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Straight Ahead: il canto di protesta di Abbey Lincoln dal 1957 al 1961

Photo credit: Jac. de Nijs

Maurizio Zerbo By

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La lettura di un libro sull'Africa, l'intuizione del manager, e la frequentazione di artisti impegnati nella rivendicazione dei diritti civili determinarono il cambio di passo nello status artistico di Anna Maria Woolridge, tra il 1956 e il 1961. Cantante nei night club californiani con lo pseudonimo di Gaby Lee, era una artista di varietà quando decise di cambiare stile di vita e assumere il nome d'arte Abbey Lincoln (da Abraham Lincoln), come simbolo di una fiera identità afroamericana che aveva già ispirato la produzione artistica degli amici Oscar Brown Jr., Maria Angelou e del futuro marito Max Roach. Aveva già inciso un album di torch songs e partecipato come icona sexy al film "The Girl Can't Help It" che ne aveva immortalato l'ineffabile avvenenza, nell'indossare la medesima gonna di Marilyn Monroe in Gentleman Prefer Blondes (Gli uomini preferiscono le bionde) di Howard Hawks. La svolta definitiva arrivò dopo il tour promozionale del suo film, quando prese coscienza della triste realtà dei ghetti neri metropolitani e decise di dar loro voce attraverso nuove forme d'arte.

La lotta, l'azione, il jazz diventano per la vocalist di Chicago gli antidoti per riscattare l'invisibilità sociale degli afroamericani ben rappresentata nella suo dolente testo di protesta "Let Up" sulle quattordici misure del tema blues composto da Roach. I tre primi CD per la Riverside testimoniano questo simbolico rito di passaggio, un'evoluzione stilistica orientata verso il più genuino canto jazz intriso di consapevolezza civile e politica. Incisi tra il 1957 e il 1959, That's Him, It's Magic e Abbey Is Blue" celebrano il ruolo della donna afroamericana nella società statunitense, trasfigurando con il canto ciò che Angela Davis definiva nel suo libro Blues Legacies and the Black Feminism l'"espressione quotidiana della consapevolezza femminile."

Billie Holiday diviene il modello di riferimento di una espressività palpitante e ricca di pathos, intesa come sincera finestra nel mondo emotivo della Lincoln, che reinterpreta l'immaginario femminile in maniera nuova e anticonvenzionale. Abbandonando lo stereotipo jazzistico dell'amore foriero di sole angosce e delusioni, i testi di That's Him estendono questo canone verso una dimensione più realistica dei rapporti tra uomini e donne, che va a integrare le tradizionali tematiche dell'amore inquieto e dal finale tragico. "Brother Where are You," "Afro-Blue," "Let Up,""Long As You're Living" rimandano direttamente ad una nuova consapevolezza civile, per cantare l'orgoglio razziale, la marginalità e la frustrazione della comunità afroamericana.

La partecipazione ai capolavori di Max Roach We Insist! Freedom Now Suite, It's Time, Percussion Bittersweet segnano un nuovo approccio al canto come parte integrante della front line dei fiati. "Driva Man" e "Freedon Day" esemplificano il punto di arrivo di un percorso civile e politico che rammenta al mondo l'esperienza africana della schiavitù e le rivendicazioni per i diritti civili. Straight Ahead, il miglior disco della sua carriera artistica, diviene lo specchio di una percezione tutta afroamericana, per esprimere attraverso il blues e il free jazz la propria diversità razziale. La Lincoln pagherà in prima persona il dissenso contro l'establishment, riuscendo a incidere un altro album solo nel 1968, sette anni dopo il suo capolavoro per la Candid Record.

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