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Album Review

Amir ElSaffar River of Sound Orchestra: The Other Shore

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Amir ElSaffar River of Sound Orchestra: The Other Shore
Secondo disco per la Rivers of Sound Orchestra, ensemble creato nel 2015 da Amir ElSaffar con il preciso intento di esplorare in modo originale le culture musicali delle sue origini. ElSaffar è infatti nato negli Stati Uniti da madre statunitense e padre di origini irachene; avvicinatosi precocemente alla musica, ha coltivato quella jazzistica dalla discoteca paterna e quella classica dalle frequentazioni della madre; musicista dalle collaborazioni di altissimo livello—tra gli altri Cecil Taylor e Vijay Iyer—solo da adulto si è avvicinato alla musica araba, studiandone le forme e in particolare il maqam, con il suo sistema microtonale, che costituisce il nucleo della ricerca di questa sua formazione e, in particolare, di questo suo lavoro, che a differenza di Not Two, del 2017, nasce dopo un lungo lavoro dal vivo.

Rispetto al precedente album, questo The Other Shore dà infatti ancor più conto del nome della formazione: gli otto brani che compongono l'ora e venti di musica procedono infatti tutti come dei veri e propri "fiumi di suoni," entro i quali le diverse ispirazioni stilistiche e culturali si fondono senza forzature. Se il clima è generalmente arabo—a maggior ragione per il ruolo che vi svolge il leader, che spesso guida la musica con una sorta di gramelot vocale in arabo—si percepiscono però una tessitura di fondo e una disposizione dei suoni che rimandano all'orchestralità sinfonica classica, mentre il ripetuto emergere di assoli e duetti recupera il riferimento al jazz. Va inoltre sottolineato come l'approccio di ElSaffar e dell'ensemble tenda anche alla ricerca di un rapporto aperto ed equilibrato tra scrittura e improvvisazione, che qui, attraverso la fusione di stili diversi e grazie al fluido procedere della musica, si realizza in modi assai diversi da quelli cui siamo abituati.

Non meno interessante è seguire l'accostamento di suoni di strumenti così diversi come quali quelli messi all'opera dall'ensemble, con viole e violoncelli accanto a oud, buzuq e joza, sassofoni e oboi accanto ai nay, pianoforti e vibrafoni accanto al santur (suonato dallo stesso ElSaffar, che si produce in un assolo in "Concentric"), batterie accanto a mridagam e dumbek. Ma, anche qui, vale il principio guida assunto da Elfassar: "se si parte da un intrinseco senso di unità e interconnessione, con i musicisti che operano come individui e non come rappresentanti di una cultura, non c'è più bisogno di costruire ponti," perché la musica si struttura da sola.

Disco di altissimo livello, ma che—al contrario di quanto si potrebbe immaginare—richiede un'altissima attenzione e ascolti ripetuti, perché l'amalgama ch'esso produce è estremamente complesso e un ascolto superficiale potrebbe farlo sembrare un mero pastiche.

Personnel

Amir ElSaffar: trumpet; Jason Adasiewicz: vibraphone; Naseem Alatrash: cello; Fabrizio Cassol: saxophone, alto; Carlo De Rosa: bass; Dena ElSaffar: violin; John Escreet: piano; Ole Mathisen: saxophone, tenor; Tim Moore: drums; Miles Okazaki: guitar; JD Parran: saxophone; Mohamed Saleh: oboe; Rajna Swaminathan: percussion; Zafer Tawil: oud; Nasheet Waits: drums; George Ziadeh: oud.

Additional Instrumentation

Amir ElSaffar: santur, vocals; Tareq Abboushi: buzuq; Dena El Saffar, joza; Tim Moore, dumbek, naqqarat; Ole Mathisen: soprano saxophone; JD Parran: clarinet; Mohamed Saleh: English horn; Rajna Swaminathan,: mridangam; Zafer Tawil: nay.

Album information

Title: The Other Shore | Year Released: 2021 | Record Label: OutNote Records

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