All About Jazz

Home » Articoli » Live Reviews

Dear All About Jazz Readers,

If you're familiar with All About Jazz, you know that we've dedicated over two decades to supporting jazz as an art form, and more importantly, the creative musicians who make it. Our enduring commitment has made All About Jazz one of the most culturally important websites of its kind in the world reaching hundreds of thousands of readers every month. However, to expand our offerings and develop new means to foster jazz discovery we need your help.

You can become a sustaining member for a modest $20 and in return, we'll immediately hide those pesky Google ads PLUS deliver exclusive content and provide access to future articles for a full year! This combination will not only improve your AAJ experience, it will allow us to continue to rigorously build on the great work we first started in 1995. Read on to view our project ideas...

0

Beppe Scardino BS10 alla Sala Vanni di Firenze

Beppe Scardino BS10 alla Sala Vanni di Firenze
Neri Pollastri By

Sign in to view read count
Beppe Scardino BS10
A Jazz Supreme—Musicus Concentus
Sala Vanni
Firenze
19.10.2017

La seconda data dell'edizione autunnale di "A Jazz Supreme" del Musicus Concentus è tornata nella sua sede tradizionale, la Sala Vanni, cenacolo della Chiesa del Carmine, dopo l'inaugurazione al Teatro Verdi con il duo Paolo Fresu-Gianluca Petrella. Di scena stavolta una formazione piuttosto attesa, il tentetto di Beppe Scardino, che presentava il disco BS10 Live in Pisa, appena uscito per Auand.

L'aspettativa era elevata per almeno due ragioni: per la qualità dei musicisti raccolti da Scardino nella nuova formazione e per il fatto che lo stesso Scardino mancava da una prova alla guida di ensemble di questo genere ormai dal 2010, ovvero dal secondo disco del suo eccellente Orange Room, Elegy for the Punk Movement.

Il tentetto si è presentato sul palcoscenico con a sinistra gli strumenti armonici, il Fender Rhodes di Simone Graziano e la chitarra elettrica di Gabrio Baldacci; al centro la ritmica, il contrabbasso di Gabriele Evangelista, la tuba di Glauco Benedetti e la batteria di Daniele Paoletti; a destra l'ampia sezione fiati, le trombe di Mirko Cisilino e Mirco Rubegni, il sax tenore di Dan Kinzelman, il sax contralto di Piero Bittolo Bon e il sax baritono del leader (ma gli ultimi tre hanno imbracciato anche il clarinetto basso). La disposizione era già indicativa della distribuzione di ruoli e suoni: di sostegno portante la ritmica, con il contrabbasso di fondo, la tuba più mobile (ora di raccordo nei cambi di atmosfera, ora unita ai fiati) e la batteria spesso vero motore propulsivo della formazione; Fender e chitarra di parziale supporto alla ritmica ma di fatto produttori di un colore elettrico, a tratti acido, in virtuoso contrasto con quello dei fiati; questi ultimi, infine, assieme o singolarmente, veri protagonisti del discorso musicale.

Complessa ma intrigante e riuscita la gestione proprio dei fiati, obbligati per il loro alto numero a ridurre, spartendoseli, gli spazi di assolo e pertanto spesso messi all'opera assieme, sebbene quasi mai all'unisono: frequenti infatti le fasi di concitata interazione, in stile free, ma non rare neppure le situazioni più prossime alla big band, sebbene la maggior parte degli interventi dei fiati fossero contraddistinti da tessiture incrociate, ben delineate e differenziate, sopra le quali a turno i singoli intervenivano in modo dirompente con assoli o anche con più semplici aperture dissonanti. L'acustica della sala non ha reso pienamente la cura posta negli arrangiamenti e nel lavoro sugli strumenti, ma non di meno l'effetto complessivo è risultato assai apprezzabile.

Omogenee quanto a poetica le composizioni, tutte di Scardino tranne il bis, Jamaican Farewell di Roscoe Mitchell, sempre dinamicamente molto intense e fortemente strutturate. Tra di esse ha particolarmente colpito per il colore e i contrasti dei suoni "Verticamera," brano nel quale Kinzelman, Bittolo Bon e Scardino hanno utilizzato assieme i clarinetti bassi.

Poco da dire sui solisti, tutti ben noti e ciascuno dei quali ha confermato le qualità che gli conosciamo. Una menzione particolare meritano forse Cisilino, i cui interventi sono sembrati sempre particolarmente spiazzanti e originali, Paoletti, per il ruolo davvero centrale e oneroso ricoperto nell'economia generale della formazione, e Graziano, per l'uso misurato e personale del Fender.

Bella formazione, da seguire e supportare, visto che non è facile oggi proporre agli organizzatori un tentetto (il cui disco non è da meno dello spettacolo visto dal vivo).

Foto: Eleonora Birardi

Tags

comments powered by Disqus

Shop

Start your shopping here and you'll support All About Jazz in the process. Learn how.

Related Articles

Live Reviews
Odean Pope Quartet at the Philadelphia Museum of Art
By Victor L. Schermer
January 15, 2019
Live Reviews
Denise Donatelli at Mezzrow
By Nicholas F. Mondello
January 10, 2019
Live Reviews
The Los Cabos Jazz Experience 2018
By Wendy Ross
January 5, 2019
Live Reviews
Rene Marie With Experiment In Truth At The Jazz Corner
By Martin McFie
January 3, 2019
Live Reviews
Joey Alexander Trio With Chris Potter at SFJAZZ
By Harry S. Pariser
December 31, 2018
Live Reviews
Live From Birmingham: Joe Louis Walker, Alasdair Roberts & Brian Jackson
By Martin Longley
December 29, 2018

Warning: Creating default object from empty value in /home/websites/allaboutjazz.com/www/html/content/chunks/overlay/aaj-sitemap.php on line 5