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Joe Lovano & Dave Douglas Soundprints: Other Worlds

Vic Albani BY

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Joe Lovano & Dave Douglas Soundprints: Other Worlds
Stile e ricercatezza. La cifra di questo nuovo lavoro di due giganti del jazz contemporaneo quali Joe Lovano e Dave Douglas è tutta in questi due vocaboli.

Sound Prints (che richiama nel nome la ben celebre "Footprints" fermata dal signor Wayne Shorter) è il nome del quintetto titolare di questo progetto nato nel 2013 per Blue Note per festeggiare con un disco dal vivo l'ottantesimo compleanno del grandissimo sassofonista del New Jersey e per dare nuova linfa e progettualità alla geniale inventiva di Shorter che creò tanti anni fa una lungimirante "new way" di un jazz che cercava nuovi punti di riferimento e architetture.

Appoggiato ad una eccellente base ritmica multigenerazionale formata dalla bassista Linda May Han Oh, stella del jazz contemporaneo, da Joey Baron, vera pietra miliare del drumming "pensante" degli ultimi decenni e dal sorprendente Lawrence Fields, giovane pianista uscito dalla Berklee e scoperto da Lovano, il gruppo debuttò con un concerto subito definito storico dalla critica dell'epoca al festival di Monterey miscelando composizioni originali di Lovano e Douglas con brani di Shorter (in quella occasione, due inediti).

Dopo il citato Live e Scandal del 2018, Other Worlds è il terzo lavoro di un gruppo che usa il nome di Shorter quale guida e faro ma che ormai vive di luce propria sebbene, come dice Douglas presentando il disco per la sua attenta etichetta Greenleaf, "Wayne ci ispira a pensare al nostro posto nell'universo e non si può separare questo dalla musica." Si tratta del primo album il cui repertorio, tuttavia, non è Shorteriano—e forse anche il più convincente.

Per prepararsi alla registrazione del nuovo lavoro, il gruppo ha suonato per diverse serate al Village Vanguard newyorkese. Sempre Douglas: "Abbiamo suonato una scaletta diversa ogni sera, ogni set, perché l'ordine in cui suoni le cose ha una grande influenza su come si sviluppano. Così ogni sera, brani diversi si scontravano con altri brani. Abbiamo davvero capito la dinamica dell'intera cosa, e quando siamo arrivati in studio, sapevamo cosa fare."

"Il modo in cui io e Dave ci siamo relazionati," aggiunge Lovano, "il modo in cui suonavamo i temi e improvvisavamo insieme e ci scambiavamo le parti, è così poiché eravamo proprio lì, l'uno accanto all'altro; quindi, sentivamo quello che l'altro stava suonando. Le collaborazioni tra me, Dave e Joey hanno una lunga storia: sin dagli anni '70 con Joey (poi con Dave anche nei Masada di Zorn), e poi negli anni '80 con Dave."

Inutile star qui a sezionare ogni capitolo di questo rilucente lavoro. Il concetto che lo ha voluto è quello del dialogo e la reciprocità. In breve, ciò che è stato insegnato in tante pietre miliari di Shorter, capaci di illuminare strade mai facili e dove ogni componente comprendeva subito di essere parte di una cosa sola, quasi dimenticandosi del proprio ruolo individuale. Il contesto è ovviamente molto più libero del solito anche di quello proprio delle tradizionali geometrie di un quintetto. In parole più creative, è un semplice esempio della famosa chimica del jazz, ovverosia quella straordinaria attitudine che permette di immaginare una reazione e suonare lasciando che la stessa si sviluppi poi autonomamente.

Il titolo del lavoro dedicato agli "altri mondi" è mutuato dalla breve nota di copertina del disco di debutto della band nel 2013; un verso di Sir Alfred Lord Tennyson che recita, ..." come, my friends, / 'tis not too late to seek a newer world." E anche i vari titoli che il disco snocciola come "Space Exploration," "Shooting Stars" e "The Flight" di Lovano uniti in una "Other Worlds Suite," oltreché "Sky Miles" (sempre firmata dal sassofonista) catturano l'essenza di quell'idea. Lovano lo spiega in modo impeccabile in sede di presentazione del disco: "Il quintetto sta facendo un viaggio insieme, e quindi un titolo come Space Exploration riguarda anche la musica ed è relativo ad un certo modo di suonare insieme: non si tratta cioè soltanto di scrivere un tema e suonarci sopra, ma creare invece un flusso di idee."

La musica di Sound Prints—come quella della sua fonte di ispirazione, Shorter—è complessa e di non facile assimilazione specialmente per i neofiti. È lo sforzo richiesto per comprendere un modo di intendere il jazz che per certi versi è stato dimenticato dalle giovani generazioni.

Ma la decifrazione dell'intento, specialmente nel momento in cui si afferra l'immane forza dell'improvvisazione creativa, rende felice chi è stato capace di capire il panorama, comprendendo quanto sia straordinariamente bello il jazz. Se poi il panorama è disegnato da due autentici artisti quali Lovano e Douglas il risultato è quello dei due vocaboli citati all'inizio: stile e ricercatezza.

Album della settimana.

Track Listing

Space Exploration; Shooting Stars; Life On Earth; Manitou; Antiquity To Outer Space; The Flight; The Transcendentalists; Sky Miles; Pythagoras; Midnight March.

Personnel

Joe Lovano: saxophone; Dave Douglas: trumpet; Linda May Han Oh: bass; Lawrence Fields: piano; Joey Baron: drums.

Album information

Title: Other Worlds | Year Released: 2021 | Record Label: Greenleaf Music

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