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Anthony Braxton - Joelle Léandre: Duo (Heidelberg Loppem) 2007

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Pierre Boulez ha scritto che "l'opera non esiste se non nell'imprevedibile che diviene necessità". Il che pare ben adattarsi all'incontro (che ha avuto un solo precedente discografico, Ensemble (Victoriaville) 1988, in occasione del sesto Festival International de Musique Actuelle a Victoriaville, Canada) fra Joelle Léandre ed Anthony Braxton.

Tre momenti improvvisativi, dei quali due estremamente estesi, incisi a Loppem, uno sperduto paesino alle porte di Bruges: di rado, va detto subito, Braxton è stato così lirico e persino appassionato. Lontano dalle astrazioni, talvolta fragili, della sua scrittura, il compositore e sassofonista si lascia interamente andare all'improvvisazione, alla composizione istantanea, sospinto dall'incessante flusso di idee della contrabbassista, cui va il merito di sapere sospingere il partner ai limiti estremi delle proprie possibilità.

La Léandre non arretra mai, si prende costantemente la maggior parte dei rischi, crea cascate di suoni e timbri e ritmi, pronuncia appassionate orazioni ora giubilanti ora corrusche, inventa e reinventa lacerti di danze e melodie, estrae un pizzicato percussivo che detta contrappunti funambolici e costringe Braxton, attento ascoltatore e fine stratega sonoro, a tenersi in bilico su di un burrone, giocando sui contrasti fra registri, guidando su flussi di semicrome che trovano, quasi miracolosamente, improvvise concordanze negli incroci più pericolosi.

E' un appassionante incontro fra corpo e mente, fra lucidità ed emotività, fra yin e yang, fra l'emozionante corporeità-contenitore della contrabbassista e l'autocontrollo mentale-contenuto del sassofonista: la prima improvvisazione, una sorta di sincera ricognizione del possibile terreno di incontro, è carica di incertezze, di sguardi scrutatori, di ammiccamenti, di esitazioni e di improvvisi lanci dei dadi alla ricerca di conferme e sicurezze e intese.

E,' direi, il momento più intenso di quest'incisione, quello in cui maggiormente gli artisti si mettono a nudo e si confrontano a viso aperto, più intensa e spavalda la Léandre (si sa che il coraggio è spesso femmina), più timido e calcolatore Braxton, che però disegna con i suoi sassofoni improvvisi squarci di emozionante lirismo e di eterea bellezza (quelle minuzie traslucide di chi ha lungamente amato Paul Desmond...), cessando momentaneamente di trovare e dare una logica geometrica a quella che, in certi estemporanei tratti, è una corsa a perdifiato nei meandri della creazione e delle sue infinite possibilità. E che nell'aforistica terza improvvisazione trova un pacifico e pacificato suggello, un ammiccante svolazzo apposto per inventare un posticcio finale non previsto dall'assenza di teleologia. E proprio la densa, seconda improvvisazione, che nasce dopo il mutuo riconoscimento delle proprie identità, assume la veste di severo interludio in cui subentra la reciproca, ammirevole intelligenza e scompare lo sfrontato, persino sensuale gioco del fiutarsi reciproco. Scriveva ancora Boulez: "la nascita a se stessi deve compiersi ogni mattina".

Visita i siti di Anthony Braxton e Joëlle Léandre.

Track Listing

CD 1: Duo 1. CD2: Duo 2; Duo 3.

Personnel

Anthony Braxton
woodwinds

Anthony Braxton: sassofoni sopranino, soprano, contralto, clarinetto contrabbasso; Joëlle Léandre: contrabbasso, voce.

Album information

Title: Duo (Heidelberg Loppem) 2007 | Year Released: 2010 | Record Label: Leo Records


About Anthony Braxton

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