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Floratone: Floratone II

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Il secondo capitolo del progetto Floratone, giunto a cinque anni di distanza dal precedente, ne conferma le linee generali, a cominciare dal processo di realizzazione che rappresenta tuttora la sua caratteristica principale. Anche qui il punto di partenza è costituito da una sessione di registrazione in studio che ha visto protagonisti Bill Frisell e il batterista Matt Chamberlain improvvisare spontaneamente in duo, senza niente di predeterminato. I nastri contenenti le diverse ore di musica che ne sono usciti sono stati successivamente trasferiti ai due produttori Lee Townsend (da lungo tempo collaboratore di Frisell) e Tucker Martine, che attraverso un lungo e paziente lavoro di cernita ne hanno inizialmente isolato vari frammenti, poi rimontati ed elaborati fino a formare la struttura di base per una serie di brani che sono stati dapprima fissati con una linea di basso (qui dovuta a Matt Elizondo, che ha preso il posto occupato da Victor Krauss nel primo capitolo) e infine completati con l'aggiunta di ulteriori tracce realizzate dagli stessi Frisell e Chamberlain con l'aiuto di alcuni collaboratori di lunga data come Ron Miles e Eyvind Kang. Il tutto lungo un arco di tempo di oltre due anni dal momento della sessione di partenza.

Il risultato finale è un prodotto chiaramente di studio, praticamente impossibile da riprodurre dal vivo, che tuttavia riesce nel non facile compito di preservare lo spirito di spontaneità delle sessioni originali integrandolo nella struttura derivante da un processo compositivo realizzato a posteriori, in una maniera un tantino artificiale e decisamente poco convenzionale. Il procedimento non è propriamente una novità (un certo Teo Macero lo utilizzava per creare capolavori già diverse decine di anni fa, e nel campo del pop gente come Brian Eno e Daniel Lanois ha contribuito pesantemente a ridefinire ed estendere il ruolo del produttore), ma i continui aggiornamenti della tecnologia digitale impiegata in studio aumentano il numero di possibilità a disposizione dei manipolatori di suoni.

Una novità è comunque sicuramente data dal riconoscimento ufficiale del ruolo svolto dal produttore (due in questo caso), cui viene dato credito creativo alla pari dei musicisti; i membri del progetto Floratone (difficile parlare di un gruppo in questo caso) elencati sulla copertina del CD sono infatti Frisell, Chamberlain, Townsend e Martine, tutti in qualche modo responsabili del lavoro conclusivo, che in questo secondo episodio appare arricchito da una sorta di maggiore consapevolezza rispetto al primo, pur ripercorrendone tutta la genesi nelle stesse fasi. La musica sembra più ponderata nelle parti aggiuntive, gli ospiti (Kang e Miles) azzardano qualche intervento diverso dalle semplici frasi di abbellimento, e i ritocchi finali sono più mirati. Tutti i brani, pur nella loro inevitabile brevità e frammentarietà, portano il marchio inconfondibile di Frisell e della sua ricerca sonora che parte dalle radici della musica popolare americana. Chamberlain contribuisce con i suoi ritmi dal sapore di un pop/rock moderno (ricordiamo che il batterista è molto attivo come session-man e accompagnatore per moltissimi nomi della scena rock contemporanea). La combinazione tra i due funziona, e gli interventi della coppia Townsend/Martine cementano questa curiosa alchimia in maniera perfetta, producendo una serie di brani ciascuno dotato di una propria identità, tutti irresistibilmente coinvolgenti nella loro immediatezza, capaci di rivelare sempre nuove sorprese ad ogni ascolto.

Il merito maggiore della proposta è forse proprio quello di aver saputo amalgamare i tanti spunti e stimoli forniti da tutti i quattro partecipanti principali in un insieme coerente e omogeneo, difficilmente definibile, facente parte a tutti gli effetti dei progetti più ortodossi di Frisell, con i quali presenta diversi punti in comune (a cominciare dai collaboratori musicali), ma da cui risulta anche chiaramente distinto nella sua originalità.

Personnel

Bill Frisell
guitar, electric

Album information

Title: Floratone II | Year Released: 2012 | Record Label: Savoy Jazz


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