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Bill Frisell: When You Wish Upon a Star

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Chi di Bill Frisell conosce le passioni non si stupirà per quest'album interamente dedicato alle musiche da film. La frequentazione del chitarrista, compositore e band leader di Baltimora con le musiche per il cinema è di lunga data. Numerose sono le colonne sonore da lui composte in un ventennio -si potrebbe partire dal lungometraggio La Scuola di Daniele Lucchetti del 1995, per arrivare al più recente documentario The Great Flood di Bill Morrison del 2013 passando per il film d'animazione del 1994 (Gary Larson's Tales), solo per citare alcuni titoli—così come decisamente autorevoli ed esteticamente rilevanti risultano le sonorizzazioni in presa diretta di celebri pellicole della storia del cinema (si pensi ai due dischi realizzati nel 1995 ispirati ad alcuni film di Buster Keaton).

When You Wish Upon A Star è una riflessione intimamente personale e un omaggio ad alcune prestigiose colonne sonore.
Un pensiero insieme lucido e appassionato guida le quindici tracce dell'album, nelle quali si celebra mirabilmente il dono della cantabilità.
L'approccio scelto da Frisell prevede una parziale reinvenzione dei brani originali -soprattutto dal punto di vista timbrico, dinamico, di orchestrazione e di ambientazione sonora -e produce una sensibile trasformazione del materiale originario. Man mano che le tracce scorrono prevale la sensazione che tutto ruoti inevitabilmente attorno alla melodia.
Una caratterizzante organizzazione delle voci strumentali -che si muovono intorno al tema in forma di contrappunto -determina effetti di suoni concentrici che producono una sostanziale ricchezza di sfumature, grazie anche al forte carattere che contraddistingue ogni voce strumentale. Il suono non s'inspessisce mai fino a diventare un muro -come sarebbe potuto accadere in "Psyco, Pt.1" -ma resta sempre fluido e leggero, leggibile in modo liquido nei suoi particolari.

L'improvvisazione intesa come solismo accompagnato è sì presente nei luoghi canonici e negli spazi lasciati liberi dalle linee tematiche -limitatamente comunque alla chitarra e solo in alcuni brani ("The Shadow of Your Smile," "Tales from the Far Star," solo per citarne alcuni) -ma non è mai invasiva, nè necessaria, è una semplice possibilità espressiva. Prevale casomai una visione d'insieme, in cui le voci di chitarra, viola (Eyvind Kang), voce, contrabbasso (Thomas Morgan) e batteria (Rudy Royston) -a volte seguendo parti obbligate, altre interagendo improvvisando in contrappunto -si conquistano un ruolo chiave nelle armonie corali dispiegando in forma misurata e piacevolmente leggera i brani.

All'ascoltatore che non ha chiuso i conti con la canzone farà sicuramente piacere immergersi nel liscio, accurato, freschissimo è mai pretenzioso canto di Petra Haden. In "You Only Live Twice," "The Shadow of Your Smile," "When You Wish Upon a Star," "Moon River" e "Happy Trails"—quest'ultimo, grazie alle parti vocali corali sovraincise, richiama lo stile tipicamente statunitense dei girl group -la figlia del grande contrabbassista Charlie Haden -accompagnata con garbo e passione—intona con elementare chiarezza e senza inutili fronzoli celebri standard del repertorio pop americano.
Le canzoni -tratte da film famosi degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta (se ne cita uno per tutti, Colazione da Tiffany) -sprigionano un umore sempre positivo e privo di ombre, infondono un senso di sognante serenità -che ben si concilia col mondo illusorio del cinema -e posseggono un carattere che rimanda ad un suono che affonda nel passato musicale americano, ma che pulsa e vibra decisamente nel presente.

Qui come altrove l'estetica friselliana celebra la contaminazione e la fusione dei generi. La miscellanea tra l'alto e il basso -tra il country western di "Bonanza" e il pregevole lirismo colto di Nino Rota del tema del "Padrino" ("The Godfather"), tra le epiche melodie di Ennio Morriccone di "Once Upon a Time in the West" e il mondo delle belle canzonette americane -crea un cortocircuito poetico niente affatto convenzionale, anzi ricco di spunti vagamente pop-jazz e volutamente "leggeri" e produce godibili atmosfere schiettamente melanconiche (che come è noto sono difficili da contraffare).

La grande maestria tecnica dei musicisti si mette al servizio di indimenticabili melodie celebrandone e valorizzandone la bellezza con semplicità e naturalezza, doti queste ultime che sono sicuramente appannaggio di personaggi di spessore, in grado da un lato di operare con disinvoltura uno scarto estetico rilevante rispetto alle correnti dominanti e dall'altro di indicare una via alternativa al conformismo musicale.

Track Listing

To Kill a Mockingbird, Pt. 1; To Kill a Mockingbird, Pt. 2; You Only Live Twice; Psycho, Pt. 1; Psycho, Pt. 1; The Shadow of Your Smile; Bonanza; Once Upon a Time In the West (theme); Once Upon a Time in the West (As a Judgement); Once Upon a Time in the West (Farewell to Cheyenne); When You Wish Upon a Star; Tales from the Far Side; Moon River; The Godfather; The Bad and the Beautiful; Happy Trails.

Personnel

Bill Frisell
guitar, electric

Bill Frisell: electric and acoustic guitar; Petra Haden: voice; Eyvind Kang: viola; Thomas Morgan: bass; Rudy Royston: drums, percussion.

Album information

Title: When You Wish Upon a Star | Year Released: 2016 | Record Label: Okeh


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