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Stephen Haynes: Pomegranate

Neri Pollastri By

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Dedicato alla memoria di Bill Dixon, che gli fu maestro, questo disco di Stephen Haynes è un piccolo gioiello di nitidezza e coerenza, pur mettendo in scena una moderna musica free condotta da musicisti che certo non si sottraggono ad affrontare la complessità e magmaticità di questo genere.

Il lavoro, di circa un'ora, si articola su sei tracce tutte di una certa lunghezza -si varia dai sei minuti del brano di apertura ai ben diciassette di "Becoming" -e nelle quali i suoni si amalgamo interattivamente tra loro con grande libertà ma anche attraverso tracce drammaturgiche sempre perfettamente leggibili. Variabili le ispirazioni che improntano le atmosfere: etno-africane "Mangui fii reek" e "Crepuscolar," quest'ultima velata di blues, ispirata al Gamelan "Becoming," più libere e indeterminate le altre tracce, senza però far mai calare la tensione dialogico-narrativa. Asciutte e semplici nella loro apertura le strutture dei brani, tutte improntate a garantire la massima libertà ai musicisti.

Ed è probabilmente proprio grazie a questo che la cosa che sopra ogni altra colpisce di questo lavoro è il suono: nettissimo e vigoroso, mai intaccato dalla complessità degli intrecci e anzi rafforzato dalla potenza espressiva -volutamente non sempre "corretta" -dei suoi interpreti, tutti francamente strepitosi. A cominciare dal leader, impegnato alle sole cornette ma davvero esemplare nel trarne fuori, senza eccessi, una molteplicità di suoni espressivamente sorprendenti ed emotivamente coinvolgenti. Accanto a lui giganteggia William Parker, come suo solito spettacolare al contrabbasso -in "Mangui fii reek" e ""Crepuscolar" è il vero protagonista -ma qui impegnato con profitto anche al violino, al sintir e perfino allo shakuhachi. Fondamentali poi gli apporti di Ben alla tuba e di Joe Morris alla chitarra, mentre Warren Smith, oltre all'imprescindibile lavoro alla batteria, si fa sentire sul colore del suono in special modo quando interviene alla marimba, come in "Crepuscolar."

Disco ricchissimo, dall'impatto immediato come se fosse lirico e dall'inesauribile contenuto di suoni a cagione della continua creatività messa in atto, vetrina di grandi artisti in splendida forma, Pomegranate è un lavoro imperdibile per gli appassionati del genere, ma il cui ascolto è consigliabile anche a tutti coloro che possano ritenere il free troppo astratto e complicato.

Track Listing

Sillage; Mangui fii reek (I Am Still Here); Pomegranate; Becoming; Crepuscolar; Odysseus (Lashed to the Mast).

Personnel

Stephen Haynes: cornette; Joe Morris: chitarra; Ben Stapp: tuba; William Parker: contrabbasso, violino, sintir, shakuhachi basso; Warren Smith: batteria, percussioni, marimba.

Album information

Title: Pomegranate | Year Released: 2016 | Record Label: New Atlantis Records

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