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Tabula Rasa Ensemble: Kum!
Prima uscita discografica per l'ensemble d'improvvisazione Tabula Rasa, formazione (peraltro mutevole) diretta da Stefano Battaglia, con la quale il pianista sta da alcuni anni coronando, a Siena, quell'opera di sviluppo, diffusione e insegnamento dell'improvvisazione iniziata trent'anni fa con il suo Laboratorio Permanente di Ricerca Musicale.
Kum! non è il primo dei lavori messi a punto da Tabula Rasa, ma ha inaugurato l'etichetta Centripeta, che ne sta già facendo uscire altri di analoga ispirazione. Questo, ambizioso per riferimenti extramusicali e impegnativo per la sua complessità, era stato registrato subito dopo la sua prima rappresentazione dal vivo, avvenuta il 21 ottobre 2020 presso la Chiesa di S. Agostino di Siena, durante la "parentesi" della pandemia da COVID-19, ed era stato presentato anche come auspicio di una liberatoria fuoriuscita da quel drammatico periodo, poiché Kum termine di origine aramaica, poi ripreso da vari idiomi ha molteplici significati, tra i quali vita, resurrezione e tribù.
L'uscita raccoglie in cofanetto i tre CD, uno per ogni parte dell'opera, corredati da un libretto con un'introduzione di Battaglia, il programma di ciascun disco con l'indicazione dell'organico di ogni brano, i testi dei brani cantati e una serie di fotografie dell'esecuzione dal vivo.
Il primo disco, che riprende il titolo generale dell'opera, include quasi un'ora e dieci di musica suddivisa in nove brani, tre dei quali per sezioni ridotte. Significativamente quello che riprende di nuovo il titolo "Kum!," Il terzo, vede in scena il solo pianoforte di Battaglia, che poi duetta con il flauto di Stefano Agostini in "Stupor," al centro dell'opera, e con l'oboe di Christian Thoma e il violoncello di Sarvin Asa in "Dialogus." I brani a pieno organico alternano momenti collettivi nei quali si gioca sull'intensità, le variazioni dinamiche e il coinvolgimento dell'ascoltatore nelle potenti masse sonore ad altri nei quali svettano a turno i solisti la voce di Elsa Martin in "Canto Tibtis," le percussioni di Pierluigi Foschi e Nicholas Remondino in più passaggi, il sax soprano di Cosimo Fiaschi, la fisamonica di Paolo Forte fino ad alcuni in cui a farla da padrone è il contrasto timbrico tra le diverse voci. Musica dal gusto contemporaneo, che richiama ora compositori del tardo Novecento, ora l'improvvisazione più libera.
Il secondo disco, Qawm, riprende nel titolo una delle versioni arabe del termine, che rimanda all'idea di comunità, è diviso in sette parti per un'ora esatta di musica e ha un'ancora più ampia varietà d'atmosfere. Aperto da un brano in cui, accompagnate da pianoforte e percussioni, s'intrecciano le voci dei fiativi spiccano l'oboe e il sax soprano e proseguito liricamente dal brano eponimo, il disco s'impenna con il lunghissimo "Seyran," condotto da un cangiante tema orientale, prima introdotto dai singoli e poi proseguito in crescendo dall'intero ensemble. A seguire il meraviglioso "Extra nos," con una narrazione lirica reiterata dettata dall'oboe sull'eco del violoncello, mutata più volte. Cambio di scenario in "Egestas," brano di gusto propriamente jazzistico infatti vi si esalta Tobia Bondesan al sax contralto ma che nella parte finale muta completamente, con la Martin che canta in friulano una poesia di Pasolini. La cantante è ancora protagonista in "In Bethlehem," una ninna nanna yiddish, accompagnata da violoncello, piano e dal ney di Harris Lambrakis. Formidabile il conclusivo "Tribus," un potente tripudio magmatico di suoni nel quale dominano le percussioni alternate alla voce, sullo sfondo dell'arpa di Stefania Scapin.
Il terzo disco, Goum, prende il titolo dalla versione beduino-algerina del termine, anch'essa rinviante al concetto di comunità; anch'esso ricco di sonorità arabeggianti, dei tre è quello in cui la formazione si frammenta di più degli undici brani solo il secondo e il terzo sono a pieno organico. Per questa ragione i suoi cinquantacinque minuti di musica sono anche quelli in cui i solisti spiccano di più, a cominciare dal ney di Lambrakis, protagonista dell'iniziale "Daleth" e centrale in più brani, dal sax soprano di Fiaschi, particolarmente incisivo con gli armonici in "Kefar Nahum," e dalla voce della Martin, fondamentale in "Orationis" e "Isaah," ma decisamente folgorante in "Calamo Canto," brano dal gusto etnico nel quale spiccano anche la fisarmonica di Forte e la chitarra di Konstantin Gukov. Anche qui si fondono ovunque molteplici ispirazioni, arabe, mediorientali, eurocolte, jazzistiche, per dar vita a un affresco cosmopolita, affascinante e profondo.
Complessivamente Kum! è un'opera complessa, dalla fruizione impegnativa soprattutto per la lunghezza oltre tre ore di musica ma di straordinaria ricchezza e di una bellezza sconvolgente, che l'ascolto su disco (registrato in modo impeccabile da Artesuono di Stefano Amerio) permette di cogliere in tutte le sue sfumature.
Track Listing
Kum!: Elevatio; Temetis; Kum!; Lytos; Stupor; Litore; Dialogus; Canto Tibtis; Lucem. Qawm: Adunanza; Qawm; Seyran; Extra Nos; Egestas; In Bethlehem; Tribus. Goum: Daleth; Goum; Secretum; Kefar Nahum; Calamo Canto; Kumi; Isaah; In Bethlehem; Yair; Concilium.
Personnel
Stefano Battaglia
pianoHarris Lambrakis
fluteElsa Martin
vocalsStefano Agostini
fluteChristian Thoma
oboeCosimo Fiaschi
saxophone, sopranoTobia Bondesan
saxophone, altoSarvin Asa
celloStefania Scapin
harpKonstantin Gukov
guitarPaolo Forte
accordionPierluigi Foschi
percussionNicholas Remondino
drumsAdditional Instrumentation
Harris Lambrakis: ney, voce; Christian Thoma: corno inglese, clarinetto basso; Stefania Scapin: voce; Nicholas Remondino: percussioni.
Album information
Title: Kum! | Year Released: 2025 | Record Label: Centripeta
About Stefano Battaglia
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