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Martin Tingvall: En ny dag

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Svedese quanto basta. Trasferito anche lui come molti connazionali in Germania da diversi anni. Titolare di un buon trio che da alcuni anni molti critici ritengono uno dei più godibili a livello "nordico". Pianista sicuramente discreto, convinto e attento. En ny dag (Un nuovo giorno) è il suo primo lavoro solistico.

Melanconico, invernale. Agli ombrosi e ai solitari una volta a Natale si regalavano Grieg o Chopin. Non che Tingvall sia un'alternativa ma può essere un'idea. Cinquanta minuti. Quattordici brani. Martin Tingvall dipinge piccole miniature temporali con i dovuti rimandi al mondo e al modo di degni predecessori. Un lavoro sereno e sicuramente sensibile che non muove più di tanto chi deciderà di ascoltarlo seduto sulla poltrona aspettando che, fuori, l'inverno passi. Assolutamente convincente per coloro i quali hanno bisogno di tanta armonia nel freddo inverno mentre fuori fiocca. Assolutamente improbabile per coloro i quali chiedono "altro" calore.

Impercettibilmente in equilibrio fra una sorta di nuovo classicismo e vaghi rimandi new-age tanto di moda sino a qualche anno fa, la musica del pianista svedese interessa ma non cattura più di tanto. Esplorazioni sonore assolutamente personali ma anche un tantino ambigue che, se da una parte aprono alla conoscenza dell'altra sua natura artistica rispetto a quella già nota della figurazione nel trio che l'ha lanciato e fatto conoscere per la freschezza e gli incastri ritmici intelligenti, dall'altra lo trovano piuttosto scontato nel puro ambito espressivo.

Tranquillo e comunque efficace, il filo narrativo delle varie scene musicali proposte da questo lavoro esprime il positivo "sense of music" del suo autore, cercando di dividere emozioni con l'ovvia sensibilità d'ascolto del loro utilizzatore condotto nella solitaria natura nordica, ovvia parte spirituale del gioco. Una sorta di "film game" che gioca su chiari riflessi emotivi e (vedi il buon racconto di un black out a Harare del brano numero otto) su altre e diverse sensazioni più ritmiche.

Bene. Quando sei dotato di tecnica, hai voglia di esplorare, melodia, riflessione e tocco sono dalla tua parte, hai a memoria mezzo libro sacro di musica popolare del tuo paese e conosci la storia del tuo magico strumento, puoi sicuramente inventarti un lavoro come questo. Tante volte potresti però rischiare un pelo di più Martino... verrebbe da dire come la mamma. Ma alla fine si può anche comprendere che questa non è becera new age di un disco dedicato ai colori dell'autunno. Forse solo una piccola, scandinava, fiaba di Natale. O no?

Track Listing: 01 En Stjaerna Faller (A Falling Star) 02:10; 02 En Boerjan (A Beginning) 04:25; 03 Debbie and the Dogs 04:20; 04 Efter VI Skildes at (After We Had Parted) 04:22; 05 En Ny Dag (A New Day) 04:45; 06 Det aer Aska I Luften (Theres Thunder in the Air) 03:46; 07 Sa Hissas Flaggan Pa Midsommarafton (Hoisting the Flag on Midsommar) 04:09; 08 Utan Stroem I Harare (No Electricity in Harare) 03:30; 09 Till Dem Daerhemma (For the Loved Ones at Home) 04:41; 10 Kvaellens Sista Dans (The Last Dance of the Evening) 04:14; 11 Myggan Som into Ville Doe (The Mosquito that Wouldnt Die) 03:05; 12 Naer Barnen Sover (When the Childre Are Sleeping) 03:15; 13 Dagens Slut (At the End of the Day) 01:55; 14 Karlavagnen (The Big Dipper) 00:59.

Personnel: Martin Tingvall - pianoforte.

Title: En ny dag | Year Released: 2013 | Record Label: Skip Records

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