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Nico Gori Quartet alla Sala del Rosso, Firenze

Nico Gori Quartet alla Sala del Rosso, Firenze
Neri Pollastri By

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Nico Gori Quartet
Firenze
Sala del Rosso
03.10.2014

Di scena per un concerto e una registrazione live presso la Sala del Rosso -locale privato dall'ottima acustica, creato nei sotterranei di una villa fiorentina-il quartetto che Nico Gori tiene in piedi ormai da diversi anni e nel quale si sono fatti le ossa gli una-volta-giovanissimi Alessandro Lanzoni, Gabriele Evangelista e Stefano Tamborrino, oggi realtà affermate della scena nazionale.

Il gruppo esprime una cifra curiosamente personale, da un lato proponendo un repertorio alquanto trasversale—brani originali di Gori, piuttosto lirici e dall'impianto mainstream, affiancati da composizioni di Wayne Shorter, Ornette Coleman, Mal Waldron—dall'altro presentando fecondi contrasti anche nelle stesse singole performances, grazie alle personalità diverse dei quattro musicisti.

Così, il concerto ha visto un avvio con un brano di modern jazz di Gori, "Ego," che ha esaltato soprattutto le sue doti al clarinetto, cui hanno fatto seguito prima "Armageddon" di Shorter, con una splendida introduzione in solitudine di Gori al soprano e una conduzione di cadenzata lentezza della melodia, poi un brano di Ornette, nel quale sono emerse le doti improvvisative di Lanzoni e della ritmica.

In seguito, però, il giovane pianista è passato al violoncello, dialogando con Gori al clarinetto basso e trasformando il concerto in un delicato intreccio cameristico, anche grazie alla sensibilità di Tamborrino alla batteria e al contributo di Evangelista all'archetto. Proprio i due archi hanno introdotto con una improvvisazione totalmente astratta -e bellissima-il brano finale del set, una suite di brani di Mal Waldron, a metà della quale Lanzoni è tornato al piano con Gori al clarinetto, e che si è conclusa in trio senza il leader ma con la batteria di uno strepitoso Tamburrino a svolgere il ruolo di voce principale. Insomma, qualcosa che l'inizio del set non avrebbe permesso di immaginare e che ha conferito al concerto un respiro ampio e spettacolare.

Stessi contrasti anche nel secondo set: avvio con "Joshua" di Miles, suonata al soprano con taglio coltraneano, seguita da due brani di Gori, uno lirico e l'altro più tradizionalmente swingante; ma poi imprevedibile cambio di scena con un brano, "Dexter," dolce e dolente, tutto condotto da Lanzoni al violoncello e che ha dato modo al giovane talento di mostrare il suo incredibile valore anche a questo strumento. Quindi, senza soluzione di continuità, un ardito duo basso batteria, un corposo e ben poco mainstream assolo di Evangelista, fino alla conclusione, di nuovo dal sapore coltraneano con Gori al soprano—strumento che egli non usa frequentemente ma del quale ha invece mostrato di essere perfettamente padrone.

Un concerto che ha convinto il numeroso pubblico e nel quale i contrasti erano valorizzati sino a farsi marchio di fabbrica, del quale attendiamo l'esito su disco che, come detto, vedrà la luce a breve.

Foto
Federico A. Cutuli [Per gentile concessione di Nico Gori]

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