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Henry Grimes: Solo

Un solo di contrabbasso ininterrotto, che dura la lunghezza di due CD, merita di essere definito epico.

E' certamente epico il personaggio che ha realizzato quest'impresa. Henry Grimes, dopo un'intensa odissea musicale durata dieci anni, dal 1957 al '67, è scomparso dalla scena per più di sette lustri, tornando poi al suo contrabbasso con lo stesso vigore, come se nulla fosse accaduto [clicca qui per legger l'articolo sul suo 'ritrovamento'].

Entrato a ventun anni nel mondo del jazz dopo aver frequentato la Juilliard School, il contrabbassista aveva collaborato dal 1957 con buona parte dei grandi che allora calcavano la scena: da Benny Goodman a Gerry Mulligan e Lee Konitz, da Sonny Rollins a Thelonious Monk. Molto richiesto in sala d'incisione, ha registrato una miriade di dischi, mostrando un'incredibile versatilità e una classe superiore. La successiva stagione free lo ha visto protagonista, accanto a Cecil Taylor, Archie Shepp, Don Cherry e Steve Lacy. Nel '65 ha inciso il suo unico disco da leader, pubblicato dall'etichetta Esp: The Call, in trio con Perry Robinson e Tom Price. Quando si persero le sue tracce, si pensò addirittura alla sua morte.

Il ritorno di Grimes sulla scena, nel 2003, è favorito da un assistente sociale appassionato di jazz e dal contributo di William Parker, che prontamente gli regalò un contrabbasso. Durante il suo isolamento, Grimes aveva venduto il proprio strumento e non aveva avuto più contatti con la musica. Aspettava di avere qualcosa di significativo da dire, e nel frattempo si dedicava alla poesia e accettava i più disparati lavori per vivere.

Quando venne il momento, la vena artistica di Grimes ricominciò a sgorgare, generosa come una sorgente. I contatti con vecchi e nuovi colleghi lo hanno portato nuovamente in sala d'incisione, e in tour in tutto il mondo: Cecil Taylor, Andrew Cyrille, Rashied Ali, Fred Anderson, Dave Douglas, Bill Dixon, Marilyn Crispell rappresentano solo una piccola parte delle collaborazioni dopo il suo ritorno.

In questo disco Grimes affronta il lungo monologo con il piglio del narratore di razza: con suono poderoso, rotondo e plastico nel pizzicato, ricco e variegato con l'archetto, si getta in un flusso di coscienza dove l'aspetto ritmico è la prima caratteristica che spicca ben evidente.

Un passo swingante, elastico conduce su percorsi irregolari, rapsodici, sfaccettati. Emergono frammenti di temi conosciuti, subito risucchiati nel ribollire magmatico di storie fantastiche. Grimes controlla magistralmente il suono, esplora gli armonici con la sapienza di un pittore che pennella innumerevoli sfumature di tono. Piega il disegno melodico alle infinite variazioni del tatto e della sensibilità. Mantiene sempre vivo il senso drammatico del racconto. A tratti imbraccia il violino, strumento da lui studiato agli inizi, e traccia frecciate di luminosità.

Un ascolto non facile nella sua interezza, che però risucchia in un vortice la dimensione temporale, ed è valido anche a piccoli frammenti, colti casualmente, posando l'attenzione su incantevoli dettagli.

Personnel

Henry Grimes
bass, acoustic

Henry Grimes (contrabbasso, violino).

Album information

Title: Solo | Year Released: 2009 | Record Label: ILK Music


About Henry Grimes

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