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Jason Adasiewicz: Sun Rooms

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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C'era da aspettarselo un disco come Sun Rooms da Jason Adasiewicz. Dopo i lampi di classe balenati in Rolldown e Varmint, non serviva certo un Nostradamus per indovinare che il barbuto vibrafonista di Chicago avrebbe presto dato alle stampe la prova della maturità. Troppi gli indizi accumulati negli ultimi due-tre anni per potersi ingannare: la gloriosa militanza nel quintetto Sound Is e nell'Exploding Star Orchestra di Rob Mazurek, le comparsate al fianco di Josh Berman e Mike Reed, il moltiplicarsi delle collaborazioni e il crescendo inarrestabile dei consensi. Tutto lasciava presupporre che i tempi fossero maturi per la definitiva consacrazione.

Definitiva consacrazione che puntuale arriva su Delmark e coincide con una brusca sterzata: dal composito quintetto con tromba e sax dei due dischi a nome Rolldown, si passa alla formula decisamente più asciutta del vibrafono-trio, che per Adasiewicz significa totale esposizione. Anche perché i ruoli all'interno della band sono classicamente e rigidamente definiti, alla maniera di un piano-trio, con il contrabbasso di Nate McBride e la batteria di Mike Reed nelle vesti di "pura" sezione ritmica.

E qui sta il fascino un po' retrò di Sun Rooms, che guarda al passato e a maestri dimenticati come Red Norvo, Teddy Charles, Victor Feldman e Walt Dickerson. Ovviamente senza scimmiottamenti o nostalgie, mettendoci un pizzico di Bobby Hutcherson e tanto Chicago sound, quello dei giorni nostri, quello di Mazurek, Vandermark e tutta una nuova generazione di talenti cresciuti tra AACM, Sun Ra e post-rock.

L'iniziale "Get in There" vale più di mille parole, con quel tema dinoccolato e incalzante che fa tanto Windy City, esposto in apertura e in chiusura, tanto per ribadire le intenzioni obliquamente classicheggianti della band e di chi ha composto i brani in scaletta. Nel mezzo un saggio esauriente dello stile di Adasiewicz, innervato da una tensione ritmica costante, percussivo, gustosamente metallico, tagliente e schematico, sostenuto in maniera magistrale dal timing corrosivo della batteria e del contrabbasso. Più meditabonda la successiva "Life," mentre con "Stake" e "You Can't" si torna alle spigolature iniziali, trascinati dall'implacabile senso dello swing di Mike Reed. Chiudono il programma "Off My Back Jack" del leggendario pianista Hasaan Ibn Ali, scomparso nel nulla dopo aver inciso un solo disco in trio con Max Roach e Art Davis, la deliziosa "Overtones of China" di Sun Ra e l'elegantissima "Warm Valley" di Ellington, introdotta da un solo vellutato di McBride.

Caro vecchio vibrafono, benvenuto nel Terzo Millennio.


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Track Listing

1. Get in There (Adasiewicz) - 3:44; 2. Life (Adasiewicz) - 6:12; 3. Stake (Adasiewicz) - 4:43; 4. Rose Garden (Adasiewicz) - 6:28; 5. You Can't (Adasiewicz) - 5:55; 6. Off My Back Jack (Hasaan Ibn Ali) - 7:45; 7. Overtones of China (Sun Ra) - 4:59; 8. Warm Valley (Duke Ellington) - 5:52.

Personnel

Jason Adasiewicz
vibraphone

Jason Adasiewicz (vibrafono); Nate McBride (contrabbasso); Mike Reed (batteria).

Album information

Title: Sun Rooms | Year Released: 2011 | Record Label: Delmark Records


About Jason Adasiewicz

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