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Pipeline 8: Prayer

Neri Pollastri By

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È strano, ma quando si pensa a Steve Lacy viene in mente soprattutto il suo sax soprano, con il suo incomparabile suono, e subito dopo il modo asciutto e ipnotico in cui interpretava, spesso in solitudine, il songbook del suo grande Maestro Thelonious Monk; solo a questo punto si ricorda che Lacy è stato anche un grande compositore: a modo suo, con una diagonalità forse persino più accentuata di quella dello stesso Monk, spesso a partire da temi che parevano buffe cantilene o sghembe costruzioni geometriche, ma le sue sono composizioni importanti e che hanno lasciato un segno nella storia del jazz, per quanto oggi sottostimate.

Ed è forse per questa sottovalutazione del Lacy compositore che non sono poi molti gli omaggi reputati alla sua musica e che quei pochi li dobbiamo a chi come lui -spesso seguendo le sue orme -si è dedicato al sax soprano.

Il lavoro che abbiamo davanti è una delle rare eccezioni: Giancarlo Nino Locatelli sceglie cinque composizioni di Lacy, ci aggiunge un'improvvisazione ("A Lacy Sunday") e una ispirata reinvenzione ("(Around Blinks) Trikles") e le fa interpretare da un ottetto, formazione non troppo diversa da quella alla quale Lacy fece suonare il brano eponimo -"Prayer," tratto da Anthem del 1989, originalmente realizzato da un nonetto. Solo che nei Pipeline 8 manca affatto il sax soprano (nel "Prayer" originale ce n'erano addirittura due, visto che lo usava anche Steve Potts): Locatelli vi suona infatti il clarinetto basso, affiancato da Sebi Tramontana al trombone e da Gabriele Mitelli alla pocket trumpet e al flicorno (strumenti, gli ultimi due, non molto presenti nelle formazioni di Lacy). Inoltre, c'è una sovrabbondanza di percussioni: oltre a Cristiano Calcagnile, all'occasione le suonano tutti i musicisti e questo a momenti si sente eccome. Un contesto timbrico nuovo, dunque, per la musica del Maestro.

Gli esiti sono interessantissimi, anche grazie ad arrangiamenti che non mancano di personalità. Si prenda per esempio l'avvio di "The Rent," brano ben noto ai cultori di Lacy: sul caratteristico ritornello geometrico—scandito anche da archi e percussioni—i fiati si "sganciano" a turno e agiscono da contrappunto free, introducendo una lunga improvvisazione magmatica, non molto lacyana e proprio per questo capace di dare al brano una veste diversa senza tuttavia snaturarlo.

Qualcosa di simile avviene nelle altre tracce, che vivono del deflagrante liberarsi delle singole voci, tutte—va detto e sottolineato—eccellenti nel suono e nell'espressività, nonostante non abbiamo molte possibilità di assolo, dato che gran parte della musica le vede operare in improvvisazioni collettive o comunque plurali. Tanto che è difficile riferirsi a una in particolare, anche se, per esempio, già ascoltando l'iniziale "I Don Not Believe" è possibile cogliere la valenza del contrabbasso di Andrea Grossi, che nella parte centrale trascina il brano (ma ascoltate anche il suo solo su "Joy"), e del pianoforte di Alberto Braida, che subito dopo screzia la scena con astratte pennellate della tastiera—cose che entrambi faranno per tutta la durata dell'album, all'interno del lavoro collettivo. Ma anche il violoncello di Luca Tilli e la chitarra di Gianmaria Aprile si fanno apprezzare sia nell'agire collettivo, sia con interventi timbrici nelle improvvisazioni libere.

Discorso a parte per i fiati, con il leader che spesso conduce le parti tematiche, Mitelli che è autore di alcune sue tipiche improvvisazioni quasi surreali e Tramontana, infine, che è forse la voce più espressivamente forte, attraversando il disco in modo prorompente. Menzione particolare per Calcagnile: in un lavoro nel quale le percussioni hanno un ruolo sorprendentemente marcato, è lui a costituirne la costante, fornendo quasi un'ossatura alla musica.

Regitrato dal vivo a Pisa Jazz, Prayer è un disco splendido, in sé e per il significato artistico che ha oggi riprendere in modo non pedissequo la musica di un musicista tra i più singolari che il jazz ci abbia offerto.

Album della settimana.

Track Listing: I Do Not Believe; Traces; Joy; Prayer; The Rent; A Lacy Sunday; (Around Blinks) Trikles.

Personnel: Giancarlo Nino Locatelli: bass clarinet, percussions; Gabriele Mitelli: pocket trumpet, alto flugelhorn, percussions; Sebastiano Tramontana: trombone, percussions; Alberto Braida: piano, percussions; Gianmaria Aprile: guitar, percussioni; Luca Tilli: cello, percussions; Andrea Grossi: bass, percussions; Cristiano Calcagnile: drums, percussions.

Title: Prayer | Year Released: 2018 | Record Label: We Insist! Records

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