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Meredith Monk: Impermanence
La voce, o meglio la sua voce, è stata la cifra espressiva di un corpo sempre e costantemente teso a percepire prima e rappresentare poi il mondo circostante. La voce è dunque nel tempo diventata strumento e corpo assieme, messa in scena in forme diverse: urlata, replicata, ripetuta, ma anche sdrammatizzata al punto tale da essere mostrata nei suoi stessi minimi e minali(sti) termini.
Impermance è in quest'ottica un lavoro assai rappresentativo di Meredith Monk. C'è in esso la totalità delle espressioni raggiunte dalla sua voce (negli alti, nei bassi, nei sussurrati, nei soffocati, nei mormorati, nei parlati, nei melodici, nei ripetuti) che si racconta attorno al tema dell'imperamance (instabilità, temporaneità). Sedici tracce per voce e voci (Vocal Ensemble) e un ensemble composto dai multistrumentisti Allison Sniffin (piano, violino), John Hollenbeck (percussioni) e Bohdan Hilash (fiati). Dopo anni di composizioni per solo voce, si disvela dunque una dimensione sonora per la Monk (quasi) inedita, nella quale davvero dimostra grande spontaneità e vivacità.
Infatti: "Sforzo impossibile" quello di comporre sull'imperamance, scrive la stessa nelle note del libretto; e poi "questo lavoro è più cromatico e dissonante di qualsiasi altra cosa io abbia scritto". Fa bene a mettere l'ascoltatore in guardia. Ma da cosa?
Impermanece è bello e funziona appunto perché è cromatico, dissonante, instabile, sfuggente. Curiosamente è la voce della Monk a sfuggire non al suono, non a se stessa, ma all'ensemble di voci e strumenti che la accompagnano. John Hollenbeck (percussioni) e Allison Sniffin (piano soprattutto) sono la quintessenza di questo processo di dissolvimento e di perdita di densità sonora. Ma qualcosa ritorna sempre, come in un gioco di specchi e d'ombre, come le danze ("Particular Dance") e le melodie che tutti magicamente interpretano. Forse, come nelle varie tracce "Maybe" una certa indeterminatezza sonora di fondo...
Un aspetto più intimo e intimista pervade tutto il lavoro. Pensieri ai morti, alla morte, all'assenza... Una traccia totemica "Totentanz" non è forse un accidente.
Consiglio a chi ama la Monk di non fermarsi al solo ascolto di questo lavoro, ma di gustarsi anche la sua rappresentazione multimediale.
Track Listing
01. Last Song; 02. Maybe 1; 03. Little Breath; 04. Liminal; 05. Disequilibrium; 06. Particular Dance; 07. Between Song; 08. Passage; 09. Maybe 2.; 10. Skeleton Lines; 11. Slow Dissolve; 12. Totentanz; 13. p 1; 14. Rocking; 15. Sweep 2; 16. Mieke’s Melody.
Personnel
Meredith Monk
vocalsMeredith Monk and Vocal Ensemble Theo Bleckmann, Ellen Fisher, Katie Geissinger, Ching Gonzalez, Meredith Monk, Allison Sniffin, Sasha Bogdanowitsch, Silvie Jensen (voci); Allison Sniffin (piano, violino); John Hollenbeck (percussioni); Bohdan Hilash (fiati).
Album information
Title: Impermanence | Year Released: 2009 | Record Label: ECM Records
About Meredith Monk
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