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Antoine Berjeaut: Moving Cities

Moving Cities nasce dalla collaborazione tra il trombettista francese Antoine Berjeaut e il batterista e produttore chicagoano Makaya McCraven, entrambi esponenti di "rottura" e fra i più attivi delle proprie scene jazz di riferimento: Berjeaut ha portato una ventata d'aria fresca nel jazz di Francia grazie a una serie di progetti collettivi molto innovativi e a un ottimo disco d'esordio, quel Wasteland che, al contrario di quanto il titolo lasci presagire, è rigoglioso di ibridazioni fra modern jazz, hip-hop ed elettronica e di sperimentazioni intriganti quali ad esempio gli interventi di spoken word del poeta-performer Mike Ladd; McCraven è invece un veterano rispetto al collega parigino, ma pur suonando professionalmente a Chicago dal 2007, ha raggiunto il successo internazionale solo negli ultimi anni, per merito di un talento unico e di una spiccata visionarietà sonora costantemente votata alla generazione e alla condivisione di emozioni, come dimostrano i numerosi progetti collaborativi realizzati, i live recordings e, in particolare, il disco Universal Beings e alcune altre produzioni illuminate come Ism di Junius Paul.

Dal punto di vista concettuale, le "Moving Cities" non sono solo Chicago e Parigi, ma tutte quelle metropoli scosse dalla globalizzazione che, come il disco dimostra attraverso la musica, incide anche sui paesaggi sonori urbani e suburbani: le città non sono più agglomerati statici ma processi in continuo divenire, così come le identità e le culture che le attraversano in ogni istante. Un concetto che nel disco viene trasmesso musicalmente attraverso ritmi frenetici, scosse di rumorismi, cambi di tempo, sospensioni oniriche, alternanza fra luminosità acustica e oscurità elettronica e progressivo collasso di ogni possibilità di strutturazione melodica (emblematico da questo punto di vista è il passaggio dalla traccia d'apertura "Triple A," fondata su un groove drum&bass ben definito e dilatato a tratti dalle incursioni scintillanti ai fiati di Berjeaut e di Julien Lourau, alla penultima traccia "Out Seven," assordante collage di samples digitali e di beat elettronici confezionati dalla coppia Arnaud Roulin-Lorenzo Bianchi Hoesch e tenuti insieme dal duttile basso di Paul che riempie le stasi e fa da collante). Uno degli elementi che lascia certamente il segno è il flusso di sonorità post-wave generato dalle chitarre di Matt Gold e Guillaume Magne, che suonano come se avessero in mano degli strumenti percussivi con cui nutrire il già fitto intrigo sonoro intrecciato dalle conversazioni impossibili fra le correnti magnetiche spirate dalla tromba di Berjeaut e le pulsazioni rap-tribali scatenate dalla batteria di McCraven, solo apparentemente inconciliabili nel loro essere devoti l'uno alla sottrazione (Berjeaut) e l'altro al riempimento (McCraven): Berjeaut disperde le sonorità e apre spazi di improvvisazione che McCraven è abile a cogliere e plasmare dando voce anche agli altri strumenti. Ne conseguono brani come "Shadows," "The New Untitled (Potomac Avenue)" e "Twelwe Donkeys," viaggi nell'abisso che avvolgono in atmosfere care ai Weather Report di Mysterious Traveller, ai Cure di Pornography e al Flying Lotus di Until the Quiet Comes.

Siamo lontani anni luce dal suono puro e bello del jazz di stampo europeo così come dal minimalismo di Steve Reich e di Philip Glass. Quello che Berjeaut e McCraven dimostrano con Moving Cities è che il jazz contemporaneo non può che essere come le metropoli post-moderne in cui viviamo: instabile, trasformativo, profondamente meticciato.

Track Listing

Triple A; Shadows; JP's Beats; The New Untitled (Potomac Avenue); Twelve Donkeys; Down the Clipper; Lost and Found; Lourau's Loop; Sci-Fi; Outro; Out to Seven [Digital Bonus Track]; Diggin the White Room [Digital Bonus Track].

Personnel

Antoine Berjeaut: trumpet; Makaya McCraven: drums; Julien Lourau: saxophone; Arnaud Roulin: synthesiser; Lorenzo Bianchi Hoesch: live electronics, effects; Guillaume Magne: guitar; Matt Gold: guitar.

Album information

Title: Moving Cities | Year Released: 2019 | Record Label: I See Colors


About Antoine Berjeaut

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