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Jane Ira Bloom: Wild Lines: Improvising Emily Dickinson

Neri Pollastri By

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La sopranista Jane Ira Bloom, da sempre autrice di una musica sofisticata e in ideale dialogo con altre arti, duetta qui con l'universo poetico di Emily Dickinson in due CD con un analogo programma di brani (sebbene eseguiti in ordine diverso tra loro), il primo solo strumentale, il secondo con la presenza della voce recitante di Deborah Rush a interpretare testi della ottocentesca poetessa statunitense.

Quanto la musica sia influenzata dalla poesia è difficile da valutare, anche in considerazione del fatto che ben sette dei quindici brani sono ripresi dal lavoro precedente della Bloom, Early Americans, realizzato con i medesimi partner —Mark Helias al contrabbasso e Bobby Previte alla batteria —ai quali qui si aggiunge il pianoforte di Dawn Clement.

Un'aggiunta considerevole, a dire il vero, perché modifica in modo assai rilevante il suono della formazione, attenuando la spigolosità dei fraseggi della Bloom e incrementandone invece l'introspettività —ad esempio in "Other Eyes" o "Say More." Eccellente il supporto della ritmica, con Previte —lui, spesso così potente —capace persino di usare il rullante in modo da creare attesa sospensiva ("Dangerous Time") e Helias, come il suo solito, misurato cardine ritmico pronto a uscir fuori con assoli affascinanti.

Nel secondo CD le atmosfere cambiano in realtà ben poco, tranne per il fatto che gli interventi vocali creano delle affascinati radure sognanti, pause attorniate dalla musica che si fa in genere da parte, per poi riprendersi la scena al venir meno della voce. Una scelta che alla fine lascia quasi la sensazione di una ridondanza da reiterazione, ma che ha il doppio significato da un lato di avvicinare più da presso le parole ispiratrici della Dickinson e la musica, dall'altro di presentare quest'ultima in una veste comunque diversa e dotata di una sua propria suggestione.

Su tutto domina la maestria della Bloom, oggi sessantatreenne, che non ha dedicato invano la sua intera carriera musicale al sax soprano: ne è infatti interprete magnifica per espressività, colore, varietà di toni, spesso grazie anche a sottili artifici tecnici (movimenti dello strumento, emissioni controllate, distorsioni). Un'unicità di voce e una capacità espressiva che qui, in un contesto più intimo di altri suoi lavori e con la presenza di uno strumento come il pianoforte che ne esalta le sfumature, si gusta a pieno.

Track Listing: CD 1:
Emily & Her Atoms; Alone & in a Circumstance; Other Eyes; Singing the Triangle; Mind Gray River; One Note from One Bird; Cornets of Paradise; A Star Not Far Enough; Hymn: You Wish You Had Eyes in Your Pages; Wild Lines; Say More; Bright Wednesday; Big Bill; It’s Easy to Remember.
CD 2 (music & poetry): Wild Lines; Emily & Her Atoms; Alone & in a Circumstance; One Note from One Bird; Dangerous Times; A Star Not Far Enough; Singing the Triangle; Mind Gray River; Cornets of Paradise; Other Eyes; Say More; Hymn: You Wish You Had Eyes in Your Pages; Bright Wednesday; Big Bill; It’s Easy to Remember.

Personnel: Jane Ira Bloom: soprano saxophone; Dawn Clement: piano; Mark Helias: bass; Bobby Previte: drums; Deborah Rush: voice.

Title: Wild Lines: Improvising Emily Dickinson | Year Released: 2017 | Record Label: Outline

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