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Gerlando Gatto - L'altra metà del jazz

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L'altra metà del jazz
Gerlando Gatto
255 pagine
ISBN: 978-88-97705-81-9
Kappa Vu, Udine
2018

Circa un anno dopo il suo Gente di Jazz (clicca qui per leggerne la recensione) Gerlando Gatto torna a pubblicare un nuovo libro di interviste. La novità—come annuncia il titolo parafrastico—sta nel tipo di protagonisti delle interviste: L'altra metà del jazz sono infatti le interpreti femminili di questa musica, quelle "voci di donne nella musica jazz"—come recita il sottotitolo—spesso trascurate in misura perfino maggiore rispetto a quanto già non avvenga in altri ambiti della società e ciononostante—come ben mostra l'ampiezza del libro—tutt'altro che marginali sia numericamente, sia qualitativamente.

Altra cosa che differenzia il presente lavoro dal suo antecedente è che le interviste siano state in larga misura realizzate appositamente per questa raccolta, quindi quasi tutte piuttosto recenti. Con qualche eccezione, talvolta eccellente—l'intervista a Tiziana Ghiglioni unisce un'intervista del 1990 con una del 2013, così da integrare momenti diversi della sua vita, mentre quella a Karin Krog è del 1991—talvolta anche dolorosa—come nel caso di due artiste oggi scomparse, la cantante norvegese Radka Toneff, suicidatasi nel 1982, e la pianista catanese Dora Musumeci, brillante pioniera del nostro jazz investita da un ignoto pirata della strada nel 2004.

Tra le ben trenta artiste intervistate—delle quali undici sono straniere—troviamo figure di primo piano accanto ad altre meno conosciute, scelta che permette da un lato di vedere più da vicino musiciste delle quali già si apprezza la produzione, dall'altro di venire a conoscenza di artiste ignote ai più. Per tutte, comunque, le interviste toccano tanto il versante artistico, quanto quello personale, per provare a comprendere in che modo le donne vivano un mondo popolato perlopiù di uomini e anche in come questi ultimi si relazionino con loro. Da questo punto di vista, la buona notizia è il fatto che le intervistate alle quali venga richiesto (non tutte, ma molte) se si siano imbattute in più o meno pressanti "richieste indecenti," rispondono nella quasi totalità negativamente e anche le poche che non lo fanno affermano di essersi liberate con un semplice diniego. Ma ovviamente l'esplorazione fatta da Gatto del rapporto tra femminilità e attività artistica in ambito jazz non si limita a questo e tocca molteplici temi, intrecciandosi con quelli relativi all'attività artistica.

Anche la selezione delle artiste è piuttosto varia sia per tipo di interpretazione, sia per genere: molte, ovviamente, le cantanti, da Dee Dee Bridgewater a Youn Sun Nah, passando per Karin Krog, Sarah Jane Morris e molte delle migliori voci nostrane; diverse le pianiste, con Myra Melford, Irene Schweizer, e Hiromi Uehara, senza dimenticare Rita Marcotulli e appunto la Musumeci; ma non mancano giovani sassofoniste come Giulia Barba, contrabbassiste come Silvia Bolognesi, fino all'arpista Marcella Carboni.

Lo spessore delle singole interviste dipende ovviamente dall'interlocutrice. A nostro personalissimo giudizio sono sembrate particolarmente interessanti quelle della Melford e della Schweizer, mentre tra le italiane quelle di Petra Magoni e Ada Montellanico. Una nota particolare meritano tuttavia le interviste a Enrica Bacchia, vocalist dallo straordinario percorso di ricerca, e a Donatella Luttazzi, figlia di Lelio, per lo spessore umano che vi traspare. Ma, con pochissime eccezioni, tutte le interviste sono interessanti, vuoi per quanto le artiste hanno da comunicare, vuoi per il garbo con cui sono realizzate.

Un bel libro, che Gatto confessa di aver messo in cantiere dopo alcune critiche ricevute per l'assenza di figure femminili nel suo lavoro precedente. In effetti, da questo punto di vista si tratta di un libro che si può a buon diritto definire necessario.

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