense Stephen Foster, ottocentesco autore di "Oh Susanna!," a brani popolari americani e ninna nanne russe -sempre però riletti, per non dire ricreati, dai musicisti all'opera. Per fare qualche esempio: "Sea Shanties," tradizionale "finto hawaiiano," è introdotto da un duo tra il theremin e il pianoforte di Ethan Uslan, e cantato dalla Yorke con un megafono; "La luna non," canzone drammatico-malinconica di genere quasi liederistico, è un inusitato (e bellissimo!) duo tra voce e lamiera; "Frank" vede l'incontro di Ader con l'architetto Frank Lloyd Wright ed è un brano corale in crescendo, dalle tinte rock.
Ma forse i momenti più toccanti dell'album sono le due tracce conclusive, nelle quali prima Tagliabue Yorke canta in russo un passo di Platone su un sospeso sfondo elettrico, con dedica a Andy Wharol, per poi passare a un lamento dubbioso in italiano, su un più materico sfondo elettrico-percussivo, salendo di tonalità e spingendo verso il catartico ultimo brano, con l'alternanza tra la voce e il magmatico lavoro collettico, con il theremin di Vasi che allude costantemente a scenari trascendenti.
Oltre a dare prova della sua fantasia e delle proprie capacità di arrangiatrice, la Tagliabue Yorke ha anche modo di esprimersi vocalmente in varie forme, anche se quella dominante è un colto pop-rock, venato di espressività blues. Bravissimi tutti i collaboratori, da un Ottolini in parte defilato a Giovanni Maier, protagonista specie nelle prime tracce, da Uslan al sempre geniale Enrico Terragnoli a banjo e chitarra, fino alle varie percussioni e tastiere. Ma su tutti si ergono i citati Vasi e Buccino, per il contributo di sonorità che caratterizzano in modo decisivo l'intero lavoro.
Track Listing
Io sono la nostalgia; In cerca del miracolo; Ocean Wave; The Tempest; Sea Shanties; La luna non; Farewall; Frank; Niet chainie/Andy; Andy Ending.
Personnel
Vanessa Tagliabue Yorke
vocalsVanessa Tagliabue Yorke: voce; Mauro Ottolini: trombone, slide trumpet, sousaphone, conchiglie, recorder; Ethan Uslan: pianoforte; Vincenzo Vasi: theremin, elettronica, voce, giocattoli; Paolo Tomelleri: clarinetto; Paolo Garzillo: chitarra elettrica, basso elettrico; Enrico Terragnoli: chitarra elettrica, banjo; Roberto De Nittis: philicorda, armonium, pianoforte; Mauro Costantini: organo Hammond; Giovanni Maier: contrabbasso; Dario Buccini: HN System; Maurillio Balzanelli: percussioni africane; Gaetano Alfonsi: batteria.
Album information
Title: Contradanza | Year Released: 2016 | Record Label: Abeat Records
About Vanessa Tagliabue Yorke
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.






