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Stephan Micus: Inland Sea

Giunto al suo ventiduesimo titolo per la ECM (che ha pubblicato la quasi totalità della sua discografia), a due anni di distanza dal precedente Nomad Songs, il polistrumentista tedesco Stephan Micus prosegue a tappe regolari il suo viaggio attraverso una geografia musicale immaginaria ma concreta, espressione di una world music senza indicazione di tempo e di luogo. Per chi non ha ancora avuto la ventura di incontrare questo straordinario e unico musicista, diremo che i suoi lavori sfuggono a qualsiasi tentativo di catalogazione. Realizzati quasi sempre in solitudine, sovrapponendo su svariate tracce gli strumenti etnici appartenenti alla sua sterminata collezione, raccolta nel corso di tanti anni di viaggi e studio in tutto il mondo, tutti recano la particolare impronta di una musica veramente globale a forte matrice mistica e spirituale. Gli strumenti etnici sottratti alla loro cultura di origine vengono impiegati per la produzione dei suoni non più legati alla zona geografica di appartenenza. L'approccio di Micus non è quello rigoroso di un etnomusicologo, e anche la tecnica strumentale utilizzata è spesso tutt'altro che ortodossa, ricorrendo a qualunque mezzo a disposizione, percuotendo le corde, pizzicandole o strofinandole con l'archetto, per ottenere il suono desiderato. Ogni suo disco è una tappa di un lungo viaggio senza fine attraverso una geografia dello spirito, spesso incentrato su uno o più strumenti caratteristici da lui acquisiti più o meno recentemente.

Per questo nuovo Inland Sea, gli strumenti principali (che compaiono entrambi qui per la prima volta) sono balanzikom (sorta di liuto a 7 corde di nylon proveniente da una valle del Tajikistan) e nyckelharpa (strumento tradizionale svedese suonato con l'archetto, simile alla ghironda o hurdy-gurdy), già presenti insieme nel brano che apre il disco e in molti dei brani successivi in varie combinazioni anche con altri degli strumenti comunemente utilizzati da Micus come il flauto giapponese shakuhachi, vari tipi di cetra, e le chitarre acustiche, oltre alla voce che si appoggia a un linguaggio inventato.

Ancora una volta Micus ci invita ad accompagnarlo in un viaggio affascinante, alla scoperta di noi stessi e delle nostre radici più profonde attraverso i suoni. A noi non resta altro che lasciarci trasportare dalla sua musica, un'esperienza che chiunque dovrebbe fare almeno una volta.

Track Listing

Haze; Sowing Wind; Dawn; Flor del Sur; Reaping Storm; Dancing Clouds; Virgen de la Mar; For Shirin and Koshru; Dusk; Nuria.

Personnel

Stephan Micus
guitar, 12-string

Stephan Micus: nyckelharpa, voice, shakuhachi, balanzikom, genbri, guitars, zithers.

Album information

Title: Inland Sea | Year Released: 2017 | Record Label: ECM Records


About Stephan Micus

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