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Jazz Articles

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Album Review

Aruan Ortiz Trio: Hidden Voices

Read "Hidden Voices" reviewed by Luca Canini

by Luca Canini

Confesso che fino a qualche settimana fa poco o niente sapevo di Aruán Ortiz. Non che il nome del pianista cubano non fosse mai arrivato alle mie orecchie (a suonare con gente come Don Byron, Steve Turre, Esperanza Spalding e Wallace Roney difficilmente si passa inosservati), ma nulla di quanto ascoltato aveva attirato la mia attenzione. Superficialità? Forse. Contesti poco stimolanti? Probabile. Fretta? Può essere. Fatto sta che mi ero convinto di avere a che fare con l'ennesimo “professionista" in ...

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Album Review

Avishai Cohen: Into the Silence

Read "Into the Silence" reviewed by Alberto Bazzurro

by Alberto Bazzurro

Titolo rivelatore se mai album ne ebbe uno: dentro e intorno al silenzio questo ragguardevole lavoro del trentottenne trombettista israeliano si muove e individua la sua stessa ragion d'essere. Intendiamoci: di silenzio, in senso cageano o meno, non ce n'è affatto, e tuttavia è--filosoficamente e poeticamente--questo il punto di partenza (e forse d'arrivo) del disco, nella misura in cui come anelito di (e tensione verso il) silenzio s'intenda un senso di spogliamento, di prosciugamento, di essenzialità e totale assenza di ...

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Multiple Reviews

Solitudini pianistiche in casa Hat

Read "Solitudini pianistiche in casa Hat" reviewed by Alberto Bazzurro

by Alberto Bazzurro

Una gran bella infornata di album editi nel giro di pochi mesi dalla HatOlogy ci consente una quanto mai istruttiva panoramica su una delle formule più classiche del jazz (e del resto non solo di quello) come il pianoforte solo. Con qualche disseppellimento degno di particolare attenzione. Cecil Taylor Garden 1st Set HatOlogy Valutazione: * * * * ½ Ci riferiamo, in questo senso, ai due volumi (separati) che mettono ...

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Album Review

Dave Ballou: Solo Trumpet

Read "Solo Trumpet" reviewed by Giuseppe Segala

by Giuseppe Segala

Dave Ballou si inserisce in modo del tutto personale in quel filone di trombettisti che indaga il proprio strumento in senso lato, ne trae sonorità inedite attraverso lo studio di articolazioni e procedure peculiari, ne cerca un ampliamento del vocabolario e delle espressività. Un filone che, in senso cronologico, ha origine con Bill Dixon, passa per Leo Smith e trova un culmine altamente significativo nel lavoro di Herb Robertson. Altri musicisti delle generazioni successive hanno percorso questa ...

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Album Review

Ivo Perelman: Villa Lobos Suite

Read "Villa Lobos Suite" reviewed by Maurizio Zerbo

by Maurizio Zerbo

L'arte del depistaggio, secondo un sax e due viole. Si potrebbe definire così questo avventuroso CD, che già nel titolo tende a spiazzare l'ascoltatore. Questa inusuale disposizione timbrica dà luogo ad un percorso destrutturante, che peraltro non prevede titoli per le composizioni proposte. In primo piano l'improvvisazione atematica con libere cellule melodiche, che dell'opera di Villa Lobos rilasciano nulla o quasi. All'insegna della mimesi timbrica, Perelman gioca ad avvicinare la pratica del suo strumento a quello dei ...

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Album Review

John O’ Gallagher: The Honeycomb

Read "The Honeycomb" reviewed by Maurizio Zerbo

by Maurizio Zerbo

Da Charlie Parker ad Ornette Coleman, fino al jazz groove contemporaneo. Si potrebbe definire così l'itinerario del viaggio sonoro proposto dall'alto sassofonista newyorchese John O'Gallagher. Il free-bop messo in atto dal suo affiatatissimo trio è sintetizzato da “Extralogical Railman," che rielabora un celebre standard ("Relaxin' at Camarillo") di Bird. Del nucleo tematico preesistente viene cambiato tutto o quasi dopo averne enunciato brevemente la melodia. Con un tempo dinamicamente serratissimo, la nuova versione viaggia ad altezze, velocità ed ...

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Album Review

More Sundays: Early

Read "Early" reviewed by Neri Pollastri

by Neri Pollastri

Una cantante blues, un pianista jazz, due improvvisatori di razza e un suono tenuto volutamente sporco, per una reinterpretazione originale e creativa del jazz delle origini. Questo è il quartetto More Sundays, che con Early presenta il suo primo lavoro. Il gruppo nasce dall'ampliamento del duo tra Elisabetta Maulo, cantante dei Betta Blues Society, e il pianista Piergiorgio Pirro, i quali--per far evolvere il loro lavoro sul blues dei primi anni del novencento--decidono di coinvolgere anche il trombone ...

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Album Review

DarkMatterHalo: Darkness Interrupted

Read "Darkness Interrupted" reviewed by Claudio Bonomi

by Claudio Bonomi

Hardedge, all'anagrafe Velibor Pedevski, si definisce un sound designer. Non un sound designer qualsiasi. Hardedge è un architetto di suoni elettronici dotato di una sensibilità non comune. È capace di costruire scenari e affreschi apocalittici di una profondità siderale, e quasi mai disturbanti, che si reggono su autentiche colonne soniche. Potremmo definirlo un improvvisatore cosmico, fortemente influenzato dall'avanguardia post free dell'AACM, Association for the Advancement of Creative Musicians di Chicago (Associazione per l'Avanzamento dei Musicisti Creativi).

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Album Review

The Black Nothing: Paths

Read "Paths" reviewed by Alberto Bazzurro

by Alberto Bazzurro

Un marcato eclettismo caratterizza e alimenta questo singolare lavoro, opera di un ensemble danese di cui non risulta trasparente l'indirizzo estetico, se non proprio facendolo coincidere (non sarebbe un caso isolato) con questo melting pot di input, aree stilistiche, atmosfere e infiltrazioni varie. Ci sono momenti di taglio che potremmo definire contemporaneo (pur magari sui generis), ritrosie e minimalismi vari accanto a sezioni più estroverse e corporee, una presenza elettronica non episodica, fiati e voci in altri ...

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Book Review

Sabina Meyer: Dare voce all'invisibile

Read "Sabina Meyer: Dare voce all'invisibile" reviewed by Angelo Leonardi

by Angelo Leonardi

Dare voce all'invisibile -Indagine sull'ineffabile in musica Sabina Meyer 172 Pages Scienze e Lettere Questo studio ci ricorda uno dei dialoghi di Platone, il Cratilo. In quel testo Socrate si domanda se il nome costituisca un attributo naturale delle cose o se sia imposto ad esse arbitrariamente dagli uomini. La risposta di Cratilo indica con chiarezza il modo di pensare in una cultura tradizionale: “Credo Socrate che un certo potere, superiore a quello umano, ...

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