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Dave Stapleton: Flight
Ambizioso e con un backgound "classico" quanto basta, Stapleton dà alle stampe per la Edition Records un importante Flight, che sulla carta potrebbe rappresentare una sorta di ipotetico volo sui territori del new jazz contemporaneo, vagamente in odor di ECM e ricco di melodia "continentale" anche e non solo perché nella line-up del disco appaiono i nomi di alcuni musicisti del nord europeo (vedi il possente sassofonista danese Marius Neset, il drummer finnico Olavi Louhivuori e il primo violino polacco David Brodowski). Profumi di Satie o del Dvorak più cameristico ammantano la soavità di quasi tutti i brani; forse effetto collaterale dell'incontro fra strutture jazzistiche e quelle legate a filo doppio con la musica "seria" qui direttamente veicolata da un corretto Brodowski String Quartet.
L'ottavo lavoro discografico del pianista inglese ha dunque le caratteristiche del disco che rischia doppiamente poiché di tanta bellezza si può anche capitolare. Preziose dissonanze, tuttavia, intervengono a mitigare i rischi troppo esposti. È del resto risaputo che molti mix Jazz/Classica mostrano la corda, nonostante l'eleganza stilistica ed è dunque dall'architettura che potrebbe dunque arrivare la salvezza.
Flight, da questo punto di vista, resta un episodio forse irrisolto. Stapleton è sicuramente un pianista "multi-tasking," capace di elaborare arrangiamenti abili, per certi versi anche in grado di spostare frequentemente le trame del tessuto musicale proposto, senza però riuscire a toccare vertici che sulla carta sembrano raggiungibili.
Comunque, queste considerazioni si applicano solo al disco in esame. Stapleton lo preferiamo con l'energetico quintetto che porta il suo nome. È dunque anche corretto valutare questo lavoro quasi come una "voglia di bellezza" e una riflessione - comunque corretta - sulle potenzialità evocative dell'arte musicale, una sorta di "slancio ECM" del nostro. Dalla sua, una sorta di empatica ispirazione che rimanda in quest'avventura a nomi quali Gavin Bryars o Arvo Pärt, ma manca un pizzico di originalità creativa.
Alla fine dei settantacinque minuti di Flight, tuttavia, il brano "North Wind" fa raggiungere al disco il perfetto equilibrio di suono che potrebbe mettere a tacere l'indeciso amante di queste tipologie musicali e che potrebbe dunque stappare senza problemi una bottiglia in nome dell'impressionismo.
Se state cercando "un buon album contemplativo" lo avete trovato, ma non siate sorpresi se poi, alla fine, vi restasse in bocca un vago sapore di melassa.
Track Listing
Dave Stapleton: Pianoforte; Marius Neset: Sax Tenore; Dave Kane: Contrabbasso; Olavi Lauhivori: Batteria. Brodowski String Quartet: David Brodowski: Primo Violino; Catrin Win Morgan: Secondo Violino; Felix Tanner: Viola; Renoud Ford: Violoncello.
Personnel
1. Before; 2. Polaroid; 3. Flight; 4. Henryk Part 1; 5. Henryk Part 2; 6. Unity; 7. OTS; 8. Whisper; 9. Running East; 10. North Wind.
Album information
Title: Flight | Year Released: 2012 | Record Label: Hollywood & Highland Summer Jazz Concert Series
About Flight
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