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Stuff Smith: Stuff Smith & Oscar Peterson

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Stuff Smith: Stuff Smith & Oscar Peterson
La storia del violino nel jazz è curiosa. Strumento centrale nell'esperienza afroamericana durante lo schiavismo, resta importante all'inizio del '900 nelle formazioni di ragtime orchestrale. Poi, con l'arrivo delle big band e la diffusione delle musiche di New Orleans, scompare soffocato da sezioni ritmiche e gruppi di fiati sempre più potenti. I pochi solisti di pregio sopravvissuti a questo cambiamento appaiono legati alle tradizioni europee classiche e folk, pensiamo a Joe Venuti e Stephane Grappelli. Stuff Smith è uno dei rari esempi (con Ray Nance) di applicazione al violino jazz dei linguaggi di matrice blues. Nel suo stile si respira l'atmosfera downhome del sud rurale, una vigorosa presa di possesso dello strumento che lo assimila alla voce delle piantagioni fra bending, moan, holler e quant'altro renda l'espressività afroamericana unica. A questo si deve sommare uno swing trascinante, inventiva melodica perfetta, grande capacità d'interazione con gli accompagnatori. Smith innesta nelle sue frasi tutto un repertorio di riff e background tratti dall'esperienza delle big band classiche, li usa per accompagnare i solisti e li inserisce negli assolo, dialogando con se stesso, come anni dopo e in altro ambito avrebbe fatto Jimi Hendrix.

Quest'incisione, prodotta nel 1957 da Norman Granz, lo vede in compagnia del trio di Oscar Peterson. Il risultato è un florilegio di swing, dinamismo e gusto per improvvisazioni che svolgono frasi su frasi senza mai perdere d'occhio la logica narrativa. Ray Brown e Alvin Stoller sono magistrali, Kessel ci regala assolo lucidi e bluesy, Peterson alterna i ruoli di accompagnatore e solista con la ben nota maestria.

Il repertorio è scelto con cura e costituisce un'occasione eccezionale per ammirare il meno celebrato dei grandi violinisti jazz, che seppe tradurre il linguaggio più "nero" su uno strumento condizionato da secoli di tradizione europea. Notevoli anche i quattro brani di sua composizione, due registrati col trio di Carl Perkins poche settimane prima.

Track Listing

01. Desert Sands (Stuff Smith) - 8:14; 02. Soft Winds (Fletcher Henderson) - 6:13; 03. Things Ain't What They Used to Be (M. Ellington; T. Parsons) - 6:21; 04. It Don't Mean a Thing (D. Ellington) - 4:29; 05. Time and Again (SS) - 7:04; 06. I Know That You Know (Youmans; Harbach; Caldwell) - 9:39; 07. In a Mellow Tone (DE) - 9:53; 08. Heat Wave (I. Berlin) - 729: 09. Body and Soul (Green; Heyman: Sour: Eyton); 10. Calypso (SS) - 5:31; 11. I Wrote MY Song (SS) - 3:19.

Personnel

Stuff Smith (violino); Oscar Peterson (pianoforte, brani da 01 a 09); Barney Kessel (chitarra, brani da 01 a 09); Ray Brown (contrabbasso, brani da 01 a 09); Alvin Stoller (batteria, brani da 01 a 09); Carl Perkins (pianoforte, brani 10 e 11); Red Callender (contrabbasso, brani 10 e 11); Oscar Bradley (batteria, brani 10 e 11).

Album information

Title: Stuff Smith & Oscar Peterson | Year Released: 2011 | Record Label: Spiegeltent

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