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Alessandro Galati Trio: Cold Sand

Neri Pollastri By

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Nuova registrazione dell'eccellente trio di Alessandro Galati, autore negli ultimi anni di altri due ottimi lavori, Seals e On A Sunny Day, non a caso entrambi premiati come miglior album dell'anno dalla prestigiosa rivista giapponese Jazz Critique.

E proprio per una etichetta giapponese, la Atelier Sawano, esce questo terzo capitolo della formazione, Cold Sand, undici composizioni di Galati e una rilettura di "Here, There & Everywhere" dei Beatles, brano che ispira poi una serie di pezzi originali.

Rispetto ai dischi precedenti questo lavoro mostra un'ancora accresciuta pariteticità: se il pianista risulta infatti fatalmente protagonista in quanto interprete delle linee melodiche, il contrabbasso di Gabriele Evangelista è pienamente coprotagonista per quel che riguarda il suono e gli spazi in assolo, mentre la batteria di Stefano Tamborrino è costantemente in evidenza per il colore che dona all'intero lavoro, operando, con assoluta discrezione, alla Paul Motian.

L'atmosfera generale è piuttosto intima, vi si fondono l'ispirazione melodica nostrana che Galati rivendica come tratto distintivo (leggi l'intervista che gli abbiamo fatto un paio di anni orsono), la ricerca sospesa nordeuropea che il pianista ha a lungo frequentato e la tradizione del piano trio, in particolare la corrente evansiana con i suoi aggiornamenti più recenti.

Così, la traccia eponima che apre l'album, dalle vaghe colorazioni sudamericane, riecheggia il trio di Brad Mehldau, al pari di "Nina," dalle ampie pause nelle quali risuonano le poetiche invenzioni di Tamborrino, e "Nothing Much to Say." In questi brani un lirico incedere narrativo vagamente malinconico fa da filo conduttore all'intreccio delle voci, comunque sempre in un'atmosfera sospesa.

Particolarmente singolare "Lucy's Eyes," che si avvia con un tema ritmico del pianoforte che farebbe presagire un episodio più tradizionalmente jazzistico e che invece si trasforma in una ricerca di suono piuttosto intima e libera, nella quale svetta particolarmente il contrabbasso di Evangelista. Altrettanto libera e sospesa, molto nordeuropea, la rilettura del brano di Lennon e McCarntey, a cui seguono quattro brevi e suggestivi episodi di esplorazione sonora, molto aperti, quasi improvvisazioni: se timbricamente c'è piena consonanza con i brani precedenti, qui viene meno la narrazione e il suono la fa da padrone. È probabilmente il momento in cui regna maggiormente l'interazione, segnata dal potente effetto legante della sensibilissima batteria.

La conclusione è affidata a una composizione, "Uptown," che potrebbe essere la cover di una canzone pop, nella quale suoni e incedere sono ancora coerenti al resto del lavoro, ma i riferimenti vanno alle forme assunte negli ultimissimi anni dal piano trio.

Un lavoro quindi dalla precisa identità ma attento a molteplici dimensioni di questa classica formazione, che mette a frutto le belle composizioni, la maestria e la creatività di tre eccellenti musicisti e la loro notevole intesa, che sembra crescere di disco in disco. Senz'altro uno dei migliori piano trio del nostro paese, e non solo.

Track Listing: Cold Sand; Mob Sick; Lucy’s Eyes; Nina; Nothing Much to Say; Schosty; Here, There & Everywhere; Here; There; Everywhere; Nowhere; Uptown.

Personnel: Alessandro Galati: piano; Gabriele Evangelista: upright bass; Stefano Tamborrino: drums.

Title: Cold Sand | Year Released: 2017 | Record Label: atelier sawano

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