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L’arte di ascoltare. Tre nuove uscite dalla Another Timbre
by AAJ Staff
Tra le etichette che indagano le sonorità contemporanee sperimentali tra composizione e improvvisazione, con una particolare attenzione agli ambiti più minimali e silenziosi, la Another Timbre si è conquistata in questi anni un posto di assoluto e meritato rilievo. La materia, si sa, non è di facile gestione. Spesso si tratta di proposte che richiedono all'ascoltatore una forte volontà di contribuire al senso stesso della musica e questo è certamente un elemento che--Cage insegna--è di grande fascino ...
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Free Nelson Mandoomjazz: Awakening of a Capital
by Mario Calvitti
Questo trio di musicisti scozzesi, basato in Edinburgo, è salito recentemente alla ribalta con due EP pubblicati da una etichetta indipendente, con titoli che rimandavano esplicitamente a Ornette Coleman (The Shape of Doomjazz to Come) e Sonny Rollins (Saxophone Giganticus), e una musica che ai riferimenti jazzistici aggiungeva quelli a Black Sabbath e Domenico Scarlatti, mescolando doom metal e free jazz in un amalgama definito appunto doomjazz dagli stessi musicisti per etichettare la loro musica. I due lavori hanno suscitato ...
Continue Reading...Tim Berne & Snakeoil feat. Sentieri Selvaggi Ensemble al Teatro Manzoni di Milano
by Vincenzo Roggero
Aperitivo in Concerto Teatro Manzoni Milano 08.03.2015 L'evento è di quelli da sottolineare più volte sull'agenda con la biro rossa. Ossia l'incontro tra Snakeoil di Tim Berne (formazione di vertice insieme a poche altre--l'ottetto di Steve Lehman, gli organici di Henry Threadgill, il quintetto di Steve Coleman, ....--della scena improvvisativa più illuminata, e Sentieri Selvaggi, prestigioso ensemble di musica contemporanea diretto da Carlo Boccadoro. E l'evento non ha deluso le ...
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Paolo Fresu: con di Bonaventura su ECM
by Libero Farnè
Gli americani Ralph Towner e Uri Caine, il cubano Omar Sosa, il tunisino Dhafer Youssef, gli italiani Antonello Salis, Furio Di Castri, Gavino Murgia, Gianluca Petrella, perfino l'organista classico Claudio Astronio e il danzatore Giorgio Rossi... La lista dei nomi con cui Paolo Fresu intreccia duetti con maggiore o minore frequenza (e chissà quanti ne ho dimenticati) diventa col tempo sempre più lunga. Evidentemente la dimensione del duo gli è congeniale, comportando l'esigenza di trovare di volta in volta sintonie ...
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Wayne Horwitz: The Royal Room Collective Music Ensemble
by Maurizio Zerbo
Ascoltare un CD di Wayne Horvitz è sempre un'esperienza sorprendente, grazie al suo eclettismo assai raro nel mondo del jazz. Dedicata a Butch Morris con cui il leader aveva collaborato negli anni '80, l'opera in esame ne esplora la direzione improvvisata meglio conosciuta come conduction." Prende così forma un percorso estemporaneo fatto di condivisi segni musicali, volti a far emergere la creatività del momento. Il colpo di genio di Horvitz risiede in un approccio antiretorico, ironico e ...
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Ferdinando Faraò & Artchipel Orchestra: Play Soft Machine
by Claudio Bonomi
Rivisitare materiale altrui è sempre un'operazione ad alto rischio. Soprattutto quando si decide di riarrangiare composizioni che si considerano intoccabili o che raramente sono state oggetto di riscritture successive alle originali. Parliamo del repertorio dei Soft Machine e, in particolare, di quello risalente al periodo 1969-1971, stagione irripetibile e generosa di idee e situazioni messe in campo da musicisti in stato di grazia. Un periodo che fruttò tre album perfetti" che brillano ancora oggi di luce propria come Volume Two, ...
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poLO: Back Home
by Alberto Bazzurro
Sensazioni alquanto contrastanti suggerisce l'ascolto di questo secondo album del quartetto poLO (Porta/Lombardini), abilmente costruito, equilibrato, coeso, con un sound d'insieme efficace, definito, solido, gradevole all'ascolto, ma nel contempo scontato, ripetitivo, privo di tratti originali e di qualsivoglia afflato di ricerca. Tutto ciò appare chiaro già dopo un paio di brani (l'intero corpus tematico è opera del quartetto, Salgarello escluso), attraversati da un post bop elettrico (ma senza eccessi) assai tipico del filone, con un procedere pieno, ...
Continue Reading...Paolo Fresu: In Maggiore
by Giuseppe Segala
Paolo Fresu ha sempre esplorato con interesse la dimensione del duo, iniziando a frequentarla con il contrabbasso di Furio Di Castri e proseguendo poi con Antonello Salis, Uri Caine e altre situazioni più occasionali, ad esempio con Omar Sosa e Ludovico Einaudi. Se il connubio con Salis è giocato su un lirismo istintivo, muscolare, spesso serrato, quello con Daniele di Bonaventura, di cui abbiamo già un pregnante documento discografico in Mistico Mediterraneo, registrato con l'ensemble corale corso A Filetta, si ...
Continue Reading...Velkro: Don't Wait for the Revolution
by Vincenzo Roggero
In comune hanno un background profondamente radicato nel folklore della propria terra, poi poco altro. A cominciare dalla nazionalità -Bostjan Simon è sloveno, Stephan Meidell norvegese e Luis Candeias portoghese -proseguendo con gli interessi musicali che spaziano dall'hip hop al noise, dal rock alternativo all'elettronica e al jazz. La sfida di Velkro, questo il nome del trio, è quella di vedere l'effetto che fa quando diverse attitudini e variegati approcci stilistici si riuniscono sotto il segno dell'improvvisazione, ...
Continue Reading...Stefano Luigi Mangia: Cagexperience
by Alberto Bazzurro
Il trentatreenne leccese Stefano Luigi Mangia si è andato negli ultimi tempi affermando come una delle voci maschili più interessanti del panorama nazionale di ricerca. In questo lavoro monografico su John Cage, gli è prezioso sodale il corregionale Gianni Lenoci, che le note di copertina accreditano genericamente all'elettronica, mentre è tutto un florilegio di suoni e rumori vari quello che si dischiude in particolare nel brano più ampio del lotto, Four6" (mezz'ora, metà disco), vale a dire il primo dei ...
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