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Carla Bley: Carla's Christmas Carols

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Nella sua bella maturità Carla Bley ha forse perso qualcosa dell'asprigna e acidula irriverente secchezza che contraddistingueva i suoi lavori più originali, ma ha certamente acquistato una capacità di scrittura che sa riflettere con arguzia la sua raffinatezza in ambito armonico e la sua sottigliezza in campo ritmico.

E' tradizione musicale anglosassone che, in prossimità del Natale, strumentisti e cantanti più o meno di fama rendano il loro omaggio alle festività: in questa affascinante incisione (parte in studio e parte dal vivo), frutto di una commissione della Essen Philharmonie, la Bley si adegua solo parzialmente alla tradizione, rileggendo alcune ben note canzoni legate al Natale in modo gentilmente ironico ma non dissacratore ed aggiungendo anche due sue belle composizioni, "Jesus Maria" (già incisa da Jimmy Giuffre) e "Hell's Bells".

L'arrangiatrice offre un saggio certamente felice della sua arte nel rinnovare, travestire e trasformare composizioni rese ormai logore e scontate dall'uso e abuso consueto: con un sorriso a fior di labbra (si noti l'ammiccante uso di celesta, glockenspiel e campane, la trasformazione di "Jingle Bells" in una rievocazione di New Orleans, "God Rest Ye Merry Gentlemen" rivisto in uno scattante 5/4) ma anche un evidente e profondo affetto, la Bley riesce a creare -con la superba collaborazione di Steve Swallow (capace di usare il basso elettrico con un inarrivabile afflato melodico) e di un fenomenale gruppo di ottoni (fra i quali si distinguono il trombettista Axel Schlosser e il trombonista Adrian Mears)- un piccolo capolavoro di intelligentissimo jazz contemporaneo in cui una molteplicità di codici linguistici trovano posto, dal gospel sino al neo-bop, senza turbare il commosso andamento innodico di alcune pagine e senza mai neanche sfiorare l'incombente rischio del kitsch.

Se la raffinata scrittura per gli ottoni colpisce, infatti, per i suoi costanti rimandi alla cultura musicale accademica europea e americana (ambedue ricche in tale tipo di letteratura), gli interventi solistici (compresi quelli, sobri ma di intenso e partecipe carattere melodico, della Bley) creano una temperie che sa sfiorare sia l'ambito della cosiddetta "Americana" che l'improvvisazione post-boppistica, in un vero e proprio miracolo di gusto ed equilibrio, nonché di sofisticata versatilità ritmica (vi è un insopprimibile e latente senso di swing): a tal proposito si noti come "Away in a Manger" si arricchisca, nel corso dell'arrangiamento, di un andamento mediorentaleggiante, o si colga la costante citazione, talvolta completamente estraniata, di "Take Five" di Paul Desmond in "God Rest Ye Merry Gentlemen".

Pochi sono oggi gli artisti in grado di offrire un saggio di tale sofisticazione con tale disarmante semplicità.

Track Listing

O Tannenbaum; Away in a Manger; The Christmas Song; Ring Christmas Bells; God Rest Ye Merry Gentlemen part one; God Rest Ye Merry Gentlemen part two; It Came Upon a Midnight Clear; Hell's Bells; Jesus Maria; Jingle Bells; O Holy Night; Joy to the World.

Personnel

Carla Bley: piano, celeste; Steve Swallow: bass, chimes; Partyka Brass Quintet: Tobias Weidinger: trumpet, flugelhorn (lead), glockenspiel; Axel Schlosser: trumpet, flugelhorn (soloist), chimes; Christine Chapman: horn; Adrian Mears: trombone; Ed Partyka: bass trombone, tuba.

Album information

Title: Carla's Christmas Carols | Year Released: 2009 | Record Label: Watt/ECM


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