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Franco D'Andrea: Live
Particolarmente incisivo è il blocco di registrazioni effettuate per l'etichetta Philology dal 2002 al 2005, con Ares Tavolazzi al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria, dove D'Andrea scava nei crogioli inesauribili della Big Band Era, di Prez and Bix, di Bud and Lennie, delle Suite di Duke Ellington, distillandone interpretazioni pregnanti, personali, e proiettandone i bagliori nel futuro. Alcune cose di quelle registrazioni restano nella memoria, come l'ellingtoniano "Half the Fun," ripresentato dal pianista in tante versioni successive, in solo e con organici differenti, anche nel primo disco dell'attuale trio con Gabriele Evangelista e Roberto Gatto, Something Bluesy and More.
Questa seconda tappa discografica del trio è stata registrata in concerto al Torrione Jazz Club di Ferrara nel dicembre del 2024, quasi un anno dopo la prima incisione, effettuata in studio. In mezzo c'è stata una bella carrellata di concerti, tra l'altro alla Casa del Jazz di Roma e a JazzMi a Milano. Già nell'occasione del precedente CD avevamo notato l'alchimia particolare scaturita da questo incontro, il suono omogeneo, ricco di sfumature, molto personale che ne nasceva, la capacità di aderire al mondo complesso e articolato del pianista.
Nel caso di questo Live, ciò che balza subito all'attenzione è la consolidata familiarità, la leggerezza gioiosa che impregna tutto. Il programma parte allo stesso modo del CD precedente: la sequenza dei primi tre brani è "St. Louis Blues," "Caravan" e "Livery Stable Blues." Tante impronte di blues, protese nel futuro alla maniera del pianista. Poi, ecco arrivare una chiave importante, che mostra bene quale livello abbia raggiunto il polso palpitante del trio: è il quarto brano, "Sweet Georgia Brown." Anche qui c'è il confronto con il jazz delle origini, in un pezzo amato e più volte affrontato da D'Andrea. L'introduzione del pianoforte scandaglia lungamente un campo aperto, tocca varie tracce melodiche e aree tonali, abbozza schizzi ritmici liberi, che trascinano gli altri due strumenti nell'esplorazione. L'empatia dei tre musicisti corre su profili leggeri, la corrispondenza è rivolta in profondità alla reciproca intesa, al gioco. Insomma, si evidenzia e si valorizza la confidenza raggiunta dal trio.
Dopo buona metà dei nove minuti abbondanti della traccia, il pianoforte passa al motivo melodico e alla sequenza armonica di "Sweet Georgia Brown." Si completa il piccolo saggio di fusione tra libero flusso e ordito storico. Questo è tra gli esempi più chiari di un approccio che unisce libertà e struttura, semplicità e trame complesse, interpretando in modo esemplare e maturo un pensiero costante di D'Andrea. Ma tutto il concerto corre su questo felice intreccio di combinazioni. "Summertime" prende le mosse da un ostinato che anche in questo caso stimola una divagazione collettiva resa possibile solo dalla assoluta sintonia.
"Epistrophy" modella un altro episodio significativo, scavando nel mondo familiare di Thelonious Monk, con quel prodigioso motivo reiterato che dialoga col tema. "A Love Supreme" mostra una volta di più con quale convinzione la sintonia timbrica sia intrecciata dal contrabbasso di Evangelista e dalla batteria di Gatto, mentre la vivacità, il brio di "Norwegian Wood" e la trasparenza di "Lush Life," la leggerezza di "I've Found a New Baby" evidenziano questa fase di grazia gioiosa di D'Andrea.
Album della settimana.
Track Listing
CD 1:
St. Louis Blues; Caravan; Livery Stable Blues; Sweet Georgia Brown; Lush Life; I’ve Found a New Baby; Epistrophy.
CD 2:
Nine Bars; Doodlin’; Take the “A” Train; Summertime; A Love Supreme; Soft Winds; Autumn Leaves; Norwegian Wood; Tenderly.
Personnel
Album information
Title: Live | Year Released: 2025 | Record Label: Parco Della Musica
About Franco D'Andrea
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