Home » Articoli | Recensioni
Jazz Articles
Our daily articles are carefully curated by the All About Jazz staff. You can find more articles by searching our website, see what's trending on our popular articles page or read articles ahead of their published dates on our Coming Soon page. Read our daily album reviews.
Sign in to customize your My Articles page —or— Filter Article Results
Album Review
Huw Warren: Hermeto +
by AAJ Italy Staff
Huw Warren è un pianista gallese già noto anche alle nostre latitudini per l'importante recente collaborazione accanto a Maria Pia De Vito in un progetto dedicato ai linguaggi etno-musicali planetari chiamato Diálektos (Parco della Musica Records). Curioso ed onnivoro, il suo nuovo lavoro è un omaggio al grande Hermeto Pascoal, fisarmonicista, pianista, sassofonista, chitarrista, cantante fra i più conosciuti e apprezzati degli ultimi 50 anni di musica brasiliana. La strabiliante forza creativa di Pascoal, sicuramente evidente più dal punto di ...
Continue Reading...Interview
Tullio Avoledo - Romanzi con colonna sonora
by AAJ Italy Staff
Tullio Avoledo. Friulano. Responsabile dell'ufficio legale di una banca del Nord Est. Scrittore. Il suo primo romanzo, L'Elenco Telefonico di Atlantide" (2003), è stato un caso letterario. Autore di otto romanzi e svariati racconti, con le sue opere ha toccato i temi più diversi: impiegati di banca travolti da cospirazioni più grandi di loro, morti sul lavoro, ragazze misteriose, eco-crimini, viaggi nel tempo. Comune denominatore di tutti i suoi romanzi, l'abbondanza di riferimenti musicali. Che si tratti di rock o ...
Continue Reading...Album Review
The Fonda - Stevens Group: Memphis
by AAJ Italy Staff
Artisticamente insieme da più di un ventennio, il bassista Joe Fonda e il pianista Michael Stevens danno alle stampe Memphis, un album che richiede una buona dose d'attenzione, viste le diverse soluzioni compositive intraprese e le relative complicazioni estetiche. Dalla penna dei due prendono vita i dieci originali proposti, cinque a testa, che si evolvono in uno schema molto ampio, privo - almeno in apparenza - di punti di riferimento ben definiti e quindi difficilmente prevedibile. I leader creano musica ...
Continue Reading...John Beasley: Positootly!
by AAJ Italy Staff
Secondo CD per la Resonance (dopo Letter to Herbie), Positootly" consolida il ritorno alla pratica jazzistica da parte di Beasley. Un ritorno in grande spolvero, dopo i fortunati quanto prolungati trascorsi holliwoodiani nella veste di compositore/arrangiatore.Una proposta che si sviluppa nel segno del groove, con tanto drive, aromi funky e soul. Sette composizioni originali, un classico dell'hard bop costituiscono il cuore di un percorso estremamente dinamico, in cui si innestano con esiti meno felici la bossa di Jobim ...
Continue Reading...Album Review
Piero Bittolo Bon Jump the Shark: Sugoi Sentai! Gattai!!
by AAJ Italy Staff
E' buffa la grafica che accompagna il CD Sugoi Sentai! Gattai!!. Si intravede un omino digitale con i baffi (che sia proprio Piero Bittolo Bon?) alle prese con un intricato labirinto virtuale di colori accecanti e di linee uguali che si ripetono all'infinito. Sembrerebbe difficile trovare la direzione giusta, il percorso corretto, ma lo sguardo arcigno e deciso dell'omino farebbero intendere che prima o poi l'impresa verrà portata a termine. Non sappiamo se Piero Bittolo Bon e i suoi Jump ...
Continue Reading...Album Review
Modern Art Orchestra: Eclectic Path
by AAJ Italy Staff
Quest'orchestra ungherese è un brillante organico che aderisce ai modelli mainstream con sicurezza e personalità, senza sfigurare di fronte ai migliori esempi del genere. Dalla sua nascita - nel 2005 - è guidata da Kornél Fekete-Kovács, un bandleader e solista di tromba che nel 1998 è stato tra i fondatori della Budapest Jazz Orchestra ed ha svolto significative esperienze in altre orchestre europee, soprattutto scandinave. Fekete-Kovács è uno dei massimi musicisti e animatori della scena jazzistica ungherese. Scena che è ...
Continue Reading...Album Review
Charles Rumback: Two Kinds of Art Thieves
by AAJ Italy Staff
Che la scena creativa di Chicago sia ricchissima di talento è un fatto piuttosto risaputo, anche se non va dimenticato che da sempre la Windy City ha trovato anche in giornalisti, associazioni e etichette di tutto il mondo un'attenzione sempre viva: ne è un esempio questo disco della portoghese Clean Feed a nome del batterista Charles Rumback [componente della Lightbox Orchestra di Fred Longberg-Holm], musicista che in questa prima prova da leader ha voluto con sé - in una tipica ...
Continue Reading...Album Review
Scott LaFaro: Pieces of Jade
by AAJ Italy Staff
Interessante l'intervista a Bill Evans inserita in questo CD: poco più di tredici minuti in cui il pianista affronta, con George Klabin, la scomparsa di Scott LaFaro, avvenuta cinque anni prima. Altrettanto interessante, spesso affascinante la registrazione (assai di fortuna, purtroppo) di una prova di Bill Evans e Scott LaFaro su My Foolish Heart". Eccellente, invece, la prova di Don Friedman, pianista extraordinaire ma straordinariamente sottovalutato: a lui, infatti, artista profondamente influenzato da Bill Evans, andrebbe intitolata la registrazione, che ...
Continue Reading...My Playlist
Charlie Kohlhase
by AAJ Italy Staff
01. Muhal Richard Abrams - Blues Forever (Black Saint - 1981). Muhal ha registrato una fantastica serie di dischi per la Black Saint tra la fine degli anni '70 e inizio '80: questo è quello di cui mi sono innamorato ultimamente. C'è tutto: dal blues di Chicago alle composizioni dodecafoniche utilizzando, il tutto utilizzando spesso sottogruppi orchestrali. Muhal faceva trent'anni fa cose che dovrebbero essere fatte oggi per dare freschezza al jazz del ventunesimo secolo. 02. Mahmoud Ahmed - Ere ...
Continue Reading...Album Review
Tyshawn Sorey: Koan
by AAJ Italy Staff
Parlando un paio d'anni fa dell'esordio da leader del giovane e talentuoso batterista Tyshawn Sorey [il disco si chiamava That/Not], dichiaravamo con onestà il nostro disorientamento di fronte a una scelta espressiva originale, ma alla fine poco convincente, quella di una musica astratta e filigranata, nella quale il grande magistero ritmico del musicista - che ricordiamo in formazioni significative come i Fieldwork con Vijay Iyer o dietro i tamburi di Steve Coleman o Dave Douglas - veniva polverizzato in infiniti ...
Continue Reading...