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Ben Allison & Man Size Safe

Jazz Club Ferrara (Torrione) - Ferrara - 12.04.2008

Ad ospitare la serata è il Torrione di Ferrara, bastione che si erge sulle antiche mura della città e che, sede del Jazz Club locale da qualche anno, tutte le settimane da ottobre ad aprile propone eterogenei appuntamenti di jazz all'interno di una cornice estremamente suggestiva.

Il contrabbassista Ben Allison presenta “Man Size Safe”, formazione con cui di recente ha pubblicato per la Palmetto il disco Little Things Rule the World.

La formazione dei "Man Size Safe" è al gran completo e offre alcuni dei migliori elementi dell’attuale scena newyorchese: Ron Horton alla tromba, Steve Cardenas alla chitarra, Michael Sarin alla batteria e Michael Blake - ormai di casa al Torrione - al sax tenore.

Il locale è gremito e il pubblico si mostra attento e silenzioso come di rado accade in jazzclub.

L’attacco è piuttosto distante dalle sonorità del disco e sembra una sorta di “accordo” free dei singoli strumentisti che pian piano prende forma e sfocia nel brano che dà il titolo al disco Little Things Rule The World.

Difficile rimanere fermi di fronte a una musica tanto spumeggiante, l’energia liberata rende l’aria frizzante, inebriante.

Le atmosfere asciutte e multietniche del disco sono sostanzialmente confermate, ma si sente che il progetto va via via maturando, migliorando, e gli elementi assumono sempre maggiore libertà.

Il brano a seguire è “Respiration”: la scaletta privilegia i brani estratti dall’ultimo album ai quali se ne alternano altri tratti dal precedente Cowboy Justice ("Blabbermouth", "Weazy" e "Tricky Dick").

Che Little Things Rule the World fosse una sostanziale evoluzione del precedente Cowboy Justice (in quartetto) - con l’innesto di Michael Blake ai sassofoni - era già chiaro a un primo ascolto, ma se nel disco Blake interviene solo in alcuni brani, dal vivo la sua presenza in organico si fa più stabile e il quintetto ne giova.

L’affiatamento e il feeling che c’è tra i cinque è straordinario (suonano assieme in varie formazioni e si vede, soprattutto si sente) l’acustica del locale è ottima, il “sound” sublime.

Gli arrangiamenti e l’esecuzione, per quanto assai vicini al disco, vedono una maggiore libertà e rilevanza dei fiati, che primeggiano, e Steve Cardenas alla chitarra è forse un po’ più misurato.

Sul palco i fiati sono collocati al centro, lateralmente chitarra e contrabbasso e sulle retrovie la batteria, tutti piuttosto vicini tra loro.

Blake è incisivo e corpulento e suona solo il sax tenore in modo estremamente libero; Horton, con quel suo suono morbido e caldo, vola alto e pennella note emozionanti.

Cardenas è puntuale e originale come sempre, ma un po’ più parco, Sarin alla batteria è più che mai estroso e raffinato, con quel suo drumming dalle trame fitte e fantasiose.

Allison da parte sua si diverte, sembra un teenager e sprizza gioia ed energia da tutti i pori, l’impugnatura del suo contrabbasso è sempre poco ortodossa ma molto efficace e quel suo suonare sopra e sotto il ponticello dona originalità al bel sound coeso del gruppo, e aggiunge un certo effetto scenografico.

L’idea di partenza degli organizzatori era di suddividere la serata in due set, ma l’escalation a cui si assiste è unica e nessuno se la sente di rompere l’incantesimo per cui il concerto prosegue, con una brevissima pausa sul finire, e si conclude poi con "Tricky Dick" estremamente diversa dal disco, con Sarin a deliziare il pubblico con lunghi tratti in cui il suo drumming si concentra sui cerchi e finalmente Cardenas tira fuori le unghie e imprime alla musica un registro più rock.

Che altro aggiungere se non: bravi!!

Foto di Fabio Possanza

Ulteriori immagini dal tour di Ben Allison sono disponibili nella galleria di Antonio Baiano dedicata al concerto di Torino.

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