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Joe Louis Walker - Live in Istanbul

Angelo Leonardi By

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Joe Louis Walker
Live in Istanbul
MVD Visual
Valutazione: * * *
2015

Un Joe Louis Walker energico e pimpante, più giovane di vent'anni (oggi ne ha 67), è il protagonista di questo DVD ripreso a Istanbul in uno dei periodi più felici della sua carriera.
Tra i protagonisti attuali del blues, Walker ha iniziato a incidere con ritardo, quand'era ormai trentacinquenne. Il motivo è noto: dopo le esperienze giovanili svolte collaborando trasversalmente con i maestri afro-americani (John Lee Hooker, Otis Rush, Willie Dixon) e i protagonisti bianchi del rock-blues come Charlie Musselwhite, Nick Lowe, Steve Miller e Mike Bloomfield, JLW passò un lungo periodo lontano dal palcoscenico. Il trauma che seguì la morte del suo amico Mike Bloomfield lo portò per qualche anno dal mondo del blues a quello del gospel. Il ritorno alla "casa madre" fu ufficializzato dal primo album da leader Cold Is the Night (HighTone 1986).

Nella metà degli anni novanta l'attività professionale di Walker fu davvero frenetica: decine di festival in tutto il mondo, numerose apparizioni televisive e inizio della collaborazione con Steve Cropper per tre nuovi album. Il tutto traspare nella musica di questo video, purtroppo un po' sgranato nelle immagini ma dall'ottimo audio.
Il repertorio del concerto è costituito soprattutto da brani serrati, nel consueto connubio con atmosfere del R&B anni sessanta, un po' di funk e molto rock storico: il brano d'apertura "Can't Get You Out of My Mind" è un bel concentrato di tutto questo anche se pare coinvolgere solo la piccola parte del pubblico che si accalca sotto il palco. Nella Turchia di quegli anni il blues sembrava essere ancora una novità.

Joe Louis Walker interpreta i temi con passione, accompagnato da un efficace quartetto caratterizzato da ricca spinta ritmica ed efficaci tessiture armoniche. Tra gli altri titoli ricordiamo "You Got to Lose" e "I Didn't Know," contenenti lunghi (e un po' plateali) interventi del leader alla chitarra sui modelli del rock inglese d'annata, il solo di chitarra in "Bluesifyin," il torrido delta blues "Funkin Blues."
Dopo una lunga e noiosa carrellata di interventi individuali il concerto si riscatta con la vivace parentesi rock & roll di "Play'em Where They Lay" e due impetuosi bis finali.

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