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Max Johnson: In the West; Borderlands Trio: Asteroidea

Stefano Merighi By

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Max Johnson
In the West
Clean Feed Records

Un talento multiforme quello del bassista Max Johnson, in grado di spaziare dal rock al bluegrass, dal jazz d'avanguardia alla musica da camera. Tutte queste capacità mimetiche precipitano nel suo album In the West, disco che sembra contenere a fatica l'insieme di idee che traboccano dai suoi solchi. Già in "Ten Hands" una partenza "cinematica," pulsante, dove il contrabbasso insegue un beat da thriller misterioso, si sfrangia poi in un puzzle di variazioni, rallentandone il ritmo e inserendo nelle trame di piano e batteria la straniante chitarra steel di Susan Alcorn.

Il seguito dell'album si affida ad una indeterminatezza metrica che lascia spazio a improvvisazioni che privilegiano il frammento al periodare narrativo, l'ascolto reciproco a volte è felice, altre un po' opaco, in un'altalena di situazioni che disorienta e non fa riposare l'ascoltatore; in questo quadro sonoro il basso del leader è costantemente pulsante e presente, assecondato dalla levità delle percussioni di Mike Pride. Ambizioso è l'arrangiamento del brano di Morricone, ampiamente trasfigurato, con il leader che fa vibrare lo strumento con l'arco nella prima parte, fino alla melodia trasognata descritta dal piano di Kris Davis e alle successive evoluzioni di gruppo.

Borderlands Trio
Asteroidea
Intakt Records

Ed è proprio la pianista l'anello di congiunzione dei due dischi qui discussi. Una Kris Davis ormai pienamente riconosciuta come autorevole e affidabile, in grado di condizionare qualsiasi programma musicale cui partecipa, capace di padroneggiare la scrittura e l'arrangiamento, così come la variazione estemporanea, in grado di offrire inoltre un tocco pianistico non derivativo, di difficile collocazione.

Qualità che emergono in pieno nel formidabile Asteroidea del trio cooperativo Borderlands, completato da Stephan Crump al contrabbasso e Eric McPherson alla batteria. Un trio tra i più brillanti degli ultimi anni, che mette a fuoco diverse poetiche che stanno alla base di questa formula, ma che spinge a fondo sul pedale della iterazione ipnotica, specie nelle sequenze di piano preparato contenute nella lunga "Borderlands."

Un'esecuzione lucidissima, ricca di sfaccettature e intricati ricami, di groove coinvolgente affiancato da concettismi mai gratuiti. Il virtuosismo del tre solisti è vigile nell'evitare protagonismi individuali e nel plasmare invece una concezione collettiva di notevole potenza. L'ostinazione ritmica di "Flockwork" -che può richiamare certe ritualità delle orchestre gamelan—è assai originale nelle sue impercettibili variazioni di velocità e di articolazione.

Il resto del programma si muove in territori più astratti ma non perde mai la bussola del rigore e della passione espressiva. Vivamente consigliato.

Elenco dei brani e musicisti

In the West:

Brani: Ten Hands; Greenwood; Great Big Fat Person; Once Upon a Time in the West.

Musicisti: Susan Alcorn, pedal steel guitar; Kris Davis, piano; Max Johnson, contrabbasso; Mike Pride, batteria

Asteroidea:

Brani: Borderlands; Carnaval Hill; Flockwork; Ochre; Body Waves; From Polliwogs.

Musicisti: Stephan Crump, contrabbasso; Kris Davis, piano; Eric McPherson, batteria.
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