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Kurt Rosenwinkel: The Next Step Band (Live at Smalls, 1996)

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Nel lontano 2001 la Verve pubblicò The Next Step, vale a dire il quarto album di Kurt Rosenwinkel in qualità di leader. Il disco del celebrato chitarrista di Filadelfia venne poi votato dalla rivista Jazz Times come "il disco jazz più importante e influente del XXI secolo," poiché, si legge "The Next Step ha mandato onde d'urto in una comunità musicale esigente e ossessionata dall'innovazione e ha definito un nuovo movimento e una nuova direzione per un'intera generazione di aspiranti musicisti."

In effetti, a cavallo del nuovo millennio il jazz, specialmente newyorkese, sembrava vivere un momento di stasi e sbandamento, alla ricerca del classico "qualcosa di nuovo" che ravvivasse la scena jazzistica tout-court. E il fuoco energetico di una formazione che annoverava alcuni fra i nomi che avrebbero poi fatto bella la scena jazzistica degli anni a venire (un quartetto con i "nuovi nomi" di Mark Turner al sax, Jeff Ballard e Ben Street alla ritmica) fece effettivamente furore. Negli anni precedenti la registrazione, il quartetto aveva scelto come propria "casa" lo Smalls Club del Greenwich Village di New York: Il fondatore del locale, Mitch Borden, ricorda: "La band di Kurt Rosenwinkel suonava con un fuoco così drammatico da consumare tutti i presenti." Quel periodo, quella formazione e quel disco sono citati spesso da Rosenwinkel come "il culmine di molte fasi della mia vita. Alcune di queste fasi sono iniziate molti anni prima e hanno finalmente trovato una soluzione in questo disco che rappresenta il passo successivo nella mia musica e nella mia vita."

La Penguin Guide to Jazz lo descrive come dotato di "una logica e una freddezza tristaniane: non c'è nulla da ascoltare se non il pensiero rigoroso e l'intensità; è astruso, ma del tutto coerente. Un disco straordinario per una casa discografica importante." Aggiungiamo anche l'importante voce critica di Nate Chinen che pochi anni dopo scrisse parole di profondo elogio: "con questo progetto Rosenwinkel ha compiuto una svolta personale, realizzando qualcosa che ha profondamente informato più di un'ondata successiva del mainstream moderno... il quartetto suona sia riflessivo e radioso. L'influenza del loro stile, fluttuante, luminoso e vigile, è stata così pervasiva negli ultimi anni che può essere facile dimenticare quanto fosse nuovo nel 2001."

Dunque, se oggi il chitarrista è riconosciuto come uno dei chitarristi più particolari e dotati che abbiano mai suonato questo strumento il merito va sicuramente a quei tempi, a quel disco e agli anni di concerti allo Smalls che Rosenwinkel frequentò assiduamente per un decennio e che servirono per arrivare alla celebre incisione.

Giusto, quindi, che Rosenwinkel e la sua Heartcore Records siano andati a ripescare una testimonianza datata 1996 e plasmata dal trascinamento e dalla connettività presenti nella vivace comunità jazzistica newyorkese degli anni Novanta aggiungendo anche la chicca di un Brad Mehldau ospite al piano nella cavalcata di quasi dodici minuti di "Zhivago."

Personalmente, non valuto la figura di Rosenwinkel quale essenziale e così straordinariamente importante nella storia del jazz ma che quel periodo e quel disco siano stati certamente rilevanti per tutto il movimento jazzistico americano di quel tempo è un fatto inconfutabile.

Pertanto, anche le celebrazioni sono importanti e dunque: chapeau!

Track Listing

A Shifting Design; Use of Light; Zhivago (feat. Brad Mehldau); Alpha Mega; A Life Unfolds; The Next Step.

Personnel

Additional Instrumentation

Kurt Rosenwinkel – Guitar, Piano on The Next Step Mark Turner – Tenor Saxophone Jeff Ballard – Drums Ben Street – Acoustic Bass Brad Mehldau – Piano on Zhivago

Album information

Title: The Next Step Band (Live at Smalls, 1996) | Year Released: 2024 | Record Label: Heartcore Records


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